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Cronaca
Crosetto: "A Hormuz meglio se con l'Onu ma il Parlamento dica comunque sì"
Ieri 20-04-26, 09:28
AGI - La fine del conflitto e l'ok del Parlamento. Guido Crosetto rinnova la disponibilità dell'Italia alla missione difensiva nello Stretto ribadendo le condizioni per aderire all'operazione internazionale. Per il ministro della Difesa, il contributo italiano ai 'Volenterosi' potrebbe tradursi nell'invio di due navi militari cacciamine. Crosetto: "Spero chela missione sia sotto l'egida dell'Onu" "Sono contento che ci arrivi anche l'opposizione. Mi auguro che" per la missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz "ci sia l'egida dell'Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace": ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della Sera. "E non penso", ha aggiunto Crosetto, "che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo". Crosetto: "Fondamentale che cessino le ostilità" Per il ministro "l'Italia, che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine". "Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi", ha osservato Crosetto, "ma per inviarle occorre la fine delle ostilità, perché nessuno vuole entrare in una guerra". Sigonella e i rapporti con gli Stati Uniti Il ministro ha spiegato di non temere ritorsioni dagli Stati Uniti, dopo le critiche di Donald Trump alla premier Giorgia Meloni: "Qualcuno dei suoi collaboratori gli spiegherà la verità, quali sono le nostre regole d'ingaggio. Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull'Italia". "L'Italia è sempre stata disponibile alla cooperazione con gli Usa", ha osservato, e Sigonella "non ha pesato nulla: gli americani sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispettare". La guerra e le sue conseguenze Della guerra scatenata dall'attacco all'Iran, Crosetto ha affermato che, "se guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale, italiano o di qualsiasi altra nazione che sta subendo le conseguenze di questa guerra, si è trattato di un grave errore". Crosetto: "Proteggere i nostri militari in Libano" Per quanto riguarda gli attacchi all'Unifil in Libano, Crosetto ha ricordato di aver chiesto "più volte un cambio di passo e di regole con atti ufficiali, a maggiore protezione dei nostri militari". "Unifil è in ritardo per cambiare perché a dicembre finirà", ha sottolineato il ministro, "e dovremo pensare come sostituirla. Perché un Libano che esplode è l'ennesimo problema per il mondo".
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