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Cronaca
Dagli esordi a Parigi al mito del Rosso Valentino: un viaggio attraverso sessant’anni di creatività
Oggi 19-01-26, 19:29
AGI - La moda italiana è in lutto. Si è spento all’età di 93 anni nella sua residenza romana, Valentino Garavani stilista e couturier che nato a Voghera l’11 maggio del 1932 ha segnato con la sua creatività e il suo stile l’alta moda del Novecento. L’Imperatore della moda come da subito venne battezzato per la capacità di portare avanti nel mondo un’idea di bellezza ben caratterizzata si era formato a Parigi, alla Chambre Syndicale de la Couture, e dopo aver lavorato in Francia tornò in Italia per lanciare nel 1960 il suo marchio, assieme a Giancarlo Giammetti, compagno d'affetto e d'affari. Da allora la storia di una carriera e di successi. Ha vestito attrici e regine da Sophia Loren a Audrey Hepburn da Jackie Kennedy che nel 1968 per le seconde nozze con Onassis scelse proprio un Valentino bianco a Elizabeth Taylor che volle un abito candido bordato di piume per la prima di Spartacus. Fino a Julia Roberts che nel 2001 sul palco dell'Oscar per "Erin Brockovich" puntò su una mise vintage del 1992 Valentino: un abito bianco e nero. Uno stilista visionario che ha anticipato sempre con grazie ai segni di riconoscimento di taglio e colore uniti dal desiderio di perfezione, qualcosa che sarebbe stato destinato a piacere ad una platea internazionale. Il debutto a Firenze nella Sala Bianca Il debutto avvenne a Firenze, nella Sala Bianca. Era il 1962 e con lui c’erano i nomi che avrebbero segnato la storia del made in Italy. Il suo stile si impose subito su uno scenario internazionale minando il primato francese tanto che la firma dell’International Herald Tribune Eugenia Sheppard alla fine degli anni Sessanta lo vedeva come la Rolls Royce della moda. “La grande notizia è che Valentino fa concorrenza a Parigi. Il suo stile ha le stesse qualità dei grandi come Dior, Jacques Fath e Balenciaga. È impalpabile, come la bellezza o il sex appeal, ma fa venire a tutte le donne la voglia di comprare”. Ed è proprio a Parigi che Valentino decide di presentare le sue collezioni dal 1974, una volta che la Sala Bianca non ospitò più le sfilate a vantaggio di Milano in pieno boom economico. Una meta fuori dal turbinio quella scelta dallo stilista di Voghera che con la sua moda è sempre rimasto fedele alle sue idee e che non voleva essere toccato dai cambiamenti così frenetici del capoluogo lombardo, facendosi così portavoce di una moda che non sarebbe mai stata tendenza. L'imperatore della Moda italiana Anche definito Imperatore della moda Valentino ha giocato nella sua carriera di couturier con le forme, silhouette, materie e colore. Fiori, plissè soleil, e poi piume, fiocchi e una tinta così speciale da prendere il suo nome ‘ Rosso Valentino”. Del rosso, da sempre tinta legata al potere, Garavani scelse infatti una sfumatura ben definita che si dice avesse notato da giovane all’Opera di Barcellona catturato dall’abito carminio di una signora. Simbolo della moda italiana lo ricordiamo nello scatto memorabile del 1985 assieme ai grandi scomparsi del secolo scorso Laura Biagiotti, Gianni Versace, Krizia, Paola Fendi (ancora in vita), Gianfranco Ferrè, Mila Schon, Giorgio Armani, Ottavio Missoni, Franco Moschino e Luciano Soprani. Uno stilista che seppe anche giocare con ironia con la sua figura. Memorabile la partecipazione al film Il diavolo veste Prada, dove compare nel backstage della sfilata parigina dove si trovano la terribile Miranda (Meryl Streep) e Andy (Anne Hathaway). Si era ritirato dalle scene nel 2008 con una sfilata evento che andò in scena a Parigi al Musée Rodin di Parigi lasciando il timone a direttori creativi come Alessandra Facchinetti e poi alla coppia Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, che hanno reinterpretato il marchio in chiave contemporanea, mantenendo il rosso iconico, ma con un'evoluzione stilistica significativa anche dopo l'uscita di Chiuri nel 2016. Fino al 2024 quando è subentrato Alessandro Michele (ex direttore creativo di Gucci). “Ho sempre considerato il mio lavoro come quello di uno scrittore - scriveva così Valentino nel 2008 nella prefazione del libro Valentino temi e variazioni di Pamela Golbin (Rizzoli editore) - che negli anni scrive solo una storia, quella del suo stile, del quale ogni collezione rappresenta un capitolo. Con tutte le emozioni, le sue idee, i suoi motivi, L’aspetto esterno delle cose, il look, può cambiare in ogni capitolo, ma i protagonisti restano gli stessi, esattamente come le persone e le emozioni che mi hanno sempre ispirato e continuano a ispirarmi”.
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