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Estero
Dai Pasdaran alla nuova Guida, le tante incognite nell'Iran post Khamenei
Oggi 04-03-26, 03:17
AGI - La tempistica dell'elezione della nuova Guida Suprema, la resilienza del regime, il consolidamento dei Pasdaran come centro di potere e la fisionomia stessa della Repubblica islamica post-Khamenei sono alcune delle incognite che accompagnano il delicato processo di transizione in atto in Iran, mentre la guerra con Usa e Israele si allarga alla regione. A individuarle e analizzarle, in un'intervista all'AGI, è Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies. Il bombardamento della sede a Qom dell'Assemblea degli Esperti, l'organismo incaricato di votare la nuova Guida Suprema, lascia immaginare che la scelta del nuovo leader della Repubblica islamica "subirà ritardi", spiega il direttore del think tank specializzato sui temi della politica, della sicurezza e dell'economia nelle regioni del Medio Oriente e dell'Africa. "Nominare una nuova Guida durante un conflitto significa farla diventare subito un bersaglio molto preciso e chiaro per Stati Uniti e Israele", fa notare l'analista. D'altronde, "la morte di Khamenei non ha comportato, come alcuni pensavano, un crollo immediato del sistema. L'idea dell'Iran come una struttura monolitica al cui comando c'è solo la Guida Suprema è frutto di un'interpretazione errata della Repubblica islamica che ha, invece, un sistema molto reticolare e stratificato di comando", prosegue Pedde. Dunque "anche con la morte del leader e delle prime linee di comando delle Forze armate, il sistema è potenzialmente in grado di rigenerare in tempi rapidi queste componenti e di sviluppare una capacità di resilienza maggiore di quanto valutato da parte di Stati Uniti e Israele". Il ruolo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Un'altra variabile di questa inedita transizione è rappresentata dalla convivenza tra il sistema istituzionale, incarnato dal Consiglio direttivo ad interim - il triumvirato che guida il Paese in attesa dell'elezione della Guida Suprema - e l'organismo che gestisce l'emergenza, vale a dire il Consiglio supremo di sicurezza nazionale, con il suo potente segretario Ali Larijani. "Il Consiglio supremo", spiega Pedde, "è fortemente controllato dai Pasdaran e non è incaricato solo della gestione degli affari militari ma di fatto anche di quelli politici, rappresentando una sorta di camera di compensazione politico-militare". La consacrazione al potere dei Pasdaran Tra le incognite di questa fase emerge, invece, una chiara certezza, secondo Pedde: la consacrazione al potere dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), i Pasdaran appunto. "Quello cui stiamo assistendo è la definitiva assunzione di potere di questo gruppo che ha posizioni molto diverse rispetto alla componente clericale, è molto meno pragmatico, molto meno orientato al negoziato". Il passaggio di potere alla seconda generazione Con la morte di Khamenei e di alcune altre figure dell'apparato politico-militare "è venuto meno l'ultimo baluardo della prima generazione del potere, i rivoluzionari. Ora il potere passa nelle mani della seconda generazione, sostanzialmente dell'Irgc, in una transizione importantissima sotto il profilo interno e con effetti ancora da capire sulla fisionomia del regime". Riforma costituzionale e ruolo della nuova Guida In questo senso, è possibile che la nomina della nuova Guida possa transitare attraverso una riforma costituzionale o un mutamento del suo ruolo sotto il profilo istituzionale, ipotizza Pedde: "La seconda generazione non ha interesse a ripristinare un leader politico espressione del clero e non del proprio contesto militare e potrebbe puntare a rafforzare la natura presidenziale delle istituzioni iraniane in modo da poter esercitare un controllo più diretto e soprattutto esprimere figure di vertice". La forza dell'Irgc e la crisi Bisognerà capire, però, quale tipo di organizzazione l'Irgc riuscirà a darsi in questo contesto di crisi. Quello che è certo, conclude l'analista, "è che questa operazione militare ha rimosso i vertici politici, soprattutto dello Stato, ma ha lasciato inalterata la catena di comando e di controllo dei Pasdaran". Se Usa e Israele puntano a una sollevazione popolare in Iran per rovesciare il regime, "è necessario decapitare la capacità di gestione della repressione e quindi degradare fortemente la forza dell'Irgc, cosa che in questo momento non sta avvenendo e che rappresenta la grande variabile di questa crisi".
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