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Estero
Dazi Usa mirati contro singoli Paesi: perché solo l’Ue può rispondere?
Oggi 18-01-26, 07:48
AGI - Gli Stati Uniti potrebbero imporre dazi mirati contro singoli Stati Ue - come ha minacciato ieri il presidente americano, Donald Trump, di fare contro i Paesi che hanno inviato personale militare in Groenlandia - ma la risposta con eventuali contromisure non può che essere a livello europeo a causa dell'Unione doganale e del fatto che il commercio estero è competenza esclusiva di Bruxelles. Perché i dazi selettivi violano (in teoria) le regole Wto La scelta di colpire alcuni Stati Ue e non altri viene vista comunque come un azzardo perché le regole del Wto prevedono il principio della nazione più favorita che vieta trattamenti tariffari discriminatori tra partner che si trovano nella stessa posizione giuridica. Nella pratica, tuttavia, esistono modalità di differenziazione 'di fatto', quando le misure tariffarie vengono disegnate per colpire prodotti emblematici o settori fortemente concentrati in uno Stato membro (vedi formaggi, auto, vino) producendo un impatto nazionale pur restando formalmente compatibili con un'impostazione rivolta all'Ue. Le differenziazioni “di fatto” e i precedenti recenti Uno dei casi più recenti riguarda i dazi cinesi sul brandy che hanno colpito nettamente di più la Francia, e in particolare il settore del cognac, perché oltre il 90% del brandy europeo esportato in Cina è francese. Un altro precedente chiave è quello delle olive nere spagnole, colpite nel 2018 dagli Stati Uniti con dazi antidumping e antisussidi sulla base dell'argomento secondo cui i produttori beneficiavano indebitamente dei sostegni della Politica agricola comune, una misura che colpiva direttamente la Spagna. La Commissione europea portò il caso davanti al Wto e nel 2021 l'organo di risoluzione delle controversie diede in larga parte ragione all'Ue, giudicando incompatibili diversi elementi delle misure statunitensi. Sicurezza nazionale e zone grigie del commercio globale In anni più recenti, l'invocazione della sicurezza nazionale per giustificare misure commerciali selettive ha ulteriormente ampliato le zone grigie del diritto commerciale internazionale, offrendo ai Paesi terzi margini per colpire settori o filiere specifiche dell'economia europea. Perché solo l’Ue può rispondere ai dazi Quanto alla risposta, la linea rimane netta: non esistono reazioni nazionali ai dazi e nessuno Stato membro può negoziare o reagire autonomamente, perché la competenza è esclusiva dell'Ue e spetta unicamente alla Commissione avviare contenziosi, imporre controdazi o attivare strumenti di difesa commerciale e anti-coercizione, con misure valide per l'intero Mercato unico. Bruxelles può calibrare politicamente la risposta, scegliendo prodotti sensibili per il Paese terzo o settori ad alto valore simbolico, ma senza mai riconoscere o accettare una frammentazione nazionale della politica commerciale.
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