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Economia e Finanza
Divieti social ai minori, quali Paesi li hanno e quali stanno per introdurli
Oggi 18-02-26, 03:45
AGI - Negli ultimi mesi diversi Paesi hanno annunciato o stanno preparando misure per limitare l'accesso ai social ai minori. L'obiettivo dichiarato è ridurre rischi e pressioni associati all'uso precoce delle piattaforme: cyberbullismo, dinamiche di dipendenza, impatti sulla salute mentale ed esposizione a predatori. Il dibattito si è acceso anche per altri due nodi: da un lato la privacy, perché la verifica dell'età rischia di richiedere controlli invasivi e una raccolta di dati sensibili; dall'altro il timore che lo Stato allarghi troppo la mano, imponendo divieti e regole percepite come una forma di censura. Critiche arrivano anche da organizzazioni come Amnesty Tech, scrive Tech Crunch, secondo cui i divieti sarebbero poco efficaci e non terrebbero conto delle abitudini digitali delle nuove generazioni. Insomma, cosa succede se sono i boomer o i millennials a decidere per la Z o l'Alpha? Nonostante questo, varie capitali stanno andando avanti con proposte o iter legislativi. Australia il primo Paese a vietare i social sotto i 16 anni L'Australia ha fatto da apripista: a dicembre 2025 è diventata il primo Paese al mondo a vietare i social ai minori di 16 anni, bloccando l'accesso a piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e altre. Non rientrano nel perimetro WhatsApp e YouTube Kids. Il governo chiede che siano le aziende a impedire l'accesso ai minori, con verifiche basate su più metodi e non sulla sola autocertificazione dell'età. In caso di mancata conformità sono previste sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani (circa 34,4 milioni di dollari americani). Poi è stata la volta della Nuova Zelanda, promotrice di una legge che ha proibito l’accesso ai social network a chi ha meno di 16 anni. Le iniziative legislative in Asia e in Europa La Malesia ha indicato a novembre 2025 l'intenzione di vietare i social ai minori di 16 anni, con implementazione prevista nel 2026. In Europa, la Danimarca punta a un divieto sotto i 15 anni: la norma potrebbe arrivare a legge entro metà 2026. Il ministero per gli affari digitali lavora anche a strumenti di verifica dell'età. In Francia, i deputati hanno approvato una proposta per vietare i social ai minori di 15 anni, sostenuta dal presidente Emmanuel Macron come misura contro l'eccesso di tempo passato davanti a uno schermo. In Germania, si discute l'ipotesi di un divieto sotto i 16 anni. Anche Grecia e Slovenia stanno preparando leggi per proibire l'accesso ai social ai minori di 15 anni, regolando in particolare reti dove si condividono contenuti e citando piattaforme come TikTok, Snapchat e Instagram. In Spagna, è stato annunciato un piano per vietare i social sotto i 16 anni, e si valuta anche una norma per rendere i manager delle piattaforme personalmente responsabili in caso di hate speech. Nel Regno Unito, infine, il governo sta valutando un divieto sotto i 16 anni e l'ipotesi di imporre alle piattaforme la limitazione o rimozione di funzioni "compulsive", come lo scroll infinito.
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