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E' il Blue monday, il giorno più triste dell'anno. Cosa c'è di vero
Oggi 19-01-26, 11:59
AGI - Un po' per i cieli grigi e il freddo, un po' perché l'Epifania si è portata via con le feste anche un po' di risparmi e di buoni propositi, ma il terzo lunedì di gennaio è ormai inesorabilmente etichettato come il 'Blue Monday', il giorno più triste e deprimente dell'anno. Colpa di uno psicologo dell'università di Cardiff, Cliff Arnall, che esattamente 20 anni fa elaborò una complicata equazione per una famosa agenzia pubblicitaria americana, la Porter Novelli, che aveva tra i suoi clienti l'agenzia viaggi britannica Sky Travel. L'idea era sostenere i viaggi anche fuori stagione e quale motivazione migliore per prenotare una vacanza che sconfiggere la tristezza, identificata dagli anglosassoni con il colore blu? Così Arnall si mise a tavolino ed elaborò la formula dell'infelicità e del suo giorno simbolo. Sette le variabili prese in considerazione: il meteo, i debiti (incrementati anche dai regali), lo stipendio mensile, il tempo trascorso da Natale, il tempo da quando è fallito l'ultimo buon proposito, bassi livelli motivazionali e la necessità di agire. E così la scelta è caduta su un lunedì, fine di un weekend per molti di riposo e inizio di una settimana spesso lunga e faticosa, il terzo del mese di gennaio. La fama e lo sfruttamento commerciale del Blue Monday Dal 2005, il Blue Monday ha progressivamente guadagnato fama. Non quanta il 'Black Friday', ma abbastanza da essere segnato sul calendario da tante società che l'hanno sfruttato in vario modo per pubblicizzare i propri prodotti. La smentita degli scienziati Con grande frustrazione degli scienziati, quelli veri, per cui il Blue Monday altro non è che una bufala. «Gennaio genera depressione a molti. C'è meno luce e il corpo fatica ad adattarsi alla mancanza di cibi iper-calorici e antidepressivi del periodo natalizio. Quindi ci sono molte ragioni per cui qualcuno può sentirsi particolarmente "giù" durante gennaio», ha spiegato il neuroscienziato Dean Burnett, docente a Cardiff come Arnall, in un articolo apparso sul Guardian già nel 2012. Ma quanto al Blue Monday, «questa sciocca affermazione deriva da un'equazione ridicola che calcola 'debiti', 'motivazione', 'tempo', 'bisogno di agire' e altre variabili arbitrarie che sono impossibili da quantificare e in gran parte incompatibili», ha assicurato. Il risultato è che «questa storia si ripresenta ogni anno e devo affrontare tutto di nuovo», ha ironizzato, «al punto in cui, per me, il terzo lunedì di gennaio è davvero il giorno più deprimente dell'anno».
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