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Estero
Fondi Safe: cosa sono e chi li ha ottenuti
Oggi 28-07-26, 12:28
AGI - L'Italia torna a pensare ai fondi Safe. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in audizione alla commissione al Senato sugli esiti del Vertice NATO che si è tenuto ad Ankara dal 7 all'8 luglio scorsi ha annunciato che l'Italia ha prenotato un prestito da 14,9 miliardi dai 150 messi a disposizione dall'Unione europea (da restituire in 45 anni a tasso agevolato) per potenziare la difesa entro il 2030. L'Italia a fine agosto 2025, aveva presentato domanda per 14,9 miliardi di euro che essendo stata accettata da Palazzo Berlaymont attende solo la firma del contratto esecutivo. Tuttavia, la conclusione del prestito è bloccata da mesi da un dibattito interno all'esecutivo che nonostante le aperture di Tajani sembra non essersi concluso. Il governo deciderà entro la fine dell'anno se utilizzare l'intero importo o solo una parte. Da Bruxelles però la Commissione incalza e ha fretta di chiudere tutti i contratti con i 18 paesi che hanno visto l'approvazione delle richieste di prestito (per la richiesta da oltre 16 miliardi dell'Ungheria è ancora in atto la valutazione) per stabilire entro l'autunno se le risorse non spese possano essere riallocate entro la scadenza del 31 dicembre, quando la finestra per richiedere il finanziamento si chiuderà. Chi sono gli Stati che hanno presentato domanda Al momento sono 19 gli stati che hanno presentato domanda di finanziamento con importi molto diversi: si va dai 43 miliardi chiesti dalla Polonia, cui segue la Romania con 16 miliardi, la Francia con 15 miliardi fino ad arrivare a importi più piccoli come il miliardo chiesto dalla Spagna. Tra i Paesi che non hanno fatto richiesta risulta per esempio la Germania perchè i solidi conti pubblici e l'elevato rating AAA consentono di indebitarsi sui mercati a tassi più convenienti rispetto a quelli applicati sui prestiti europei. Il programma della Commissione prevede che per massimizzare l'impatto e ridurre la frammentazione, i progetti si baseranno su appalti comuni, coinvolgendo almeno uno Stato membro beneficiario del programma Safe e un altro Stato membro, nonchè Ucraina, Albania, Canada, Giappone, Moldavia, Macedonia del Nord, Norvegia, Corea del Sud e Regno Unito. Chi li ha ottenuti I primi pagamenti sono già partiti per Polonia, Cipro, Croazia, Lituania e Grecia. Varsavia lo scorso 29 maggio ha già visto l'erogazione di 6,6 miliardi di euro (pari al 15% della richiesta) che andranno a finanziare 139 progetti, tra cui la produzione di batterie anti droni che saranno realizzati insieme alla Norvegia. La Grecia ha ricevuto pochi giorni fa un primo pagamento di 118 milioni di euro (su 787 richiesti); la Lituania ha incassato 956 milioni di euro (la richiesta è di 6,375 miliardi) e Cipro 177,2 milioni (su una richiesta complessiva di 1,18 miliardi) milioni e la Croazia 255 milioni di euro su 1,7 miliardi richiesti. Per la Commissione la chiusura dei contratti non è mera burocrazia, ma rispecchia l'urgenza per l'Unione di garantire che gli investimenti programmati possano tradursi rapidamente in capacità industriali e operative comuni, considerate essenziali per la sicurezza dell'Unione nei prossimi anni. La riallocazione delle risorse non utilizzate entro la fine dell'anno sarà quindi valutata anche alla luce di questa priorità strategica, con l'obiettivo di massimizzare l'impatto complessivo del programma sulla resilienza europea.
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