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Un “cupido di Stato": a Tokyo l'app IA che ti trova l'anima gemella (e non scherza)
Oggi 28-07-26, 12:58
AGI - In un anonimo ufficio del governo metropolitano di Tokyo, qualcuno tiene un registro insolito. Non si tratta di pratiche burocratiche o di bilanci amministrativi, ma di storie d'amore. Duecentosessantacinque, per la precisione. Sono le coppie arrivate fino al matrimonio dopo essersi conosciute su "Tokyo Enmusubi", l'applicazione di incontri lanciata nel settembre del 2024 dall'amministrazione della capitale giapponese. Non è il prodotto di una startup della Silicon Valley e non risponde alle logiche di profitto dei colossi tecnologici: è un'iniziativa pubblica, progettata da funzionari e ingegneri per dare una risposta concreta a un'emergenza nazionale che in Giappone ha un nome preciso, solitudine. Il nome scelto, Enmusubi, affonda le radici in un'antica credenza shintoista legata ai fili invisibili che uniscono i destini umani, annodati dalla divinità Okuninushi. Oggi quei fili invisibili sono fatti di algoritmi, questionari psicometrici e rigorosi colloqui di verifica. Il risultato, però, resta lo stesso di sempre: due persone che si incontrano per la prima volta e decidono di condividere la vita. Le origini del progetto Dietro la nascita della piattaforma c'è un dato che da anni allarma le istituzioni nipponiche. Secondo i sondaggi governativi, circa il settanta percento delle persone interessate al matrimonio non stava attivamente cercando un partner. Non è il desiderio di unione a mancare, quanto l'energia, il tempo o il coraggio di mettersi in gioco in una società segnata da ritmi di lavoro estenuanti e da rigide convenzioni sociali. Si tratta di una sorta di sospensione della vita sentimentale, schiacciata tra la stanchezza quotidiana e la percezione che cercare l'amore richieda uno sforzo insostenibile. La crisi demografica giapponese I numeri complessivi del Paese rendono evidente l'urgenza di un intervento strutturale. Nel corso del 2025, le nascite tra i cittadini giapponesi hanno toccato un nuovo minimo storico, scendendo a 671.236 unità e segnando il decimo calo annuale consecutivo. I decessi sono stati più del doppio, mentre il tasso di fertilità si è attestato a 1,14 figli per donna. Eppure, in controtendenza rispetto a quasi tutti gli indicatori demografici, il desiderio di contrarre matrimonio mostra segnali di resistenza. È proprio su questo spiraglio che l'amministrazione di Tokyo ha deciso di investire. Come funziona Tokyo Enmusubi A differenza delle comuni piattaforme commerciali, Tokyo Enmusubi non è aperta a chiunque decida di scaricare un'applicazione dallo store digitale. Per accedere al servizio bisogna dimostrare di essere legalmente single, superare un colloquio online e soddisfare requisiti stringenti pensati per selezionare esclusivamente persone orientate a una relazione a lungo termine. I numeri dell'iniziativa Al trenta giugno di quest'anno, i membri registrati erano circa sedici mila, selezionati a partire da una platea di trentasei mila candidati. Più della metà dei richiedenti, dunque, non ha superato il filtro iniziale. Di questi sedici mila utenti, settecento sessanta coppie hanno raggiunto una relazione seria e duecentosessantacinque sono convolate a nozze. Il ruolo della tecnologia I numeri assoluti possono sembrare modesti se rapportati ai quattordici milioni di abitanti della metropoli. Eppure, ogni singola cifra rappresenta un percorso reso possibile, ma non sostituito, dalla tecnologia. Il sistema informatico si limita a suggerire un abbinamento basato sulla compatibilità di valori, orari e progetti di vita. Il resto, dall'imbarazzo del primo appuntamento alla scelta di continuare a frequentarsi, resta affidato interamente agli esseri umani. Trasparenza e continuità Ciò che distingue Enmusubi rispetto ad altre iniziative simili sperimentate in altre prefetture giapponesi è la trasparenza nella pubblicazione dei dati e la continuità del progetto. In un settore dominato da promesse opache e strategie di marketing, l'amministrazione pubblica ha scelto di condividere periodicamente i tassi di conversione, i fallimenti e gli abbandoni, offrendo una misura reale dell'efficacia dello strumento. Un modello alternativo di intelligenza artificiale L'esperimento di Tokyo ribalta la narrazione dominante sull'intelligenza artificiale, spesso dipinta unicamente come una minaccia alla socialità o un sostituto artificiale della compagnia umana, come accade con i chatbot o i robot di compagnia. In questo caso la tecnologia non rimpiazza nessuno, ma si limita ad aprire una porta che le pressioni della vita moderna avrebbero tenuto chiusa. Prospettive future Resta da capire se questo modello potrà essere esportato con successo in altri contesti geografici, a partire da Paesi che affrontano la medesima crisi demografica. Per adesso, a Tokyo, centinaia di famiglie sanno che il loro primo capitolo è iniziato grazie a una riga di codice scritta dallo Stato.
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