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Estero
Gaza, Trump lancia il consiglio di pace con Rubio e Blair. Netanyahu contesta alcune nomine
Ieri 17-01-26, 23:08
AGI - Il coinvolgimento del principale diplomatico statunitense Marco Rubio e dell'ex primo ministro britannico Tony Blair come membri fondatori del "consiglio per la pace" a Gaza segna l'avvio formale della seconda fase del piano statunitense per il territorio palestinese. La nomina, riferita venerdì dalla Casa Bianca, pone i due esponenti al vertice di un organismo esecutivo di sette membri che sarà presieduto direttamente dal presidente Donald Trump. Il consiglio include figure di rilievo del panorama finanziario e politico: l'inviato speciale Steve Witkoff, il genero del presidente Jared Kushner, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, il miliardario americano Marc Rowan e Robert Gabriel, membro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Sebbene la scelta di Blair sia considerata controversa in Medio Oriente a causa del ruolo ricoperto nell'invasione dell'Iraq del 2003, Trump ha dichiarato di voler garantire un profilo accettabile per tutti gli attori coinvolti. I leader invitati ufficialmente da Trump Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato invitato ufficialmente da Trump a far parte del Consiglio di Pace per Gaza, organo che deve garantire la tenuta del cessate il fuoco e la ricostruzione della Striscia. La notizia era già circolata nella notte negli Usa e viene ora confermata dall'ufficio della presidenza di Ankara che con un post su X ha reso noto che ieri il leader turco ha ricevuto una lettera di invito da parte della Casa Bianca. Anche il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha annunciato che l'Egitto ha ricevuto dal presidente americano analogo invito affinchè il presidente Abdel Fattah al-Sisi si unisca al Consiglio di Pace, confermando che il Cairo "valuterà l'invito". Abdelatty ha aggiunto durante una conferenza stampa al Cairo che "senza il coinvolgimento diretto di Trump nell'attuazione dei requisiti della seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza, sarà difficile per le parti rispettare i propri impegni". Pure il presidente argentino Javier Milei ha fatto sapere di essere stato invitato a unirsi come membro fondatore al "Consiglio di Pace" per Gaza. Condividendo un'immagine della lettera d'invito, Milei ha scritto che sarebbe "un onore" unirsi all'iniziativa presieduta dallo stesso Trump e che include anche il Segretario di Stato americano Marco Rubio e l'ex premier britannico Tony Blair. Netanyahu contesta la composizione In una rara rottura pubblica con l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu pubblica una dichiarazione in cui sottolinea che "l'annuncio riguardante la composizione del Consiglio esecutivo di Gaza, che è subordinato al Consiglio per la pace, non è stato coordinato con Israele e contraddice la sua politica". La Casa Bianca ha nominato sia un "Consiglio esecutivo" sia un "Consiglio esecutivo di Gaza". Quest'ultimo include personalità come il ministro degli Esteri turco, una nomina che è probabilmente una delle cause della decisione di Netanyahu di procedere con tale dichiarazione. L'Ufficio del primo ministro afferma nella sua dichiarazione che Netanyahu ha incaricato il ministro degli Esteri Gideon Sàar di sollevare la questione con il suo omologo statunitense, Marco Rubio. Sàar è stato tenuto lontano dalle relazioni tra Israele e Stati Uniti, che sono state gestite dall'ufficio di Netanyahu e dai suoi principali consiglieri. Ma Ynet in serata ha rivelato che Trump ha invitato anche Netanyahu a far parte del Consiglio per la pace di Gaza. Un invito esteso al primo ministro israeliano "o a qualcuno che lo rappresenti". Attività e struttura del consiglio L'attività dell'organo si concentrerà su pilastri strategici quali la ricostruzione, l'attrazione di investimenti e il rafforzamento della capacità di governance. A supporto di questa struttura, è stato istituito un comitato tecnocratico palestinese composto da 15 membri e guidato dall'ex vice ministro Ali Shaath, con il compito di amministrare la Striscia nel periodo post-bellico sotto la supervisione del consiglio di pace. Il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov agirà come alto rappresentante per il coordinamento tra i due enti. Sicurezza e forza internazionale Sul fronte della sicurezza, il maggiore generale Jasper Jeffers è stato nominato alla guida della Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF), incaricata di gestire il territorio e addestrare una nuova polizia destinata a succedere a Hamas. Situazione critica e nodi irrisolti Nonostante l'annuncio del presidente, che ha definito il consiglio come il più prestigioso mai convocato, la situazione sul campo rimane critica. L'esercito israeliano ha ripreso le operazioni militari in risposta a una violazione del cessate il fuoco di ottobre, mentre restano irrisolti nodi fondamentali: la richiesta palestinese di un calendario certo per il ritiro militare di Israele e il rifiuto di Hamas di impegnarsi pubblicamente per il disarmo totale.
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