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Economia e Finanza
IA: da Nano Banana a Gemini e ChatGPT, perché si chiamano così
Oggi 16-01-26, 13:37
AGI - Google ha spiegato ufficialmente che cosa significa "Nano Banana" e perché ha deciso di chiamare così il suo modello con cui, nelle ultime settimane, sono state generate con l'IA più di un miliardo di immagini partendo da un prompt conversazionale. Il nome nasce da un brainstorming notturno e non appartiene, come si poteva immaginare, a qualche metafora strana e di difficile individuazione. È il frutto di un gioco che, per via della viralità ottenuta, si è conquistato un posto ufficiale all'interno dell'architettura "intelligente" del colosso di Mountain View. Il team di DeepMind, infatti, stava testando una versione anonima di Gemini 2.5 Flash Image e serviva un nome in codice che non riconducesse alla casa madre. La product manager Naina Raisinghani, a ridosso della scadenza, ha proposto proprio "Nano Banana", fondendo due dei suoi soprannomi: "Naina Banana", con cui veniva chiamata dagli amici, e "Nano", spesso usato scherzosamente per richiamare la sua altezza. Caricato sulla piattaforma ad agosto, il modello è diventato virale non solo per le sue capacità, ma anche per quel nome volutamente "nonsense". A quel punto Google ha deciso di trasformare il soprannome in un marchio vero e proprio, costruendoci attorno l'immaginario della banana tra icone, colori e dettagli dell'interfaccia. In sostanza, dietro non c'è alcun significato tecnico. Insomma, dietro non c'è nulla di tecnico ma tanta casualità unita a un'efficace strategia di marketing. La nomenclatura nell'intelligenza artificiale La nomenclatura nell'intelligenza artificiale, del resto, oscilla tra scelte descrittive e scelte evocative. In molti casi il nome serve soprattutto a dare un'etichetta facile a sistemi complessi o, cosa non estranea alla Silicon Valley, a rendere omaggio a scaramanzie, personaggi o figure mitologiche e distopiche. Il caso più noto, ovviamente, è ChatGPT: il nome combina l'idea di "chat" con GPT, acronimo di Generative Pre-trained Transformer. GPT indica una famiglia di modelli linguistici che usa l'architettura Transformer e si basa su un addestramento preliminare su grandi quantità di testo. Il Transformer, come architettura, è stato introdotto nel 2017 nel paper "Attention Is All You Need", pietra miliare per chi si occupa di questo settore in continuo movimento. I primi modelli GPT di OpenAI sono arrivati solo in seguito recuperandone l'impostazione. Claude: l'omaggio al padre della teoria dell'informazione Tra quelli più in contrasto con l'approccio puramente descrittivo c'è sicuramente Anthropic, fondata da Dario e Daniela Amodei, ex OpenAI. I due hanno scelto semplicemente un nome proprio per il loro modello: Claude. La società ha spiegato che il nome è un riferimento a Claude Shannon, matematico e ingegnere statunitense, considerato il padre della teoria dell'informazione. Nel 1948 Shannon formalizzò il concetto di bit e i limiti teorici di compressione e trasmissione dei dati. Un vero "gigante" su cui molte delle menti brillanti di oggi si sono posate e continuano a posarsi. È interessante sottolineare come, in questo caso, il legame sia soprattutto culturale e storico: un richiamo esplicito a un personaggio fondativo della disciplina a cui fare riferimento. Nomi evocativi e rebranding Sul fronte della generazione video, OpenAI ha chiamato il suo modello Sora con un intento molto evocativo. In giapponese, infatti, "sora" significa cielo, un significato che diversi osservatori hanno letto come coerente con un naming improntato sulla fantasia e sulla creatività che vanno applicate nell'usarlo. OpenAI, nel materiale di lancio, descrive Sora semplicemente come un modello in grado di generare video a partire da prompt testuali. Google ha scelto invece una vera svolta di branding: da Bard a Gemini. In un post ufficiale, Google ha spiegato che "Gemini" richiama l'idea dei "gemelli" e viene collegato alla convergenza di due eredità di ricerca interne: quella di Google Brain e quella di DeepMind, confluite nell'organizzazione Google DeepMind che ha sviluppato la famiglia Gemini. Nel panorama europeo, la startup francese Mistral AI ha costruito il brand intorno al nome "Mistral", che richiama il vento omonimo (Maestrale). Chi vive in Sardegna o in altre zone italiane molto battute sa la forza e l'impetuosità di questo elemento naturale e può capire bene il collegamento. Infine, xAI di Elon Musk ha scelto Grok, un termine coniato da Robert A. Heinlein nel romanzo Stranger in a Strange Land (1961) e usato qui nel senso di entità capace di "comprendere profondamente". Elon Musk ha collegato esplicitamente la sua nuova creatura a un riferimento letterario per lui significativo, confermando quanto la scelta del nome (pensate a Tesla o SpaceX) sia parte integrante del processo di sviluppo e lancio di un'innovazione tecnologica. A meno che, come per Nano Banana, non intervenga una product manager con soprannomi eccentrici e destinati alla viralità, capace di trasformare un gioco in un prodotto di successo.
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