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Estero
Il popolo di Imamoglu al sesto giorno di protesta
25-03-2025, 20:50
AGI - È l'ultimo giorno delle manifestazioni organizzate dal partito Chp, principale forza di opposizione al governo del presidente Recep Tayyip Erdogan, per protestare contro la detenzione del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu. La gente ha fatto sentire la propria solidarietà al sindaco rispondendo in massa all'appello dell'opposizione e riempendo per il sesto giorno consecutivo la piazza di Sarachane, dinanzi il comune di Istanbul, ma anche della capitale Ankara e di Smirne. Un raduno a cui Erdogan ha risposto a distanza. Il leader turco ha ribadito che "le strade della Turchia non finiranno nelle mani di terroristi" e ha lanciato un avviso al partito di opposizione repubblicano: "Vi siete infilati in un vicolo cieco". Parole dai toni minacciosi che non sembrano però intimorire le decine di migliaia di persone arringate dal segretario del partito Ozgur Ozel. Quest'ultimo ha visitato Imamoglu in carcere, ha portato alla piazza i saluti e ringraziamenti del sindaco e ha ricordato gli 8 giornalisti arrestati e chiesto di boicottare una serie di aziende, centri commerciali, catene di ristorazione e due agenzie di stampa ritenute vicine al governo. Il sesto raduno consecutivo dinanzi il comune è vstato preceduto dalla marcia di migliaia di studenti che sono scesi nuovamente in strada per protestare contro il governo. Un colorato serpentone di giovani di diverse università che ha intonati canti e slogan contro Erdogan sotto gli occhi della polizia che non è intervenuta. Non solo gli studenti, molti accademici hanno raccolto l'appello del sindacato Egitim-Sen e hanno aderito a uno sciopero. La magistratura, in tutta risposta, ha aperto un procedimento a carico dello stesso sindacato. Nelle ultime 48 ore gli scontri sono diminuiti. Nonostante la decisione del prefetto di estendere fino al 29 marzo il divieto di raduni, manifestazioni e cortei la risposta della gente è stata veemente. Allo stesso tempo la reazione della polizia è stata, per fortuna, limitata alla repressione degli scontri e al controllo dei raduni piuttosto che alla dispersione di questi. Una circostanza che ha contribuito negli ultimi due gironi ad abbassare il livello del confronto e dello scontro, cosi' ma anche il numero degli arresti. Il ministro degli Interni ha reso noto che dall'inizio delle proteste sono stati arrestati 1,418 manifestanti (1280 dei quali nei primi 3 giorni). Nella giornata di oggi il pubblico ministero ha chiesto di mantenere la carcerazione preventiva per 206 degli arrestati; per 92 di questi è scattata la detenzione. Tra i detenuti figurano 8 giornalisti che si stavano facendo il proprio lavoro sul campo dalle piazze teatro degli scontri. Mercoledì è il giorno in cui il ministero degli Interni comunicherà il nome del reggente, non si sa ancora se un commissario, che prenderà il posto di Imamoglu. Per lui, formalmente, è l'ultimo giorno da sindaco. Un momento delicato, l'ennesimo di questi giorni, che potrebbe tradursi in una nuova ondata di rabbia e protesta.
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