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In Spagna la mafia finisce al ristorante. E l'Italia si ribella
Oggi 08-03-26, 02:07
AGI - Una catena di ristoranti spagnola chiamata "La Mafia si siede a tavola" potrebbe presto dover cambiare nome dopo che l'ufficio brevetti e marchi del Paese ha accolto le obiezioni del governo italiano e ha stabilito che la nomenclatura del marchio è contraria "sia all'ordine pubblico che alla moralità'". Lo riferisce il Guardian. La parola Mafia è spesso legata all'italianità e viene usata in modo improprio come stereotipo tipo 'pizza spaghetti e mandolino'. Stereotipi ormai antichi, come la scena del custode dell'eliporto in 'pausa spaghetti' nel film "Cos'è successo tra mio padre e tua madre" del 1972 di Billy Wilder con Jack Lemmon e Pamela Pigott con uno spettacolare 'direttore d'albergo' che aveva soluzioni tipicamente 'italiane' di fronte a problemi burocratici. Schemi perpetuati nel 'Padrino' e nella serie tv 'I Soprano' ma coccolati anche in Italia con serie di successo anche all'estero come 'Gomorra', 'Suburra', 'Romanzo criminale'. L'azione legale dell'Italia Negli ultimi anni l'Italia ha intentato una causa contro la catena di ristoranti - nota in spagnolo come "La Mafia se sienta a la mesa" - presso vari tribunali e organi ufficiali, sostenendo che il nome banalizza sia la criminalità organizzata che gli sforzi per combatterla. Le sentenze europee e spagnole Nel 2018, l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale ha stabilito che il nome trasmetteva un'"immagine globalmente positiva" della mafia e che quindi il marchio era "idoneo a scandalizzare od offendere non solo le vittime dell'organizzazione criminale e le loro famiglie, ma anche chiunque, sul territorio dell'Ue abbia soglie di sensibilità e tolleranza medie". Otto anni dopo la decisione europea (la lentezza della burocrazia non è prerogativa esclusiva dell'Italia), anche l'Ufficio spagnolo brevetti e marchi si è pronunciato a favore dell'Italia, dichiarando non valido il nome della catena. La difesa della catena di ristoranti La catena, che può presentare ricorso contro la decisione, aveva sostenuto di aver preso il nome da un libro di ricette e non dall'organizzazione criminale, e che il termine "mafia" non era più associato esclusivamente ad attività illegali. La sentenza ha rilevato che l'azienda aveva affermato che "il termine mafia è effettivamente utilizzato in altri settori, come quello audiovisivo o letterario, e il pubblico spagnolo identifica questo termine come un'allusione a un fenomeno culturale, piuttosto che a un'organizzazione criminale". La realtà criminale della mafia Ma ha anche sottolineato che l'Italia aveva spiegato che il termine si applicava a un'organizzazione criminale globale che opera anche in Spagna: "Come osserva [l'Italia], i crimini più comuni di detta organizzazione sono, tra gli altri, il contrabbando di droga e armi, la criminalità organizzata, la pirateria, il riciclaggio di denaro, la corruzione di funzionari pubblici e gli omicidi". La motivazione della sentenza spagnola Nel pronunciarsi a favore della domanda italiana, l'ufficio ha scritto che "il nome controverso è contrario sia all'ordine pubblico che al buon costume. Il nome principale riproduce direttamente il nome di una vera e propria organizzazione criminale, la cui attività non è un fenomeno remoto o meramente letterario, ma una realtà persistente". La reazione e il futuro della catena La catena ha definito la sentenza come "senza precedenti in Spagna" e ha affermato che sta valutando la possibilità di presentare ricorso. Ha inoltre affermato di aver rinnovato con successo il proprio marchio presso l'ufficio diverse volte negli ultimi due decenni e di aver cercato di discutere il caso direttamente con l'ambasciatore italiano in Spagna. "Nel corso degli anni, abbiamo cercato in numerose occasioni di spiegare l'origine e il significato del nostro nome, ma non abbiamo mai avuto una reale opportunità di farlo", hanno affermato fonti aziendali. "Come sempre, non ci occupiamo di nulla e prendiamo le distanze da qualsiasi connotazione negativa attribuitaci dall'Ufficio Brevetti e Marchi spagnolo e dall'ambasciata italiana. Il nostro obiettivo è continuare a costruire il futuro dell'azienda e restiamo fedeli all'essenza del progetto: un'offerta culinaria italo-mediterranea di alta qualità e un'esperienza culinaria distintiva".
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