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Iran: arrestato lo sceneggiatore di Panahi, "ha criticato l'Ayatollah Khamenei"
Ieri 01-02-26, 21:51
AGI - Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore del film 'Un semplice incidente' del regista iraniano Jafar Panahi, è stato arrestato ieri a Teheran per aver firmato una dichiarazione che criticava la guida suprema Ali Khamenei per la repressione delle recenti proteste in Iran. Lo riferisce Hollywood Reporter. Neon, il distributore statunitense del film candidato all'Oscar, ha reso noto che Mahmoudian è stato fermato insieme ad altri due dei diciassette firmatari dell'appello, Vida Rabbani e Abdullah Momeni. Tra quanti hanno sottoscritto la lettera, anche lo stesso Panahi, al momento fuori dall'Iran per promuovere il suo film, e Mohammad Rasoulof, regista del candidato all'Oscar 2025 'Il seme del fico sacro', ora in esilio in Germania. Tra i firmatari illustri anche la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi e Nasrin Sotoudeh, vincitrice del Premio Sakharov. L'accusa al governo iraniano Nel testo, si accusa Khamenei di aver autorizzato "l'uccisione di massa e sistematica di cittadini". Il governo iraniano ha riconosciuto più di 3.000 morti mentre le organizzazioni per i diritti umani ne stimano decine di migliaia. Il racconto di Jafar Panahi In una nota, Panahi ha raccontato di aver sentito Mahmoudian quarantotto ore prima dell'arresto. "Abbiamo parlato al telefono e poi ci siamo scambiati alcuni messaggi. Gli ho mandato il mio ultimo messaggio alle quattro del mattino. A mezzogiorno del giorno dopo, non c'era ancora risposta. Mi sono preoccupato e ho contattato alcuni amici comuni, ma nessuno di loro aveva sue notizie", ha riferito. Poche ore dopo la Bbc ha dato la notizia dell'arresto. Un pilastro silenzioso in prigione Il regista ha raccontato di aver conosciuto lo sceneggiatore quando entrambi erano in carcere. "Fin dai primi giorni, si è distinto non solo per il suo comportamento calmo e gentile, ma anche per il suo raro senso di responsabilità verso gli altri", ha spiegato, "è diventato un pilastro silenzioso all'interno della prigione, una persona di cui i detenuti di ogni credo e provenienza si fidavano e con cui si confidavano".
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