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Kate Middleton a Reggio Emilia. Il sindaco: "Non sarà una visita di facciata"
Oggi 10-05-26, 14:45
AGI - La visita della principessa del Galles, Kate Middleton, mercoledì 13 e giovedì 14 maggio a Reggio Emilia nasce dall'incontro tra "due percorsi" che si sono sviluppati in parallelo e che oggi si incrociano nel segno dell'educazione della prima infanzia. E non sarà una visita di facciata. A raccontarlo all'AGI è il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, secondo cui la presenza della principessa britannica rappresenta il riconoscimento internazionale di un'esperienza pedagogica "nota in tutto il mondo". "Credo si siano realizzati due percorsi", racconta il primo cittadino. "Il nostro è un percorso nato nel secondo dopoguerra, quando le donne uscite dalla Resistenza, organizzate nell'Udi ma anche con la collaborazione delle donne cattoliche e delle parrocchie, hanno cominciato a volere scuole che non fossero soltanto luoghi dove i bambini venivano custoditi, ma veri luoghi di formazione e di crescita". Il sindaco ricorda come già allora l'educazione fosse considerata "un caposaldo della nostra comunità". Emblematico il caso di Villa Cella, frazione della città, dove "dalla vendita di residuati bellici le donne imposero di utilizzare i proventi per costruire una scuola invece che un teatro come avrebbero voluto gli uomini". Da quella esperienza prese forma un percorso poi sviluppato dal pedagogista Loris Malaguzzi, fondatore del Reggio Approach. Il bambino al centro del Reggio Approach "Al centro c'è il bambino come persona competente, con dei diritti, che può esprimersi con cento linguaggi", spiega Massari. "Non come un contenitore da riempire di nozioni, ma come una persona che può parlare, scambiare, relazionarsi con gli altri e costruire relazioni". Secondo il sindaco, "le relazioni sono al centro del Reggio Approach, insieme al rispetto delle differenze e alla creatività. C'è un profondo significato democratico in questa visione". Il percorso della principessa Catherine Sul fronte britannico, Massari ricorda che la principessa Kate "nel 2021 ha fondato una Royal Foundation per la cura della prima infanzia" e che pochi giorni fa è stato pubblicato "un documento importante di 110 pagine che rappresenta una guida allo sviluppo socio-emotivo dei bambini". Per il sindaco, "è importantissimo che la principessa Catherine abbia messo al centro della sua visione l'educazione dei bambini piccoli". Da qui la decisione di visitare Reggio Emilia. "Ha incontrato sulla sua strada l'esperienza del Reggio Approach, nota in tutto il mondo", osserva Massari. "È stata questa combinazione che ha portato a questa visita". Il sindaco insiste sul carattere sostanziale dell'iniziativa. "Non è una visita di facciata. La principessa vuole confrontarsi, vuole toccare con mano l'esperienza delle nostre scuole e dei nostri nidi. Vuole capire, conoscere, sperimentare e rafforzare una collaborazione che è già in essere da anni con il Regno Unito". Così come lo è con tanti altri luoghi nel mondo, dall'Asia al Sud America. Attraverso Reggio Children, la rete internazionale nata nel 1994, la città intrattiene rapporti con "149 Paesi con cui abbiamo relazioni di scambio e di confronto", spiega Massari pur sottolineando che il Reggio Approach "non è un modello pedagogico da copiare, ma una filosofia, un modo di concepire il bambino e la scuola". "Quando vengono le delegazioni a Reggio non siamo noi che insegniamo a loro", afferma. "Impariamo insieme e cresciamo insieme", confida. L'interesse è particolarmente forte "in Asia, ma anche nei Paesi del Nord Europa, negli Stati Uniti e nel Sud America". Si tratta, aggiunge, di "una rete molto estesa, molto forte". La visita della moglie dell'erede al trono "darà ulteriore spinta a questo sistema educativo", che continua a evolversi in un "work in progress" permanente. Il programma della visita Il programma della visita si svilupperà nell'arco di due giorni e, per quanto noto al Comune, sarà interamente dedicato a Reggio Emilia. "La principessa ha chiesto di avere non una visita istituzionale, ma una visita privata, la più informale possibile", spiega Massari. Gli incontri saranno "molto protetti e molto calati nella realtà concreta e nella quotidianità delle nostre scuole". L'interesse mediatico è altissimo - sono oltre 150 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. Per la città - evidenzia Massari - si tratta di un evento senza precedenti. "Abbiamo ricevuto papi e presidenti della Repubblica, ma un reale britannico è la prima volta". I numeri dell'educazione a Reggio Emilia I numeri di Reggio Emilia confermano la centralità delle politiche educative. "Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia siamo oltre il 99% di scolarizzazione, mentre nei nidi superiamo il 61%", superando in modo significativo gli obiettivi europei (96% e 45%) e quelli del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Proprio grazie al Pnrr, il Comune ha ottenuto "circa 7 milioni di euro in più", utilizzati per interventi di miglioramento energetico e antisismico e per la costruzione di un nuovo polo scolastico. "Abbiamo aggiunto 59 posti in più rispetto ai circa 1.800 già esistenti".
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