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Cronaca
Kledi Kadiu e quell'arrivo epocale a bordo della nave Vlora
Oggi 07-08-26, 14:17
AGI - "I sogni non si possono spegnere e penso che tutti abbiano diritto a una vita migliore". Lo ha detto il ballerino e coreografo albanese Kledi Kadiu, oggi al Comune di Bari, ricordando il suo arrivo nel capoluogo pugliese a bordo della nave Vlora, l'8 agosto 1991, alla vigilia del 35esimo anniversario di uno degli sbarchi simbolo dell'esodo albanese verso l'Italia. Kadiu aveva poco più di 17 anni quando salì sulla nave partita da Durazzo e arrivata a Bari con circa 20mila persone a bordo. "Ricordo inizialmente un grande silenzio e poi la sensazione di libertà, di poter assaporare tutto ciò che avevamo sognato per una vita - ha raccontato - eravamo venuti con il sogno di rimanere in Italia, ma per me quel sogno in quel momento svanì". Dopo lo sbarco, Kadiu trascorse alcuni giorni tra il porto e lo stadio della Vittoria, dove furono radunati molti dei cittadini albanesi arrivati con la Vlora, prima del rimpatrio. "Non avemmo neanche la possibilità di stare insieme ai baresi. I cittadini erano intorno allo stadio, ma c'era una grande cintura di esercito e carabinieri e per noi era impossibile incontrarli", ha ricordato. I giorni dello sbarco In quei giorni tentò anche di allontanarsi dall'area nella quale erano stati concentrati i migranti: "Ho avuto la possibilità di 'scappare', se così possiamo dire, e di avere un minimo contatto con alcune persone, ma poi fui riportato indietro e successivamente tornai in Albania". La determinazione di tornare Quel primo viaggio, però, non mise fine al progetto di costruire una vita in Italia. "Con la mia determinazione ho voluto tornare e non ho mai smesso di inseguire il sogno che avevo sempre avuto", ha spiegato. Kadiu rientrò di nuovo in Italia e iniziò il percorso professionale che lo avrebbe portato a diventare uno dei volti più conosciuti della danza e della televisione italiana. I miti della televisione italiana I suoi modelli, quando ancora viveva nell'Albania del regime comunista, arrivavano proprio dalla televisione italiana. "La guardavamo di nascosto. Sognavo di diventare come Raffaele Paganini, Raffaella Carrà o Heather Parisi: erano i nostri miti", rivela. Una storia ancora attuale Il ballerino ha collegato l'esperienza di allora alle migrazioni di oggi, pur sottolineando la diversità dei contesti: "La storia è vecchia ma è anche attuale, perché gli arrivi continuano. Quello della Vlora fu un arrivo epocale: nessuno poteva immaginare ventimila albanesi su un'unica nave". Il cambiamento nei rapporti umani Secondo Kadiu, rispetto a 35 anni fa è cambiato anche il modo di rapportarsi agli altri. "È cambiata l'umanità, c'è più individualismo, ognuno pensa maggiormente a se stesso, c'è meno unione e la gente è diventata meno propensa verso il prossimo", ha detto. L'orgoglio per il percorso compiuto Ripensando al ragazzo che affrontò quel viaggio senza sapere cosa sarebbe accaduto, Kadiu parla oggi di "incoscienza" ma soprattutto di determinazione: "Quando sei così giovane parti senza renderti davvero conto di quello che ti aspetta. Nel nostro caso quell'esperienza non finì positivamente, perché fummo rimpatriati. Ma io ho voluto tornare e non ho rinunciato a quel sogno". Alla domanda se oggi sia orgoglioso di quel percorso, risponde: "Certo, assolutamente. Altrimenti non sarei qui".
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