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Estero
La Cina 'mappa' gli oceani e prepara la guerra sottomarina
Oggi 26-03-26, 03:06
AGI - La Cina sta portando avanti una vasta operazione di mappatura e monitoraggio sottomarino nel Pacifico, nell’Oceano Indiano e nell’Artico, raccogliendo dati che, secondo esperti di guerra navale e ufficiali americani, sarebbero decisivi per impiegare con maggiore efficacia i propri sottomarini e individuare quelli degli Stati Uniti e dei loro alleati. La Cina mobilita decine di navi e centinaia di sensori Secondo un'inchiesta di Reuters decine di navi da ricerca e centinaia di sensori sono stati dispiegati in aree considerate strategiche: a est delle Filippine, intorno a Guam e Hawaii, vicino a installazioni militari statunitensi nel Pacifico e lungo rotte cruciali dell’Oceano Indiano, fino ai mari a ovest e a nord dell’Alaska, porta d’accesso all’Artico. La nave da ricerca Dong Fang Hong 3 Secondo l’agenzia, i tracciati di navigazione mostrano imbarcazioni impegnate a percorrere linee ravvicinate avanti e indietro, una modalità tipica delle operazioni di rilevamento del fondale. Un caso emblematico è quello della Dong Fang Hong 3, nave di ricerca legata alla Ocean University of China, che tra il 2024 e il 2025 ha operato nelle acque vicine a Taiwan, a Guam e in diversi tratti dell’Oceano Indiano, compresi gli accessi allo stretto di Malacca, snodo vitale per il commercio marittimo globale e per l’approvvigionamento energetico cinese. Ufficialmente la nave svolge rilievi sui sedimenti e ricerche climatiche, ma documenti scientifici indicano anche un’estesa attività di mappatura dei fondali profondi. Il valore dual use dei dati Per gli esperti, questi dati hanno un chiaro valore dual use: civile, ma anche militare. La conoscenza del rilievo sottomarino, della temperatura dell’acqua, della salinità, delle correnti e della propagazione del suono è infatti essenziale sia per nascondere un sottomarino sia per intercettare quelli nemici. La strategia di fusione civile militare L’inchiesta collega questa espansione alla strategia da parte della Cina di “fusione civile-militare” promossa dal presidente Xi Jinping, cioè l’integrazione fra ricerca scientifica, industria e obiettivi della difesa. Per Washington, la raccolta di “potenziale intelligence militare” da parte delle navi di ricerca cinesi rappresenta una preoccupazione strategica crescente. L'obiettivo strategico della Cina La lettura degli analisti è che Pechino voglia ridurre il tradizionale vantaggio americano nella conoscenza del campo di battaglia subacqueo. Un obiettivo particolarmente importante lungo la cosiddetta First Island Chain, la catena di territori controllati in gran parte da alleati degli Usa che va dal Giappone a Taiwan fino al Borneo.
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