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Estero
La 'festa' dell'Europa nel suo anno più complicato
Oggi 09-05-26, 03:06
AGI - L’Europa festeggia nel suo anno più complicato. La data del 9 maggio 1950 è considerata la prima pietra della costruzione dell’Unione Europea. Lo storico discorso di Schuman e la prima pietra dell'Unione europea In uno storico discorso, ricordato come la Dichiarazione Schuman, il ministro degli Esteri francese Robert Schuman proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell'acciaio, i cui membri avrebbero messo in comune la produzione di questi materiali, centrali nell’industria europea che fino a pochi anni prima aveva intriso di sangue il continente, impegnato in due conflitti mondiali. “La fusione delle produzioni di carbone e di acciaio assicurerà subito la costituzione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione europea, e cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui sono sempre state le vittime – dichiarò Schuman mentre poneva le basi dell’Unione che conosciamo oggi –. La solidarietà di produzione così realizzata farà sì che una qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile”. "Il primo nucleo di una federazione europea" “Questa proposta di mettere in comune le produzioni di base e istituire una nuova Alta Autorità, le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i Paesi che vi aderiranno, costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace”, affermava il leader francese. La pace traballa dopo 70 anni E proprio la pace è stata a lungo la maggiore conquista di questa grande famiglia europea che, partita dall’unione di sei Stati nel 1958 (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi), oggi ne conta 27, con una lunga lista di Paesi con negoziati di adesione in corso. Ma questi primi cinque mesi del 2026 hanno messo in discussione settant’anni di pace. I venti di guerra I venti di guerra e un contesto geopolitico complesso hanno rimesso in moto la necessità per l’Europa di ripensare la propria industria della difesa con massicci investimenti. E se fino all’anno scorso la guerra bussava alle porte dell’Ucraina, a gennaio le mire di Trump sulla Groenlandia hanno dimostrato che ciò che poteva sembrare una “riserva inviolabile”, in fondo, non lo è. La nuova difesa europea Con gli Stati Uniti che, da alleati incrollabili, hanno annunciato un disimpegno dal territorio europeo e un riequilibrio all’interno della Nato, nel 2026 la Ue spinge sulla costruzione di un’industria europea della difesa, incoraggiando le fabbriche di auto in crisi a riconvertire le produzioni, con Piaggio Aerospace che si prepara a diventare la prima industria europea di droni bellici. Così, se settant’anni fa Schuman univa la produzione di acciaio e carbone per garantire che gli Stati non fossero più in grado di farsi la guerra l’un l’altro, oggi l’Unione Europea torna a stringere i ranghi per difendere una pace che non appare più così scontata.
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