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Usa: l'effetto no vax sui neonati, cresce il rischio di emorragie
Oggi 09-05-26, 00:08
AGI - America e no-vax. La diffusa sfiducia degli americani verso vaccini e terapie mediche sta producendo un effetto allarmante tra i neonati: sempre di più bambini soffrono emorragie mortali in quasi tutti i loro organi perché i genitori stanno saltando una fondamentale iniezione. Nelle ore successive alla nascita, negli Stati Uniti ai neonati viene normalmente somministrata un’iniezione di vitamina K, di cui sono naturalmente carenti dopo essere venuti al mondo. La vitamina K aiuta la coagulazione del sangue e mantiene sane le ossa. No vax e la carenza di vitamina K Una sola dose è considerata cruciale per prevenire la Vkdb, acronimo che indica l’emorragia da carenza di vitamina K, condizione rara ma mortale che provoca sanguinamenti in quasi tutti gli organi. Le ricerche citate dal Cdc, la maggiore agenzia sanitaria americana, mostrano che i neonati che non ricevono l’iniezione alla nascita hanno una probabilità 81 volte maggiore di sviluppare la sindrome rispetto a quelli che la ricevono, e circa un bambino su cinque affetto da questa condizione muore. L’iniezione, che non è un vaccino, viene somministrata una sola volta prima che il neonato lasci l’ospedale ed è fornita di routine negli Stati Uniti dal ’61. Ma dal 2017, sotto l’amministrazione Trump, i messaggi che il governo ha lanciato di sfiducia verso le terapie tradizionali ha finito per innestarsi nel tessuto sociale e spingere migliaia di genitori a vietare la somministrazione della vitamina K. Crescita dei rifiuti e timori anti-vaccini Secondo studi recenti, il numero dei genitori che si sono opposti a questa misura è cresciuto del 77 per cento in nove anni. Seppure non si tratti di un vaccino, gli esperti temono che l’iniezione di vitamina K sia stata coinvolta nell’ondata nazionale di crescente sentimento anti-vaccini e nel calo dei tassi di vaccinazione per malattie un tempo eliminate come morbillo e polio. I medici hanno sottolineato che loro, insieme alle principali autorità mediche come l’Organizzazione mondiale della sanità e l’American Academy of Pediatrics, raccomandano fortemente l’iniezione di vitamina K alla nascita per proteggere da emorragie devastanti. I dati sulle nascite e i sistemi ospedalieri "Scelgo la vitamina K ogni singolo giorno", ha dichiarato a ProPublica la dottoressa Anna Morad, pediatra al Monroe Carell Jr. Children’s Hospital at Vanderbilt di Nashville. A dicembre, uno studio nazionale pubblicato sulla rivista scientifica di Jama Network ha segnalato che su oltre 5 milioni di nascite nel 2024 il 5,2 per cento dei bambini nati negli Stati Uniti non aveva ricevuto l’iniezione. Nel 2017 era stato il 2,9. Ma l’incremento del 77 per cento potrebbe essere calcolato per difetto: pochi ospedali tracciano il tasso di rifiuto della vitamina K. Casi registrati e aumento durante la pandemia ProPublica ha scoperto che il sistema ospedaliero Mercy, con sede a St. Louis e strutture in Missouri, Kansas, Oklahoma e Arkansas, ha registrato 1.442 neonati in tutti i suoi ospedali che non hanno ricevuto l’iniezione nel 2025. Nel 2021 erano stati 536. Anche il St. Luke’s Health System in Idaho ha registrato aumenti graduali dei tassi di rifiuto ogni anno dall’inizio della pandemia di Covid. Il rischio senza la terapia Nel 2020, il 3,8 per cento delle famiglie del sistema sanitario aveva rifiutato l’iniezione. Quel numero è salito al 9,8 per cento l’anno scorso. Secondo i dati federali, l’emorragia si verifica in meno di un neonato ogni 100 mila tra quelli che ricevono l’iniezione. Ma senza la terapia, il rischio aumenta fino a una probabilità compresa tra uno su 14 mila e uno su 25 mila. Non è chiaro perché alcuni neonati abbiano emorragie incontrollabili senza l’iniezione mentre altri non sviluppino complicazioni, ma le ricerche hanno dimostrato che la vitamina K è fondamentale per aiutare la coagulazione del sangue. L'iniezione di vitamina k non contiene mercurio Nel 2022, l’American Academy of Pediatrics ha dichiarato “sicura ed efficace” la terapia. “L’iniezione di vitamina K non contiene mercurio. La vitamina K non provoca il cancro. L’iniezione di vitamina K utilizzata nei neonati è sicura. La dose non è troppo alta per i neonati”, ha scritto l’organizzazione. "Siamo vittime del nostro stesso successo", ha dichiarato il dottor Ivan Hand, direttore della neonatologia presso il Kings County Hospital Center di New York. “Da quando trattiamo i bambini con la vitamina K, non vediamo quasi più casi di emorragia da carenza, quindi la gente pensa che non esista”. Il dibattito politico e mediatico Il segretario alla Sanità Robert Kennedy, commentando il fenomeno, ha dichiarato di “non aver mai detto nulla a riguardo”, un’affermazione che gli ha attirato critiche. La deputata Kim Schrier, democratica dello stato di Washington, ha risposto: “È proprio questo il punto. Lei non dice nulla al riguardo, ma il dubbio che ha creato nei confronti di tutta la medicina e della scienza sta spingendo i genitori a prendere decisioni pericolose”. Gli interventi alla nascita e le decisioni recenti Del resto, la podcaster conservatrice Candace Owens nel 2023 aveva espresso dubbi sull’iniezione: “Quello che Big Pharma sta dicendo è che ci rendiamo conto che i bambini nascono sbagliati. Non hanno abbastanza vitamina K, quindi daremo loro ciò di cui hanno sempre avuto bisogno. Dio ci ha progettati male”, aveva dichiarato. L’iniezione di vitamina K è uno dei tre principali interventi somministrati ai neonati prima che lascino l’ospedale. Gli altri due sono un unguento antibiotico per gli occhi e il vaccino contro l’epatite B, che il Cdc ha smesso di raccomandare per tutti i neonati a dicembre, preferendo un approccio basato su “decisioni individuali”. A marzo, un giudice federale ha temporaneamente bloccato il calendario vaccinale rivisto da Kennedy.
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