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Economia e Finanza
La guerra in Iran prosciuga il prosecco italiano
Oggi 10-03-26, 03:00
AGI - La guerra in Iran è uno scenario da incubo. Gli ordinativi dal Medio Oriente sono gravemente compromessi, la logistica in quell'area è bloccata o quantomeno fortemente rallentata con costi che sono esplosi". A dirlo è Sandro Bottega, Ad di Bottega Spa, nota cantina e distilleria veneta. Il commento fa eco ai primi dati del 2026 che mostrano un crollo sull'imbottigliamento del Prosecco che ha fatto registrare un -19% a gennaio e un -14% a febbraio. "Prima il Covid, quindi il conflitto in Ucraina e quello a Gaza, poi i dazi che hanno condizionato l'intero 2025, e adesso la guerra all'Iran con i relativi blocchi navali e aerei. Non chiediamo sussidi, contributi o sgravi, vogliamo solo lavorare in pace. Siamo esasperati, non ne possiamo più di pagare errori e scelte fatte da chi invece beneficia del nostro lavoro" prosegue. Container bloccati e ordini annullati "Ad oggi abbiamo 17 container bloccati nei porti con i relativi costi di stazionamento o di rientro. Abbiamo già speso 40.000 euro per poter gestire soli 4 container. Annullati o sospesi tutti gli ordinativi dal Medio Oriente - prosegue - La paura della guerra e della relativa crisi economica determina un forte rallentamento delle richieste di importazione da tutto il mondo. Negli ultimi 5 giorni diverse delegazioni di clienti hanno dovuto spostare i viaggi di lavoro presso la nostra azienda a causa della cancellazione dei voli". Difficoltà per i manager e i Prosecco Bar L'imprenditore prosegue poi lo sfogo: "Ci riteniamo fortunati perché, tra i nostri area manager in giro per il mondo, uno solo è rimasto bloccato in India. Per il suo rientro ci sono stati chiesti 7.000 euro. È impossibile trovare voli a prezzi ragionevoli. Normalmente almeno 10 nostri area manager sono in viaggio, ma in questo momento sono fermi, sia per le cancellazioni dei voli sia per i costi improponibili applicati dalle compagnie per i voli rimasti. I nostri "Prosecco Bar" di Dubai e Abu Dhabi sono chiusi come gli aeroporti e ci sono stati feriti tra le persone che vi lavorano. Il forte aumento del prezzo dei carburanti è infine una mannaia per noi, come per tutti". Appello alla politica europea "Non siamo dei salmoni che devono andare controcorrente, siamo imprenditori che devono superare le difficoltà del mercato, che è già difficile di suo. A pagare siamo sempre noi con i nostri collaboratori e con la gente comune. Adesso più che mai la politica europea deve supportare le aziende, fare scelte coraggiose e ricercare la pace a qualsiasi costo, per il bene di tutto il mondo", ha concluso l'imprenditore vitivinicolo veneto Sandro Bottega.
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