s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
La guerra tra Russia e Finlandia c'è già, ma è tra lupi e renne
Oggi 24-01-26, 13:36
AGI - Sulla carta è una frontiera lunga e sorvegliata, ma nei boschi è una linea che per lupi e orsi semplicemente non esiste. Lungo gli oltre 1.300 chilometri di confine tra Finlandia e Russia, gli allevatori di renne raccontano un aumento record delle predazioni e indicano un sospetto preciso: i lupi russi spinti a sconfinare perché, dall'altra parte, i cacciatori sono stati richiamati al fronte in Ucraina, riducendo la pressione venatoria e lasciando crescere i branchi. L'ipotesi, riporta il Guardian, è difficile da provare con certezza, ma sta diventando un tema concreto per chi vive di allevamento nelle aree di confine. Chi libera le renne nei territori di pascolo vicino a poche decine di chilometri dalla Russia finisce poi per imbattersi sempre più spesso in carcasse che portano i segni tipici di attacco da parte dei lupi, alla gola e alle zampe, e impronte sulla neve che arrivano dalla parte russa. Il dato che allarma è quello ufficiale della associazione finlandese degli allevatori di renne: nel 2025 quelle dai lupi sono state 2.124, un record. E chi lavora sul territorio sostiene che le carcasse ritrovate siano solo una parte del totale, perché molte spariscono nel fitto delle foreste. La prospettiva scientifica e la caccia al lupo in Finlandia Gli scienziati finlandesi, tuttavia, invitano alla prudenza: è "probabile" che arrivino dalla Russia, ma non lo si può certificare in modo definitivo. Il contesto interno finlandese aggiunge un altro pezzo: secondo le stime, nel marzo 2025 la popolazione di lupi in Finlandia era nell'ordine di 413-465 esemplari, con una stima più probabile intorno a 430, in aumento rispetto all'anno precedente e dal 1 gennaio 2026 Helsinki ha riaperto alla caccia al lupo, introducendo un sistema di quote dopo decenni di protezione molto rigida. Una scelta motivata anche dalle pressioni delle aree rurali e dagli impatti sugli allevamenti. Per gli allevatori, il ragionamento è più semplice di qualunque analisi genetica: le renne trascorrono mesi all'aperto su grandi aree e non possono essere sorvegliate di continuo. Il punto, dicono, non è eliminare i lupi, ma trovare un equilibrio che permetta di continuare un'attività economica e culturale radicata da secoli.
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
Guarda anche
Il Resto del Carlino
Agricoltore assalito dai lupi. Ora l’allarme investe la politica
Italia Oggi
