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La guida sub alle Maldive: "Ora i turisti cancellano le immersioni, ma noi siamo prudenti"
Oggi 18-05-26, 13:19
AGI - Ci sono aspetti della tragedia delle Maldive che vanno oltre a quello più importante e cioè la morte dei cinque sub. Parliamo dei suoi effetti sul turismo e sul business delle immersioni subacquee, principale fonte di reddito dei famosi atolli naturali dell’Oceano Indiano. “Stiamo avendo tantissime cancellazioni e non solo dall’Italia ma anche dalla Spagna e da altri Paesi. La gente ora ha paura, e io posso capire perché ma per noi è una batosta incredibile”. A parlare all’AGI è un giovane maldiviano che da anni fa il dive master e che abita in un’altra piccola isola, famosa tra le altre per il passaggio degli squali balena e che attira appassionati di tutto il mondo. Il racconto del dive master da Dhigurah Ikram-Iku, 25 anni, accompagna i turisti nelle cristalline acque di Dhigurah da cinque anni. Dhigurah non si trova lontano dall’atollo di Vaanu, dove i cinque italiani si sono immersi. “Nella grotta di Alimatha – racconta – una volta sono sceso ma non mi sono addentrato. Non sono uno scienziato, ma ricordo che c’era solo sabbia. Se non si è studiosi ed esperti biologi, non c’è motivo per andare fino a lì giù”. Per ammirare la varietà dei pesci colorati e delle altre specie marine, a parte fare snorkeling, basta immergersi infatti anche solo a 5-10 metri. Chi scrive c’è stata, ed ha avuto come guida proprio Ikram, paziente, esperto e molto meticoloso. Le indagini e i rischi della grotta di Alimatha Dei cinque italiani morti, “so che due di loro – continua Ikram – erano già stati nella grotta cinque anni fa e sappiamo che volevano esplorarla ancora. Ci chiediamo se avessero l’equipaggiamento necessario e le autorizzazioni necessarie. Sapremo qualcosa dalle indagini”. L’oceano, sottolinea, “è un mondo inesplorato e pieno di sorprese. Può anche essere molto pericoloso. Non dobbiamo dimenticare, e noi lo ricordiamo sempre, che siamo solo suoi ospiti”. Nella comunità la notizia della tragedia ha sconvolto un po’ tutti gli abitanti dell’isola. “Siamo tristi e dispiaciuti, tra noi dive master ne parliamo in continuazione e facciamo mille ipotesi”, afferma il ragazzo senza nascondere una certa commozione. E confida: “Nessun turista in realtà conosce questo sito d’immersione e anche io non ne ho mai parlato proprio per evitare che mi chiedano di scendere fino a lì, sappiamo che la profondità è proibita a certi livelli, oltre che pericolosa”. Il fattore meteo: il "Kethi Nakaiy" e le correnti Ci sono anche tante altre considerazioni da fare su quella disgraziata immersione, ad esempio come è già stato accennato, le condizioni atmosferiche. Alle Maldive ora si dice che si trovano nel “Kethi Nakaiy”, un termine che si traduce con “il vento delle Pleiadi”, legato a stelle, venti e calendario marino e che indica il periodo che va dal 6 al 19 maggio: “Sappiamo che in queste settimane ci sono nuvole nere, piogge frequentissime e fortissime correnti in mare. Diciamo sempre a tutti di non immergersi all’esterno di questi atolli in questo periodo a causa dell’incognita meteo. E il tempo alle Maldive è davvero imprevedibile”, spiega sottolineando che “per noi vale la pena sconsigliare le immersioni anche a costo di perdere denaro. Noi abbiamo come priorità la sicurezza di chi si affida a noi”. La crisi del settore subacqueo alle Maldive Ma ora le cose stanno cambiando: “Stiamo avendo molte cancellazioni e tanti di noi stanno perdendo il lavoro. Siamo tutti molto preoccupati”. Perché? “Perché sappiamo che questo incidente avrà ripercussioni su tutto il settore, e ci vorrà del tempo prima che i subacquei tornino a fidarsi delle loro guide”.
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