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La Nasa accelera su Marte e Luna con la spinta del nucleare
Oggi 24-03-26, 16:32
AGI - La Nasa accelera su Marte e sulla Luna con una strategia che mette in primo piano la propulsione nucleare, il rafforzamento delle missioni scientifiche e una nuova architettura per la presenza americana nello spazio. Il punto più ambizioso riguarda Marte L'agenzia ha annunciato il lancio entro la fine del 2028 dello Space Reactor-1 Freedom, descritto come il primo veicolo interplanetario a propulsione nucleare, destinato a dimostrare nello spazio profondo le capacità della propulsione elettrica nucleare. Una volta arrivato su Marte, il veicolo dovrebbe rilasciare un carico di droni della classe di Ingenuity per proseguire l'esplorazione del pianeta rosso. La Nasa presenta questa missione come il passaggio chiave per portare l'energia nucleare fuori dai laboratori e trasformarla in una tecnologia operativa per il trasporto di massa nello spazio profondo e per future missioni oltre Giove. L'annuncio è arrivato durante l'evento "Ignition", con cui la Nasa ha illustrato un pacchetto più ampio di iniziative collegate alla National Space Policy dell'amministrazione Trump. La Luna Sul fronte lunare, l'agenzia ha confermato che Artemis III, prevista nel 2027, servirà a collaudare sistemi integrati e capacità operative in orbita terrestre in vista dell'allunaggio di Artemis IV. Dopo Artemis V, la Nasa intende aumentare il ritmo delle missioni umane verso la superficie lunare facendo maggiore ricorso a hardware riutilizzabili e acquistati dal settore privato, con l'obiettivo iniziale di arrivare a un allunaggio ogni sei mesi. Per costruire una presenza stabile sulla Luna, la Nasa ha delineato un percorso in tre fasi. La prima prevede una crescita del numero di missioni robotiche, rover, strumenti scientifici e dimostratori tecnologici dedicati a mobilità, energia, comunicazioni, navigazione e operazioni di superficie. La seconda fase punta alla creazione di infrastrutture iniziali semi-abitabili e a una logistica più regolare, così da sostenere operazioni ricorrenti degli astronauti. La terza fase dovrebbe segnare il passaggio da spedizioni periodiche a una presenza umana di lunga durata, grazie all'arrivo di sistemi di atterraggio capaci di trasportare carichi più pesanti e infrastrutture più complesse. Contributi esterni In questo schema la Nasa include anche contributi internazionali, tra cui il rover pressurizzato della giapponese Jaxa, i moduli abitativi multipurpose dell'italiana Asi e il Lunar Utility Vehicle dell'agenzia spaziale canadese. L'agenzia ha inoltre spiegato che, per sostenere meglio le operazioni sulla superficie lunare, intende mettere in pausa il progetto Gateway nella sua forma attuale e spostare l'attenzione verso infrastrutture considerate più utili a una presenza continuativa sul suolo della Luna. Parallelamente, la Nasa vuole accelerare anche il programma Clps, con una cadenza più alta di missioni robotiche e l'obiettivo di arrivare fino a 30 allunaggi automatici a partire dal 2027. "La Nasa è impegnata ancora una volta a realizzare ciò che appare quasi impossibile: tornare sulla Luna prima della fine del mandato del presidente Trump, costruire una base lunare, stabilire una presenza duratura e fare tutto il necessario per garantire la leadership americana nello spazio. Per questo è essenziale uscire da un evento come Ignition con un allineamento completo sull'imperativo nazionale che rappresenta la nostra missione comune. Il tempo scorre in questa competizione tra grandi potenze e il successo o il fallimento si misureranno in mesi, non in anni", ha dichiarato l'amministratore Jared Isaacman. Tra i carichi scientifici citati ci sono il rover Viper e la missione LuSEE-Night, mentre nuove richieste di informazioni dovranno aprire spazio a contributi di industria, università e partner internazionali per missioni lunari e marziane già nel 2027 e nel 2028. Accanto a Luna e Marte, la Nasa ha rilanciato anche altri progetti scientifici. Ha citato il telescopio Nancy Grace Roman, indicato in partenza già dall'autunno, la missione Dragonfly verso Titano con lancio nel 2028 e arrivo nel 2034, e il trasporto su Marte nel 2028 del rover europeo Rosalind Franklin con un contributo scientifico americano sul fronte dell'analisi delle molecole organiche. In orbita bassa terrestre, infine, l'agenzia ha ribadito il ruolo centrale della Stazione spaziale internazionale ma ha indicato una transizione graduale verso stazioni commerciali, con un approccio che prevede inizialmente moduli collegati alla Iss e poi successivamente sganciati per il volo libero, nel tentativo di evitare interruzioni nella presenza umana americana nello spazio.
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