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Cronaca
La parabola discendente di Irene Pivetti: "Penso al carcere"
Oggi 29-08-25, 11:28
AGI - All'eventualità di finire in carcere "ci penso", "ho le mie tristezze di mamma e ora anche di nonna, ma ho capito che questo pensiero non può e non deve prendere il sopravvento sulla mia vita. Cerco di vivere anche questa situazione con equilibrio. Grazie a Dio, e non è una frase fatta, sono riuscita a riprendere la mia vita". Irene Pivetti, ex presidente della Camera, lo dice in un'intervista al Corriere della Sera parlando delle sue vicende giudiziarie. "Non credo nel complotto. Penso solo che il sistema ti condanna già solo per il fatto di fare impresa. In un attimo - aggiunge - ti ritrovi sbattuta in prima pagina. Anche questo è parte del sistema che ti toglie dignità, rovina la tua immagine, ti annienta anche economicamente. Non mi vergogno a dire che ho fatto ricorso ai pacchi viveri della San Vincenzo, non mi hanno tolto la casa solo perché non l'avevo, ma ad altri è successo anche questo". "Non voglio destare pietà - sottolinea in un altro passaggio dell'intervista -, io non mi sono mai lamentata. Racconto di me perché io ho la possibilità di farlo e voglio essere la voce di chi è nella mia situazione. Quanti imprenditori hanno perso tutto e poi sono risultati innocenti?". Cosa si rimprovera? "Non aver minimamente immaginato i risvolti del fare impresa in Italia, la possibilità di finire nel tritacarne. Non rifarei più l'imprenditrice", risponde. "Più che la separazione delle carriere - conclude - metterei al centro" della questione giustizia "il tema del rispetto dell'individuo. Se c'è davvero la presunzione di innocenza bisogna avere rispetto. Invece è un sistema perverso".
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