s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Cronaca
L'Anm pronta al "confronto su temi concreti" ma basta con "gli attacchi alla magistratura"
Oggi 15-04-26, 15:33
AGI - "Che finiscano le contrapposizioni è ciò che ogni cittadino si augura e io, in quanto magistrato, ancora di più". Parole del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, secondo il quale "è necessario rasserenare i toni e restituire un senso di fiducia nelle istituzioni, perché ogni delegittimazione e attacco alla magistratura è un attacco alle istituzioni e provoca un senso di smarrimento". Parlando all'AGI a margine di un convegno a Palermo, il presidente del sindacato delle toghe spiega: "Viviamo in una terra, quella siciliana, in cui è forte il problema del pizzo, dell'imprenditore taglieggiato; cosa porta quest'ultimo ad affidare la sua vita, in definitiva alla magistratura, se non un presupposto di grande fiducia verso di essa? Quindi l'abbassamento dei toni consente a tutti, compreso ai magistrati, di lavorare in maniera più serena. Ed è ciò di cui i magistrati e tutto il Paese sicuramente hanno bisogno". "Noi non ci sottraiamo a nessun tipo di confronto - ribadisce Tango -. Lo abbiamo già dimostrato partecipando a un incontro organizzato a Roma, al quale era presente il viceministro Sisto e il presidente del Consiglio nazionale forense. Se dovesse arrivare un invito da parte del ministro a trattare i concreti problemi che affliggono il sistema giustizia, saremmo pronti ad accoglierlo e lo terremmo in alta considerazione". Le emergenze del sistema giustizia Per Tango, i temi principali di un confronto con il Guardasigilli, Carlo Nordio, "sono quelli che interessano davvero i cittadini italiani, prima fra tutti soluzioni tese a eliminare le lungaggini processuali". In particolare, "sono due le emergenze che si affacciano all'orizzonte: la prima è quella relativa al 30 giugno e alla scadenza dei contratti degli addetti dell'Ufficio per il processo". Si tratta di figure di uno staff a supporto della giurisdizione "che ha prodotto significativi risultati in termini di smaltimento dell'arretrato e di riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti". Dunque, ragiona Tango, "vi è l'urgenza di stabilizzare non soltanto loro in quanto lavoratori, ma proprio l'intera esperienza dell'Ufficio per il processo". La seconda problematica attuale è quella relativa al gip collegiale, la riforma che prevede che a decidere sugli arresti domiciliari o sull'eventuale misura cautelare in carcere non sia più soltanto un giudice, ma addirittura tre. "Ora, a prescindere dal merito e dalla motivazione di questa riforma, queste velleità - secondo il presidente dell'Anm - si scontrano con una situazione assolutamente inadeguata degli organici. Tantissime piante organiche di tanti tribunali addirittura prevedono al massimo due gip in pianta organica, al più tre. Come si potrà allora costituire questo gip collegiale se non sottraendo altre risorse ad altri fasi del procedimento penale? Penso ai collegi dibattimentali, al giudice delle udienze preliminari o addirittura attingendo a quei giudici civili e del lavoro, allungando ulteriormente i tempi del procedimento e rendendo più tardiva la risposta alle legittime istanze di giustizia". Il referendum sulla separazione delle carriere Rispondendo alla domanda se il referendum avesse definitivamente sepolto il progetto di separazione delle carriere dei magistrati, Tango non ha dubbi: "C'è stato un referendum costituzionale che ha chiamato gli italiani a esprimersi e al quale i cittadini hanno preso parte con un'affluenza che solitamente non si registra ai referendum e tanto meno alle Politiche. La consultazione ci ha restituito una maggioranza degli italiani che ha deciso di non approvare un progetto che prevedeva al suo interno anche la separazione delle carriere. Questi sono i fatti".
CONTINUA A LEGGERE
1
0
0
