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Estero
L'appello di Trump ai manifestanti iraniani: "Continuate a protestare. L'aiuto sta arrivando"
Oggi 13-01-26, 19:07
AGI - Sono circa tremila le persone morte durante le proteste che stanno scuotendo l'Iran e tra costoro vi sono centinaia di membri delle forze di sicurezza. Lo riferisce al New York Times una fonte del ministero della Sanità di Teheran. Continua a non esserci alcun bilancio ufficiale o indipendente delle violenze e le cifre che circolano sui media discordano. La Cbs, ad esempio, cita non meglio specificate fonti interne secondo le quali i morti sarebbero almeno 12 mila.Tra le vittime ci sono anche membri delle forze di sicurezza, ha aggiunto il funzionario, accusando i "terroristi" di essere responsabili delle morti. Ma per il media di opposizione iraniano con sede a Londra, Iran International, almeno 12.000 persone sono state uccise "nel più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran", avvenuto in gran parte nell'arco di due notti consecutive, l'8 e il 9 gennaio. Il media cita un'analisi basata su fonti e dati medici. La valutazione, si legge, si basa su un'analisi in più fasi di informazioni provenienti da una fonte vicina al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, due fonti nell'ufficio presidenziale, resoconti di diverse fonti all'interno del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche a Mashhad, Kermanshah e Isfahan, testimonianze di testimoni oculari e familiari delle vittime, rapporti sul campo, dati collegati a centri medici, e informazioni fornite da medici e infermieri in diverse città. Precedenza a una via diplomatica, ma senza escludere un'azione militare. È questa la linea dettata da Donald Trump, che nelle ultime ore sta prendendo sempre più in considerazione l'idea di attaccare l'Iran, sempre più nel caos. I media statunitensi fanno sapere che sinora sono stati diversi collaboratori senior dell'amministrazione statunitense, guidati dal vicepresidente J.D. Vance, a convincere Trump a tentare un'azione diplomatica prima di un attacco militare vero e proprio. Trump, continuate proteste. L'aiuto sta arrivando Il presidente Usa Trump ha chiamato i manifestanti iraniani a non mollare, assicurando che un aiuto e' in arrivo. "Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre istituzioni", ha scritto su Truth. "Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato", ha assicurato. "Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si fermera'", ha spiegato. "L'aiuto sta arrivando", ha poi assicurato Trump. La risposta di Trump: dazi per chi fa affari con il regime Tutto questo mentre l'Iran da un lato continua a spargere sangue per le strade e a bloccare (anche i terminali di Starlink), dall'altro afferma di mantenere aperti i canali di comunicazione con Washington. Una dichiarazione che tuttavia non è servita a 'mitigare' il presidente Usa, che nel pomeriggio ha annunciato "con effetto immediato, un decreto che prevederà un dazio del 25% nei confronti di qualsiasi Paese che intratterrà rapporti commerciali con la Repubblica Islamica". L'avviso del Dipartimeno di Stato Usa ai cittadini : "Lasciate l'Iran" E a dimostrare che la situazione possa diventare sempre più esplosiva, è il messaggio che arriva dal Dipartimento di Stato americano e dall'Ambasciata virtuale di Teheran, con l'emissione di un "avviso urgente a tutti i cittadini di lasciare il Paese". Le opzioni di Trump e i rischi Intanto, domani - fanno sapere i media americani - Trump incontrerà i consiglieri senior per discutere le possibili opzioni sul campo. Il Wall Street Journal ha riportato che tra questi ci sono attacchi militari, l'uso di armi cyber segrete, l'ampliamento delle sanzioni e il rifornimento di aiuto online a fonti antigovernative. I primi per ora sarebbero esclusi. Il giornale statunitense spiega infatti che i funzionari militari stanno spiegando al tycoon che "colpire installazioni militari potrebbe essere altamente rischioso, poiché alcune potrebbero trovarsi in aree densamente popolate". L'appello di Reza Pahlavi E dagli States - dove vive in esilio - Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià iraniano, continua a esortare Trump a intervenire. "Penso che il presidente debba prendere una decisione abbastanza presto," ha detto, spingendo gli iraniani a protestare e insiste nel presentarsi come leader di transizione per il suo paese. La risposta dell'Iran Dall'altro lato, a un possibile attacco americano ha risposto invece il presidente del parlamento iraniano Mohammad Qalibaf, il quale ha avvertito Washington: "In caso di attacco, sia Israele sia tutte le basi e le navi statunitensi saranno il nostro legittimo obiettivo". Bilancio delle vittime e arresti Nel frattempo, il gruppo per i diritti umani con sede negli Stati Uniti 'HRANA' ha dichiarato che i morti verificati in Iran sono 656, di cui almeno 505 manifestanti e 113 militari, ma ha aggiunto di stare indagando su altri 579 decessi. Mentre sempre dall'inizio delle proteste scoppiate il 28 dicembre, sono 10.721 le persone arrestate. L'Iran, invece, dal suo canto, continua a non fornire un bilancio ufficiale delle vittime, attribuendo lo spargimento di sangue all'interferenza statunitense e a quelli che definisce "terroristi sostenuti da Israele e dagli Stati Uniti".
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