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Cronaca
Le università italiane sono in crescita, quindici atenei tra i migliori 500 al mondo
Oggi 18-06-26, 08:52
AGI - Migliorano le università italiane. Mentre la maggior parte dei grandi sistemi universitari europei perde terreno nel QS World University Rankings 2027, pubblicato oggi da QS Quacquarelli Symonds, l'Italia si muove in direzione opposta. Dei suoi 47 atenei classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano: è l'unico grande sistema dell'Unione Europea con più università in crescita che in calo. Inoltre, il nostro Paese conta oggi 15 università nella top 500 mondiale, contro le 12 del 2017. Un progresso ampio e diffuso che vede tutte le prime 10 università italiane migliorare la propria posizione nella classifica QS, un risultato che nessun altro grande sistema universitario europeo può vantare. Tra i grandi sistemi universitari dell'Unione Europea, l'Italia è l'eccezione. È l'unico paese con più atenei in crescita che in calo e con un movimento netto positivo, mentre Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi vedono la netta maggioranza delle proprie università arretrare. Anche il Regno Unito registra un saldo netto negativo (-8%). Confronto tra le università italiane e le europee Tra i sistemi universitari Ue con più di 10 università classificate, solo Irlanda (+63%) e Austria (+75%) registrano un saldo tra atenei in miglioramento e in calo superiore a quello dell'Italia (+34%). Si tratta però di sistemi universitari significativamente più piccoli, con rispettivamente 8 e 10 università classificate rispettivamente, contro le 47 italiane. Il quadro europeo Il quadro europeo è netto. Tra i grandi sistemi universitari dell'Unione, l'Italia è l'unico con un saldo positivo tra atenei in crescita e in calo: migliora il 56% delle sue università, contro il 16% in Germania e in Francia, il 5% in Spagna e l'8% nei Paesi Bassi. In questi quattro sistemi la netta maggioranza degli atenei arretra, con saldi netti negativi compresi tra il 45% e il 77%. Le parole di QS Quacquarelli Symonds "I risultati di quest'anno confermano una tendenza positiva per l'Italia, con oltre la metà degli atenei in miglioramento e un numero crescente di università competitive a livello internazionale - ha sottolineato Nunzio Quacquarelli, presidente QS Quacquarelli Symonds - le classifiche contano perché influenzano le decisioni: dove gli studenti scelgono di studiare, dove i ricercatori decidono di lavorare, quali istituzioni e partner scelgono di collaborare e dove si concentrano investimenti e opportunità. In un contesto di competizione globale sempre più intensa per il talento, la ricerca e l'innovazione, la reputazione e l'attrattività di un sistema universitario non sono semplicemente una questione di prestigio, ma fattori determinanti per la competitività di un Paese. La prossima sfida per l'Italia sarà colmare la distanza tra il valore che il suo sistema universitario genera e il riconoscimento che riceve a livello internazionale. Perché le università che il mondo vede sono spesso anche quelle che il mondo sceglie". Il Politecnico di Milano si conferma il primo ateneo italiano per il dodicesimo anno consecutivo. Salendo di 11 posizioni rispetto alla scorsa edizione, raggiunge l'87esimo posto mondiale nella QS World University Rankings 2027, pubblicato oggi da QS Quacquarelli Symonds. Unica italiana nella top 100 globale. Le principali università italiane Ma questo risultato si inserisce in una dinamica più ampia che coinvolge alcune delle principali università italiane. La Sapienza Università di Roma raggiunge il 111esimo posto mondiale, il miglior risultato della sua storia, dopo aver guadagnato 112 posizioni rispetto al 2017 (+50,2%). Crescita degli atenei storici L'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna sale al 123esimo posto, in crescita di 85 posizioni nell'ultimo decennio (+40,9%), mentre l'Università di Padova registra uno dei progressi più significativi del sistema, passando dal 336esimo al 204esimo posto mondiale (+132 posizioni, +39,3%). Anche il Politecnico di Torino raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, salendo dal 305esimo al 206esimo posto (+99 posizioni, +32,5%). Tutte queste università ottengono il posizionamento più alto da quando sono entrate in classifica. Progressi negli ultimi dieci anni Nel complesso, le 5 università italiane meglio classificate hanno migliorato la propria posizione di almeno un terzo nell'arco dell'ultimo decennio. Il Politecnico di Milano (+52,2%) e La Sapienza (+50,2%) hanno sostanzialmente dimezzato la distanza che li separava dai vertici mondiali, mentre Bologna, Padova e il Politecnico di Torino consolidano la presenza italiana nella fascia delle prime 250 università al mondo. Miglioramenti diffusi La crescita non si esaurisce però negli atenei di vertice. L'Università degli Studi di Milano sale dal 370esimo al 270esimo posto mondiale (+100 posizioni, +27,0%), l'Università di Pisa passa dal 429esimo al 341esimo (+88 posizioni, +20,5%) e l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata registra uno dei progressi più marcati dell'intera top 10 italiana, avanzando dal 479esimo al 342esimo posto (+137 posizioni, +28,6%). Anche l'Università degli Studi di Napoli Federico II migliora sensibilmente rispetto al punto di partenza del decennio, passando dal 478esimo al 401esimo posto (+77 posizioni, +16,1%), mentre l'Università degli Studi di Firenze sale dal 451esimo al 409esimo posto (+42 posizioni, +9,3%). La profondità del sistema italiano L'insieme di questi risultati, viene messo in evidenza, mostra una caratteristica spesso trascurata del sistema universitario italiano: la sua profondità. Le università presenti nella top 500 mondiale sono oggi 15, rispetto alle 12 del 2017, e tutte le prime 10 università italiane migliorano la propria posizione nell'edizione 2027. La reputazione rappresenta una delle aree di maggiore progresso per le università italiane. I due indicatori reputazionali del QS World University Rankings 2027, pubblicato oggi da QS Quacquarelli Symonds - Reputazione accademica e Reputazione presso i datori di lavoro - mostrano miglioramenti diffusi, con solo il 2,4% degli atenei in calo e un avanzamento medio superiore alle 15 posizioni in entrambi gli indicatori. Reputazione accademica La Reputazione accademica è il secondo indicatore in cui le università italiane registrano i progressi più diffusi nell'edizione 2027. L'indicatore, che da solo vale il 30% del punteggio complessivo ed è il più influente della metodologia QS, misura il giudizio espresso da accademici di tutto il mondo sulla qualità della ricerca e dell'insegnamento delle università. Classifica della reputazione E qui la Sapienza Università di Roma (111esima al mondo) si conferma l'ateneo italiano meglio posizionato, occupando il 65esimo posto globale nell'indicatore, seguita da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (123esima al mondo) al 66esimo posto e dal Politecnico di Milano (87esimo al mondo) all'84esimo posto. Tutte e tre mantengono il posizionamento raggiunto nella precedente edizione, consolidando la propria presenza tra le università più riconosciute dalla comunità accademica internazionale. Altri atenei nella top 150 L'Università di Padova (204esima al mondo) e l'Università degli Studi di Milano (270esima al mondo) sono le uniche altre istituzioni italiane a figurare tra le prime 150 al mondo per Reputazione accademica, occupando rispettivamente il 115esimo e il 146esimo posto. Presenza nella top 500 Complessivamente, 18 università italiane si collocano tra le prime 500 al mondo nell'indicatore.
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