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Lega, Salvini prepara la nuova squadra. I suoi: "Torna al Viminale"
Oggi 11-06-26, 03:02
AGI - Mancano 52 settimane al voto, serve costruire una squadra forte in vista delle elezioni, un team che possa avere il sostegno di tutti e sfruttare ogni potenzialità, partendo dalle battaglie storiche della Lega e dai territori. Se riusciamo a lavorare insieme, si vince, e la Lega può centrare la sfida di superare il 10% alle Politiche. Salvini punta a rafforzare sempre di più la Lega Dopo tre ore di riunione e di confronto interno "vero", tocca a Matteo Salvini fare sintesi. Il segretario leghista tiene a precisare il partito, ha "ascoltato con attenzione gli interventi", ed è determinato a rafforzare sempre di più la Lega, valorizzando all’interno del partito il grande impegno degli amministratori, apprezzati in tutti i territori. Il leader del partito di via Bellerio traccia la road map per la riorganizzazione: se ne riparlerà in una nuova riunione del consiglio federale la prossima settimana, si farà la "sintesi" nel ritiro del 4 e 5 luglio nel Trevigiano, per poi lanciare il progetto sul palco di Pontida, il 20 settembre. La riorganizzazione della Lega L’obiettivo è una riorganizzazione con il possibile spostamento di ruoli in un’ottica di squadra, un progetto ultimativo che verrà messo sul tavolo. "Oggi non c’è stata alcuna nomina", certifica anche Luca Zaia, rispondendo a chi gli chiede della possibilità che diventi vicesegretario del partito. "Certamente avrà un ruolo", dicono i salviniani, "come altri" nel partito. E il nome che si fa è, tra gli altri, quello di Massimiliano Fedriga. Il modello Csu-Cdu rimane nel cassetto Uscendo dal Palazzo dei gruppi di Montecitorio, Zaia tiene a sottolineare come la Lega sia "una". Il risultato è che non si parla più di modello Csu-Cdu ma semmai di altre forme di riorganizzazione "in senso federale" del partito, in attesa di eventuali nomine prossimamente (ma Zaia è via con la famiglia la prossima settimana e non potrà partecipare al federale). Leadership e confronto interno Mentre il vice segretario veneto, il presidente Alberto Stefani, dà la disponibilità a rimettere le sue deleghe al segretario. Nessuno, durante la riunione, mette in discussione la leadership di Salvini. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo parla di "perdita di credibilità per responsabilità di tutti". E in molti, nei loro interventi (Zaia, Fedriga, i capogruppo Romeo e Riccardo Molinari, il ministro Giancarlo Giorgetti) ricordano le capacità mostrate quando Salvini era alla guida del Viminale. A quanto si apprende, in quasi tutti gli interventi viene chiesto al segretario di tornare a rivendicare la guida del ministero dell’Interno. "Paletti contro Vannacci" Salvini non dice nulla, lascia parlare e ascolta tutti, ringraziando per il confronto franco e costruttivo, invitandoli al prossimo federale per proseguire nel lavoro. Il capogruppo della Lega alla Camera, Molinari, secondo quanto viene riferito, sottolinea la necessità di mettere dei "paletti" duri contro Vannacci e allo stesso tempo non nasconde la possibilità che l’ex generale possa attingere proprio dal centrodestra il suo consenso. "Riportare Salvini al Viminale" Da qui l’idea messa sul tavolo: sulla sicurezza il governo sta facendo molto ma serve un politico che sappia spiegare i risultati portati a casa: se Fratelli d’Italia insiste sulla legge elettorale, va benissimo, ma a questo punto dia la possibilità alla Lega di "riportare" Salvini al Viminale. L’ipotesi di un rilancio del "nordismo" è tra gli oggetti di confronto più accesi, con le critiche di alcuni esponenti del Sud alle osservazioni di Romeo. Ma tutto poi si risolve. L’altro argomento di discussione è come porsi di fronte alle insidie rappresentate dal partito fondato da Vannacci. La linea prevalente è quella del segretario: evitare di parlare del generale. La Lega punta al cambio di passo Squadra e obiettivi governo: la Lega punta, quindi, al cambio di passo. Nel consiglio federale non si parla solo dell’indirizzo che deve portare avanti la Lega, ma anche di quello del governo. La richiesta, spiegano fonti che hanno partecipato alla riunione, è quella di far sì che l’esecutivo si dia da qui a fine legislatura alcune priorità e che all’interno di questo quadro il partito di via Bellerio abbia la libertà politica di potersi connotare per la realizzazione di determinati obiettivi. Una sorta di cambio di passo, dunque. Infrastrutture e sicurezza Sugli investimenti, sulla realizzazione delle opere, su misure come la Zes estesa anche al Nord. Ma soprattutto sulla sicurezza. Nella riunione si parla apertamente dell’eventualità di un ritorno di Salvini al Viminale, non per il futuro, ma in questa fine di legislatura. Su questo fronte non si risparmiano gli elogi al sottosegretario Nicola Molteni. Giancarlo Giorgetti riflette su come l’operato di un ministro bravo come Matteo Piantedosi possa trasformarsi in consenso ("Certe volte faccio fatica a comprendere i suoi interventi in Consiglio dei ministri", è la frase attribuita al ministro dell’Economia). Vannacci incompatibile con i valori della Lega Insomma, il ragionamento è che la sfida al centrosinistra e a Vannacci, considerato incompatibile con i valori della Lega, si porta avanti sulle cose concrete. Con pragmatismo. "Noi non siamo all’opposizione – ragiona un ‘big’ della Lega –, i nostri elettori ci votano se continuiamo a fare le cose".
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