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Leone XIV in visita pastorale a Ostia: "La violenza ferisce. No alla logia del sopruso"
Oggi 15-02-26, 20:21
AGI - È Santa Maria Regina Pacis di Ostia, la prima tappa del pellegrinaggio tra le parrocchie della diocesi di Roma - saranno in tutto 5 - che Papa Leone XIV compirà prima di Pasqua. Una scelta per il Pontefice non casuale: il territorio di Ostia è legato a Sant'Agostino e a sua mamma Santa Monica. La chiesa Santa Maria Regina Pacis sorge sulla collina più alta della cittadina sul litorale romano, in una zona popolare, segnata da disagi e criminalità. E Leone, nella messa presieduta, lancia un appello al "rispetto" e all'"armonia", "al disarmare i linguaggi" contro una violenza che "esiste e ferisce" per non rassegnarsi alla "cultura del sopruso e dell'ingiustizia". E invita a impiegare "energie e risorse" nell'educazione dei giovani per opporsi alla deriva della supremazia del più forte con "la forza disarmante della mitezza". L'accoglienza festosa e l'incontro con i fedeli Il Pontefice arriva nel primo pomeriggio sul litorale romano. L'accoglienza è festosa con striscioni e palloncini, e Leone si dice "molto contento" di essere in una parrocchia che porta il nome di Santa Maria Regina della pace, "tanto importante in questo tempo che stiamo vivendo". Nel cortile lo aspettano i bambini e i ragazzi del catechismo, l'oratorio, Rinnovamento nello Spirito, Cammino Neocatecumenale e Scout Europa che gli regalano il tipico "fazzolettone". "La speranza siete voi! E dovete riconoscere che nel vostro cuore, nella vostra vita, nella vostra gioventù c'è speranza, per oggi e domani", sottolinea il Papa al microfono. La visita prosegue nella vicina palestra, dove ci sono anche gli anziani e i disabili. Il Pontefice li saluta e rivolge anche a loro parole a braccio: "Entrando diversi di voi mi hanno detto una parola bellissima e voglio cominciare con questo: avete detto: 'Benvenuto!' E devo dire mi sento davvero benvenuto fra voi! Grazie per questa accoglienza!", "ci insegnate tanto", "tutti avete qualcosa di importante da dire e condividere", "dobbiamo essere tutti segni di speranza nel mondo". L'importanza dello sport e del lavoro di squadra Durante l'incontro firma anche un pallone da basket e una maglia della squadra Stelle Marine di Ostia. E fa riferimento alle Olimpiadi di Milano-Cortina per ricordare di "lasciare da parte le differenze" e lavorare tutti in équipe. Infine la messa, alla presenza di circa 400 persone "estratte a sorteggio per non fare preferenze", aveva spiegato il parroco don Giovanni. L'omelia: violenza, criminalità e appello alla comunità Nell'omelia, Leone denuncia il territorio, quello di Ostia, spesso al centro della cronaca nera. Anche qui "purtroppo la violenza esiste e ferisce, prendendo piede talvolta tra i giovani e gli adolescenti, magari alimentata dall'uso di sostanze; oppure a opera di organizzazioni malavitose, che sfruttano le persone coinvolgendole nei loro crimini e che perseguono interessi iniqui con metodi illegali e immorali", afferma. Di fronte a tali fenomeni Leone invita quindi la comunità parrocchiale, unita ad altre realtà virtuose, a continuare a spendersi "con generosità e coraggio". "Non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell'ingiustizia. Al contrario diffondete rispetto e armonia, cominciando col disarmare i linguaggi e poi investendo energie e risorse nell'educazione, specialmente dei ragazzi e della gioventù. Sì - precisa -, che in parrocchia possano imparare l'onestà, l'accoglienza, l'amore che supera i confini; imparare ad aiutare non solo quelli che ricambiano e salutare non solo quelli che salutano, ma ad andare verso tutti in modo gratuito e libero; imparare la coerenza tra la fede e la vita". La forza disarmante della mitezza e l'eredità di pace Il Papa ricorda Benedetto XV, che centodieci anni fa, volle questa parrocchia intitolata a Santa Maria Regina Pacis. "Lo fece nel pieno del primo conflitto mondiale, pensando anche alla vostra comunità come a un raggio di luce nel cielo plumbeo della guerra", scandisce. "A distanza di tempo, purtroppo, molte nubi oscurano ancora il mondo, con il diffondersi di logiche contrarie al Vangelo, che esaltano la supremazia del più forte, incoraggiano la prepotenza e alimentano la seduzione della vittoria a ogni costo, sorde al grido di chi soffre e di chi è indifeso", aggiunge. Ed esorta: "Opponiamo a questa deriva la forza disarmante della mitezza, continuando a chiedere pace, e ad accoglierne e coltivarne il dono, con tenacia e umiltà". "Quando anche a noi succedesse di giudicare gli altri e di disprezzarli, ricordiamoci che il male che vediamo nel mondo ha le sue radici proprio lì, dove il cuore diventa freddo, duro e povero di misericordia", sottolinea Leone. "Anche chi è schiavo del male possa incontrare, attraverso di voi, il Dio dell'amore, il solo che libera il cuore e rende veramente felici", rimarca. Al termine della celebrazione Papa Leone ringrazia nuovamente per l'accoglienza: "Voi siete sempre la luce del mondo".
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