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Libano, Israele prosegue l'attacco a sud di Beirut. In corso telefonata Trump-Netanyahu
Oggi 01-06-26, 18:55
AGI - Benjamin Netanyahu ha ordinato di colpire i sobborghi meridionali di Beirut, dopo l'uccisione di un soldato dell'Idf e il ferimento di altri tre nei pressi del castello di Beaufort. "Alla luce delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte di Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane di colpire obiettivi terroristici" nella periferia meridionale di Beirut, si legge in una dichiarazione ufficiale. Da parte sua il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che il suo Paese sta affrontando "una vile e riprovevole aggressione israeliana", dopo che Israele ha intensificato la sua offensiva contro Hezbollah. Aoun in un post su X e si impegna a "lavorare per porre fine alle sofferenze del popolo libanese, e in particolare di quello del sud". Il consiglio di sicurezza Onu convocato in emergenza Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà oggi in una seduta d'emergenza per discutere l'espansione dell'offensiva israeliana in Libano. L'incontro, richiesto formalmente dalla Francia, segue la presa di controllo da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) del castello medievale di Beaufort, un'iconica fortezza contesa da 900 anni che rappresenta la più profonda incursione in territorio libanese degli ultimi 26 anni. Telefonata Trump-Netanyahu E' in corso una telefonata tra il presidente americano, Donald Trump, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo riportano diversi media della regione. L'amministrazione Trump "almeno per il momento" non ha dato il suo via libera a Israele per estendere le operazioni militari in Libano. Lo riferisce una fonte israeliana informata all'emittente Channel 12. La decisione sulla natura dell'operazione a Beirut viene presa in coordinamento con Washington, riferisce la fonte, "gli americani si stanno dimostrando più aperti", "ma non c'è' ancora un'approvazione definitiva, almeno per ora". Israele ha presentato richieste agli americani per consentire l'estensione delle operazioni a Beirut con attacchi aerei e Benjamin Netanyahu ha convocato ieri una riunione ristretta sulla sicurezza, la seconda in un solo giorno, per discutere la possibilità che Israele passi da un modello di conquista territoriale in Libano a un'operazione aerea a Beirut. Il giorno precedente, Netanyahu aveva parlato con il Segretario di Stato americano Rubio e aveva cercato di convincere alti funzionari dell'amministrazione e il Presidente Donald Trump sull'estensione dell'operazione in Libano. Le reazioni internazionali Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l'operazione, affermando che "nulla giustifica la grave escalation in corso nel sud del Libano" e invocando l'immediata cessazione delle ostilità. Di contro, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di intensificare le manovre militari, descrivendo la conquista della fortezza come una "svolta fondamentale" e una "svolta decisiva" nella campagna contro Hezbollah. Le dichiarazioni di Netanyahu In una dichiarazione video diffusa dopo il posizionamento della bandiera israeliana sul castello – già utilizzato come base dall'Idf durante l'occupazione ventennale terminata nel 2000 – Netanyahu ha dichiarato: "Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai". Il premier ha poi aggiunto: "Ora il mio ordine è di consolidare ed espandere il nostro controllo nei luoghi che erano sotto il controllo di Hezbollah. La conquista di Beaufort rappresenta una tappa fondamentale e un cambiamento radicale nella politica che stiamo seguendo". La posizione del Libano Sul fronte opposto, il presidente libanese Joseph Aoun ha denunciato tramite la piattaforma X che il Paese sta affrontando una "feroce e condannabile aggressione israeliana", impegnandosi a "lavorare per porre fine alle sofferenze del popolo libanese in generale e della popolazione del Sud in particolare". Gli sforzi diplomatici Sotto il profilo diplomatico, gli Stati Uniti stanno conducendo sforzi per ottenere una de-escalation. Un alto funzionario statunitense ha confermato che il Segretario di Stato Marco Rubio ha interloquito con il presidente Aoun e il premier Netanyahu. "Per far progredire i colloqui, gli Stati Uniti hanno proposto una sequenza chiara: Hezbollah deve cessare tutti gli attacchi contro Israele. In cambio, Israele si asterrà dall'escalation a Beirut", ha riferito la fonte. Condizioni sul ritiro Secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan, Tel Aviv subordina il ritmo del proprio ritiro dal Libano ai progressi nel disarmo di Hezbollah. La proposta israeliana prevede un arretramento graduale delle truppe verso sud e una riduzione della zona di sicurezza, proporzionali all'efficacia delle operazioni dell'esercito regolare libanese. Funzionari governativi hanno tuttavia precisato a Kan che il disimpegno totale non avverrà "finché sussisterà una minaccia". Gli scontri sul campo Nel frattempo, sul campo continuano i combattimenti. Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha dichiarato di aver preso di mira le unità israeliane nei pressi di Beaufort, oltre a postazioni militari e infrastrutture a Shlomi e Nahariya, mentre le sirene d'allarme hanno risuonato nella zona di Acri. Origine del conflitto Il conflitto in Libano ha subito una forte accelerazione il 2 marzo, a seguito del lancio di razzi da parte di Hezbollah in rappresaglia per l'uccisione della Guida Suprema iraniana da parte di Stati Uniti e Israele. Nonostante una tregua sia formalmente entrata in vigore il 17 aprile, il cessate il fuoco non è mai stato rispettato, con costanti accuse reciproche di violazione. Bilancio delle vittime Il bilancio umano della campagna è severo. L'esercito israeliano ha comunicato che "dall'inizio del cessate il fuoco, 900 terroristi di Hezbollah sono stati eliminati". Di contro, l'ultimo bollettino del ministero della Salute libanese attesta che gli attacchi israeliani hanno provocato la morte di oltre 3.412 persone a partire dall'inizio di marzo. Prospettive negoziali I canali negoziali restano parzialmente aperti: delegazioni militari di Beirut e Tel Aviv hanno tenuto colloqui sulla sicurezza a Washington venerdì scorso, e ulteriori sessioni di mediazione coordinate dagli Stati Uniti sono programmate per la prossima settimana.
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