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Estero
Crosetto: "L'avanzata di Israele in Libano allontana un serio piano di pace"
Oggi 01-06-26, 19:14
AGI – L'avanzata di Israele in Libano "allontana un serio piano di pace, perché un serio piano di pace anche in Libano come in Ucraina parte dalla cessazione dell'ostilità, dalla cessazione della guerra". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso di 'Cinque minuti' in onda questa sera su Rai 1. A causa dell'avanza dell’esercito israeliano in Libano, aggiunge, "il nostro contingente non è in grado di assolvere al suo compito, quello dell'Unifil e delle Nazioni Unite. Non è in grado di assolvere il suo compito con una guerra in corso sopra la testa" Trump rinvia di giorno in giorno la chiusura della trattativa con l'Iran, è possibile che ci possa essere una tregua durevole? "Io lo spero perché le conseguenze di questa guerra e del blocco di Hormuz le stiamo vedendo e rischiano di peggiorare giorno dopo giorno, settimana dopo settimana", risponde il ministro della Difesa. Impatto economico della guerra "Noi ci siamo accorti dell'impatto del petrolio - osserva - magari tra un mese ci accorgeremo di quello dell'elio. Lei dice, chi se ne frega dell'elio? Come c'entra nella mia vita l'elio? L'elio è quello con cui raffreddiamo ad esempio i macchinari con cui facciamo le risonanze magnetiche. Pensiamo se dovessimo smettere di usare le risonanze magnetiche perché non c'è l'elio", sottolinea Crosetto. Tensione e trattative con l'Iran In quanto alla tregua durevole, Crosetto dice di vedere "da tutte e due le parti molto nervosismo". "Oggi c'è stato anche il ricatto su Bab el-Mandeb - aggiunge - non soltanto sullo stretto di Hormuz, da parte dell'Iran. Però da ciò che so io, c'è una volontà iraniana di chiudere perché sono arrivati a un livello di stress economico interno fortissimo e quindi c'è tutto l'interesse, anche loro, di chiudere al di là della parte che stanno recitando". Conciliare le spese militari con la crisi Come si può conciliare il rispetto degli impegni per gli aumenti per l'adeguamento dei nostri strumenti difensivi con la necessità anche di far fronte alla crisi energetica? "Bisogna farlo perché senza gli uni non esistono gli altri. Senza la sicurezza e la difesa, come vediamo adesso con le conseguenze di ciò che accade nello stretto di Hormuz, poi cade l'economia e quando cade l'economia tutte le famiglie hanno dei problemi, per cui bisogna coniugare gli uni e gli altri. D'altro canto non avrebbe senso avere sicurezza e difesa per poi avere un'economia in crisi, degli stipendi sempre più bassi o delle famiglie che vivono male". Con Meloni in cerca di soluzioni "Tutti e due sono obiettivi prioritari, tutti e due vanno perseguiti - aggiunge - e lo sforzo quotidiano, mio e di Giorgetti, è di coniugare queste due cose. Quindi in accordo con Giorgia Meloni stiamo cercando soluzioni, nei prossimi mesi e anni, programmandole, che consentano le due cose". Spiega il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso di 'Cinque minuti' in onda questa sera su Rai 1. I rischi delle industrie militari Il ridimensionamento delle spese militari metterebbe in crisi le nostre industrie militari? "No - risponde il ministro - il grande rischio delle nostre industrie di difesa è di non adeguarsi ai tempi, di non capire che nelle industrie di difesa sono cambiate i tempi, come quelle nello spazio, che devono essere più veloci, meno costose, più innovative. Perché una volta potevano pensare che lo stesso prodotto durasse 30 anni, 20 anni, sugli aerei anche 40, adesso invece la tecnologia avanza ogni giorno e rischiano di fare la fine dei dinosauri se non capiscono che il mondo è cambiato", conclude.
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