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Magyar, l'ex pupillo che vuole scalzare il premier
Oggi 12-04-26, 07:32
AGI - Il politico che ha la chance più concreta di sempre di porre fine al lungo regno di Viktor Orban era, fino a poco fa, un membro di Fidesz, il partito nazionalista del primo ministro ungherese, da 16 anni al potere. Peter Magyar, dato in netto vantaggio dai sondaggi alle elezioni politiche che si terranno domani in Ungheria, era addirittura cresciuto con in camera il poster di Orban, che ammirava per la sua lotta contro il dominio sovietico sul Paese mitteleuropeo. Oggi Orban, da icona antirussa, è diventato una quinta colonna del Cremlino nell'Unione Europea. A spingere Magyar a rompere con il suo vecchio mentore fu però un episodio specifico, per nulla legato alla politica estera. Nel febbraio 2024 Magyar, che si era unito a Fidesz all'università, apparì a sorpresa su Partizan, un canale YouTube legato all'opposizione, per un'intervista in cui accusava Orban di non essersi preso le sue responsabilità nello scandalo legato a un orfanotrofio statale i cui ospiti erano stati vittime di abusi sessuali. Uno dei funzionari condannati per aver coperto le violenze era stato graziato dall'allora presidente Katalin Novak. Il decreto era stato controfirmato dal ministro della Giustizia, Judit Varga, che fino a qualche mese prima era stata la moglie di Magyar, con il quale aveva avuto tre figli. Le due donne si erano dimesse a fronte di un caso che in quei giorni stava dominando il dibattito pubblico. La rottura con il sistema e la nascita di Tisza "Non voglio essere parte di un sistema in cui le persone davvero al potere si nascondono dietro le gonnelle", aveva scritto Magyar su Facebook, annunciando l'addio a un partito grazie al quale aveva ottenuto incarichi di prestigio al Parlamento europeo e nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche. Intervistato da Partizan, il politico aveva quindi predetto che il cambiamento per l'Ungheria sarebbe potuto giungere solo dall'interno, alla luce dell'inettitudine dell'opposizione, che non era riuscita a battere Orban nemmeno mettendo insieme un'alleanza ecumenica che andava dai socialisti all'estrema destra. Non era ancora, forse, un'autocandidatura, ma il video fece un numero enorme di visualizzazioni e Magyar si ritrovò sotto i riflettori. L'idea vincente fu entrare in Tisza, un piccolo partito centrista che alle precedenti elezioni non era nemmeno riuscito a entrare in Parlamento, e trasformarlo in un partito su sua misura: conservatore, cattolico ed europeista, nel solco di quel Ppe di cui Fidesz aveva fatto parte per tanto tempo. La campagna elettorale e la lotta alla corruzione La svolta avvenne nel 2024, il 15 marzo, giorno in cui l'Ungheria celebra la rivoluzione fallita del 1848. Mentre Orban teneva un discorso nel quale condannava l'Unione Europea, in un'altra zona di Budapest Magyar era riuscito a raccogliere 10 mila persone per un duro intervento nel quale accusava il primo ministro di alimentare la corruzione e di non saper contrastare il declino economico del Paese. Fu l'inizio di una campagna elettorale instancabile, un cui primo risultato fu il 29,6% raccolto alle elezioni europee del giugno successivo. I mesi dopo avrebbero visto l'avvocato quarantacinquenne tenere fino a sette comizi al giorno e percorrere a piedi i 300 chilometri da Budapest al confine rumeno in una campagna per "riunire" la nazione che ha toccato anche i villaggi più remoti, dove la base di consensi di Orban è più forte. La lotta alla corruzione e la crescita economica sono le principali promesse di Magyar, che presenta la riconciliazione con Bruxelles come necessaria a sbloccare miliardi di euro di fondi congelati a causa di quelle che l'Unione Europea ritiene le derive illiberali della politica di Orban. Scandali, colpi bassi e sondaggi elettorali Tra i segreti del successo di Magyar c'è una spregiudicatezza che condivide con il suo avversario, così come il talento nello sferrare con nonchalance colpi bassi e saperli incassare all'occorrenza. Per sostenere gli attacchi ai danni del suo ex partito, per esempio, Magyar era arrivato a diffondere la registrazione segreta di una conversazione con la sua allora consorte in cui lei parlava di un processo per corruzione di alto profilo che coinvolgeva il governo. Varga si definì "inorridita" dall'iniziativa dell'ex marito e arrivò ad attribuirgli violenze, accuse respinte da Magyar, che nondimeno avrebbe un carattere fumantino, come testimoniato ai media da molte persone che lo conoscono bene. L'oggi europarlamentare è uscito indenne anche dal tentativo, da lui denunciato prima che il caso esplodesse, di diffamarlo con un video recente nel quale faceva sesso con un'ex fidanzata, forse reclutata per una 'trappola al miele' in stile russo. Ai giornalisti erano state inviate anticipazioni del filmato, girato da telecamere di sorveglianza, nel quale comparivano droghe sul comodino accanto al letto della coppia. Magyar ammise l'avventura ma si sottopose subito a un test dal quale emerse che non aveva consumato alcuno stupefacente. Il nuovo panorama politico ungherese Le ultime rilevazioni pubblicate da Euronews vedono nove istituti su undici assegnare a Tisza un'ampia maggioranza, spesso superiore al 50%, con solo due società statistiche che prevedono una vittoria di Orban. Gli altri partiti sembrano essere stati spazzati via, salvo la destra radicale di Mi Hazank, ancora più estrema del vecchio Jobbik, data tra il 5% e il 6%. La Demokratikus Koalicio' di centrosinistra è data tra il 5 e l'1%. Altre storiche sigle paiono non esistere più. Fa eccezione il partito-burla del 'cane a due code', che, secondo alcuni sondaggi, potrebbe addirittura arrivare al 5% ed entrare in Parlamento.
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