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Politica
Mattarella: "Avremmo un mondo migliore se i potenti fossero anche autoironici"
Oggi 14-04-26, 19:57
AGI - Il messaggio del Papa alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sulla "democrazia come l'espressione alta del potere legittimo" che rischia di trasformarsi in "una tirannia della maggioranza o in una maschera del dominio delle élite economiche e tecnologiche" è uno "splendido messaggio sul potere che - ancora una volta - rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo per i suoi richiami, in questo periodo così difficile. Nel suo messaggio, il Papa - mi permetto di consigliarvi di leggerlo - mette in guardia dal pericolo dell'autoesaltazione". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale una delegazione di studentesse e studenti delle scuole di giornalismo. "Mi torna in mente - ha ricordato il Capo dello Stato - quando, in questo salone, numerosi anni fa, mi sembra otto, nove anni fa, uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Gli ho risposto che il potere, o quello cosiddetto tale, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato, nei sistemi sociali, può - in effetti - inebriare e far perdere l'equilibrio. Ma vi sono due antidoti: il primo istituzionale, l'equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali. Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale, ed è una alta capacità di autoironia. Credetemi, ragazzi: è preziosa! Se i cosiddetti potenti della terra ne facessero un po' di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo". Ai ragazzi il presidente della Repubblica ha ricordato che "una informazione libera e indipendente è premessa di democrazia. Questi vostri orizzonti suggeriscono qualche riflessione. Nei secoli passati" questo mestiere "aveva una accezione romantica e avventurosa. In questo nostro tempo molto è cambiato. Repubblica e Costituzione ci offrono due elementi: libertà e responsabilità. L'autonomia di pensiero nell'elaborazione delle notizie a cui si lavora e la deontologia. Il diritto di cronaca ha per oggetto gli atti e i fatti, e il diritto di narrare ciò che avviene per fare conoscere obiettivamente i fatti", ha spiegato ancora Mattarella. Il ruolo del giornalista nella ricerca della verità "State approfondendo il rapporto tra verità e professione giornalista - ha poi sottolineato il presidente della Repubblica -. La domanda di verità rischia oggi di inciampare in risposte fuorvianti in un mondo di tecnologie che assottigliano i confini tra vero, verosimile e falso. Rimarcare quei confini è compito del giornalista". Come gestire l'intelligenza artificiale "L'IA - ha detto ancora Mattarella - sta conquistando un ruolo sempre più diffuso se non addirittura egemone nella nostra esistenza, occorre un'adeguata consapevolezza morale per rendere possibile il suo uso, con una definizione di regole, come quelle Ue, per un governo dell'IA senza che essa si trasformi in strumento di dominio dei giganti della tecnologia che pretendono di sostituirsi agli Stati sovrani e all'ordinamento internazionale. Le trasformazioni in atto nel mondo dell'informazione interrogano anche i giornalisti e sollecitano a rifuggire dal rischio di indolenza o di negligenza: le trasformazioni non mutano la natura della professione, anzi, ne accentuano, piuttosto, le responsabilità", ha chiosato il Capo dello Stato.
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