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Estero
Missili sulla base italiana di Erbil. Illesi i 120 militari
Oggi 12-03-26, 09:32
AGI - Ore di altissima tensione per il contingente italiano in Iraq e per la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz. Nella serata di ieri, la base militare di Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata oggetto di un attacco missilistico. Il personale italiano, composto da circa 120 militari, è rimasto illeso trovando rifugio nei bunker della struttura. Contemporaneamente, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno colpito e bloccato una nave mercantile thailandese, con un bilancio di tre marittimi dispersi. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato di essere in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI). Crosetto ha avuto un colloquio diretto con il colonnello Stefano Pizzotti, comandante della base, il quale ha assicurato che tutti i 120 militari italiani stanno bene. Le dichiarazioni del ministro Tajani Sulla stessa linea il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha espresso ferma condanna per l'accaduto. Intervenendo alla trasmissione Realpolitik su Rete 4, il titolare della Farnesina ha precisato: "La base italiana si trova in un comprensorio che ospita più basi militari nell'area dell'aeroporto. Al momento non è chiaro se l'attacco fosse diretto specificamente contro i nostri militari o contro altri contingenti, in particolare quello statunitense." Tajani ha inoltre sottolineato che il numero di personale italiano nell'area era stato recentemente ridotto e che la situazione rimane estremamente pericolosa. Resta da accertare la natura dell'offensiva: si indaga per determinare se il lancio sia stato effettuato direttamente dall'Iran o da milizie filo-iraniane. "Dobbiamo valutare bene quanto accaduto prima di decidere i passi da compiere", ha concluso il vicepremier, evitando per ora di definire l'atto come un'aggressione bellica diretta contro l'Italia. Il governo italiano attende ora i rapporti dettagliati dell'intelligence per attribuire la responsabilità. La crisi nello Stretto di Hormuz Parallelamente alla crisi irachena, la situazione è precipitata nello Stretto di Hormuz. I Pasdaran iraniani hanno attaccato la Mayuree Naree, una nave portarinfuse battente bandiera thailandese salpata dagli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riferito dall'armatore Precious Shipping e citato da Afp, tre membri dell'equipaggio risulterebbero dispersi, presumibilmente intrappolati nella sala macchine a seguito dell'attacco. Le autorità iraniane hanno giustificato l'azione sostenendo che l'imbarcazione avesse ignorato ripetuti avvertimenti. La Marina thailandese ha confermato che 20 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, mentre sono in corso indagini per stabilire l'esatta dinamica e le armi utilizzate nel raid. La diretta Droni contro l'aeroporto del Kuwait, danni materiali ma nessun ferito L'Aeroporto del Kuwait ha subito un attacco di diverse droni, che ha causato solo danni materiali. Lo rende noto l'Aviazione civile kuwaitiana. Iran, 1.395 morti da inizio guerra dopo attacchi di Usa e Israele È salito ad almeno 1.395 morti, per lo più civili, il bilancio degli attacchi di Usa e Israele in Iran, che avrebbero causato danni anche a ospedali e strutture sanitarie. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il viceministro della Salute iraniano, Ali Jafarian. Il ministro ha affermato che le squadre mediche stanno affrontando un numero crescente di vittime "perché [Israele e Stati Uniti] stanno bombardando a tappeto infrastrutture civili". Gli attacchi nelle aree urbane si sono intensificati negli ultimi giorni e alcuni residenti sono ancora intrappolate sotto le macerie, ha proseguito il viceministro, secondo il quale sono state danneggiate 31 importanti strutture ospedaliere, dodici delle quali attualmente inattive. In totale, sono stati colpiti e danneggiati 149 centri sanitari, 100 dei quali solo negli ultimi quattro giorni, nei quali almeno due operatori sanitari sono stati uccisi, ha detto ancora Jafarian. Teheran conferma: "Khamenei è ferito ma si sente bene" Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, è ferito ma ha assicurato che si sente bene. Ieri la Cnn ha riportato che Khamenei ha subito una frattura al piede e altre lievi ferite nel primo giorno di bombardamenti di Usa e Israele in Iran, quando è stato ucciso il padre Alì Khamenei e sua moglie.Mojtaba Khamenei "è ferito ma sta bene, non so quando terrà il suo primo discorso", ha detto al Corriere della Sera Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica. " C’erano tre o quattro nomi per la leadership, ma la maggioranza dell’Assemblea degli esperti ha scelto lui, in conformità con la Costituzione. Ciò dimostra che il nostro sistema non è governato da un solo uomo", ha aggiunto. Udite esplosioni in centro a Dubai; sirene a Gerusalemme Sono state udite esplosioni nel centro di Dubai. Vengono segnalate anche sirene a Gerusalemme per una possibile nuova ondata di missili. Depositi di carburante in fiamme in Bahrein Un attacco iraniano ha causato un incendio nei serbatoi di carburante in una struttura nel governatorato di Muharraq, in Bahrein. "La palese aggressione iraniana ha preso di mira serbatoi di carburante in una struttura nel governatorato di Muharraq", ha scritto il ministero dell'Interno del Bahrein in un post pubblicato su X. Il ministero ha invitato i residenti di tre zone di Muharraq a "restare nelle proprie case, chiudere finestre e aperture di ventilazione come precauzione contro i possibili effetti del fumo dell'incendio". L'Iraq sospende le operazioni dei porti petroliferi I porti petroliferi iracheni hanno completamente interrotto le loro attività in seguito agli attacchi iraniani a due petroliere. Le operazioni presso i terminal petroliferi iracheni sono state completamente sospese, ma i porti commerciali restano operativi, ha dichiarato all'Iraqi News Agency Farhan al-Fartousi, direttore generale della Compagnia dei porti iracheni. La Cina blocca le esportazioni di carburanti raffinati a marzo La Cina ha ordinato alle raffinerie di interrompere immediatamente le esportazioni di carburanti raffinati a marzo per salvaguardare le forniture interne in un contesto di rischi di carenze legate al conflitto in Medio Oriente. Lo riferisce Reuters. La direttiva è stata emessa dalla National Development and Reform Commission cinese, il principale organismo di pianificazione economica del paese, e si applica alle esportazioni di benzina, diesel e carburante per aviazione, secondo quanto riportato da quattro fonti a conoscenza della questione. Lo Stretto di Hormuz potrebbe chiudere a lungo L'intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari per le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.
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