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Estero
Nucleare, a Parigi il vertice di 57 Paesi per rilanciare l'uso civile
Oggi 10-03-26, 11:25
AGI - Emmanuel Macron ospita a Parigi una quarantina di rappresentanti di diversi Paesi per il secondo vertice dedicato al rilancio del nucleare civile, presentato come leva per la sovranità energetica. In un contesto segnato dalla guerra in Medio Oriente, che sottolinea la fragilità delle economie dipendenti dai combustibili fossili, i ministri dell'energia del G7 si riuniranno alle 13,45 nella capitale per affrontare la questione dell'impennata dei prezzi del petrolio. Organizzato dalla Francia, che con 57 reattori è una delle principali potenze nucleari civili al mondo, il vertice riunisce una quarantina di Paesi e organizzazioni internazionali, tra cui rappresentanti di Stati Uniti e Cina - i principali attori storici del settore. Dopo la sua edizione inaugurale a Bruxelles nel 2024, il vertice, organizzato in collaborazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), si aprirà nel 2026, anno segnato dal 15esimo anniversario dell'incidente di Fukushima e dal 40esimo del disastro di Chernobyl. Obiettivi e finanziamento del nucleare L'obiettivo è di "individuare le misure pratiche necessarie" per realizzare una rinascita dell'energia nucleare "sicura e accessibile a tutti", affrontando in particolare la spinosa questione del finanziamento. La questione è cruciale data la natura specifica dei programmi nucleari, spesso ritardati e costosi. "Per sviluppare tutti questi progetti in tutto il mondo, abbiamo bisogno di attori privati", oltre che di finanziamenti pubblici, come quelli delle principali banche multilaterali di sviluppo come la Banca Mondiale, insiste l'Eliseo, che intende dare a questo tema una priorità assoluta. La strategia europea e la COP28 Parigi vuole che questo vertice rappresenti un "passo avanti" politico rispetto alla dichiarazione della COP28 di Dubai, che mira a triplicare la capacità nucleare installata entro il 2050. Una trentina di Paesi hanno già sottoscritto l'accordo e la Francia spera che altri stati approvino questa tabella di marcia. Si prevede inoltre che l'Unione Europea sveli la sua strategia per accelerare lo sviluppo di piccoli reattori modulari (SMR) in Europa, con l'obiettivo di una commercializzazione iniziale entro il 2030. Rinascita globale e sfide europee Bruxelles teme di essere superata da Cina e Stati Uniti e vorrebbe incoraggiare le startup europee a unire le forze per accelerare il processo. Caduto in disgrazia dopo il disastro nucleare giapponese del 2011, il settore sta vivendo una rinascita di interesse a livello mondiale, trainato dalle preoccupazioni sulla sovranità energetica, dalla necessità di decarbonizzare l'energia per combattere il cambiamento climatico e dall'ascesa dell'intelligenza artificiale, che consuma molta energia. Il ruolo attuale e l'interesse crescente Oggi il nucleare rappresenta il 10% della produzione mondiale di elettricità, con 450 reattori in una trentina di Paesi. Ma "altre quaranta nazioni hanno espresso un forte interesse" negli ultimi anni nel rilancio dell'energia nucleare o nella costruzione di proprie industrie nucleari, ha detto Rafael Grossi, Direttore Generale dell'Aiea. "È nell'interesse dei Paesi europei, per la loro sicurezza e sovranità energetica, sviluppare ulteriormente le loro energie rinnovabili - solare, eolica e altre - e favorire una forte ripresa dell'energia nucleare", ha sottolineato Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie). Sfide e prospettive future "Il contesto geopolitico globale e le crescenti tensioni geoeconomiche, come dimostrano gli attuali eventi in Medio Oriente, ci spingono a rivedere i nostri modelli energetici, che devono essere in grado di coniugare decarbonizzazione, occupazione e sovranità energetica", sostiene il Presidente francese nei materiali di presentazione del vertice. Tuttavia, riconquistare un'epoca d'oro dell'energia nucleare come quella degli anni '70 e '80 richiederà di superare "sfide importanti", tra cui "capacità industriale, controllo dei costi e dei tempi, accesso ai finanziamenti, sicurezza delle catene di approvvigionamento del combustibile e competenze umane", sottolinea Clément Le Roy, esperto di energia di Wavestone.
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