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Cronaca
Nuova circolare del Viminale: rafforzata la vigilanza su basi Usa e infrastrutture strategiche
Oggi 05-03-26, 17:42
AGI - Rafforzare i "dispositivi di vigilanza" sulle basi militari americane presenti sul territorio nazionale e sui "siti sensibili riconducibili alla filiera di produzione di interesse militare, specie di quella a supporto della catena logistica bellica degli alleati". È una delle misure raccomandate in una circolare inviata a prefetti e questori dal Dipartimento della pubblica sicurezza. Alla luce della nuova situazione determinata dall'attacco all'Iran, viene prevista una tutela particolare "degli obiettivi diplomatico-consolari, religiosi, culturali, economici e commerciali riferibili allo Stato di Israele ed alla comunità religiosa ebraica, nonché agli Usa". Non solo: l'esposizione alla minaccia terroristica e "alle diversificate espressioni del dissenso" impongono la necessità di un potenziamento della protezione "degli obiettivi istituzionali e di governo, delle sedi di partito e movimenti politici, delle infrastrutture critiche e di produzione ed erogazione dei servizi pubblici essenziali, delle località che per vocazione turistica, rilevanza religiosa, ovvero perché interessate da eventi di rilievo mediatico, fanno registrare un maggiore afflusso di persone e di fedeli". Una "attenzione scrupolosa" dovrà essere riservata poi ad aeroporti, porti, stazioni ferroviarie mentre in ambito portuale "dovrà essere attentamente monitorata, di concerto con le autorità dei rispettivi scali, la presenza di assetti navali militari e commerciali riconducibili ai Paesi sensibili, nonché quella delle grandi navi di crociera delle principali rotte turistiche". Richiamo per le Paralimpiadi e rischio di campagne antagoniste Uno specifico richiamo è previsto per "le autorità provinciali di pubblica sicurezza interessate dall'imminente svolgimento delle Paralimpiadi invernali nel cui ambito è prevista la partecipazione di delegazioni estere sensibili". Segnalato anche il rischio che l'acuirsi della crisi possa "innescare una ripresa della campagna antagonista a sostegno della causa palestinese o comunque in direzione antimilitarista".
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