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Olocausto: si sottopone al test del DNA e scopre 50 parenti sopravvissuti
Oggi 27-01-26, 13:11
AGI - Adriana Turk ha trascorso tutta la sua vita credendo che il suo intero albero genealogico fosse stato spazzato via dall'Olocausto. Cresciuta con i suoi genitori e suo fratello nella piccola città costiera di Merimbula, nel sud-est dell'Australia, ha vissuto con disagio le domande sul suo passato. L'infanzia è stata caratterizzata perlopiù da una profonda solitudine e dalla difficoltà di integrarsi. Dopo la morte di suo fratello, la signora Turk ha deciso di sottoporsi a un test del DNA per comprendere la sua storia. Si aspettava poco più che qualche dettaglio e qualche informazione sul suo passato. Ma quello che ha scoperto le ha cambiato la vita: più di 50 membri della sua famiglia vivevano in tutto il mondo, tra cui decine di cugini, zie e zii, nonché i loro figli e nipoti. I numeri dell'Olocausto La signora Turk, 74 anni, fa parte di un numero crescente di ebrei che hanno ritrovato i propri familiari perduti da tempo grazie al test del DNA. Nata da un padre ebreo tedesco fuggito dalla Germania nazista nel 1937, alla signora Turk era stato detto che tutti i membri della sua famiglia erano tra le circa 6 milioni di persone brutalmente assassinate nel genocidio di Hitler. Sua nonna morì nel ghetto di Varsavia, mentre sua zia, suo zio e i loro due figli piccoli furono uccisi ad Auschwitz nel 1944. “Immagino di aver semplicemente dato per scontato che non ci fosse nessuno là fuori”, ha raccontato in occasione della Giornata della Memoria. “La perdita di mio fratello mi ha lasciato un grande vuoto e ho pensato: ‘Beh, cosa posso trovare?’. E ho trovato tutto”. Come funziona il test Il test del DNA è di quelli, per così dire, casalinghi. Si acquista un cofanetto online – ce ne sono di diversi tipi – e arriva il kit a casa. Per effettuare il test basta un tampone da strofinare per tre minuti in bocca. Successivamente, il campione va spedito per posta al laboratorio per l'analisi. Dopo 3-4 settimane è possibile consultare online i risultati. La scoperta dei parenti sopravvissuti I risultati parlavano chiaro: tre parenti della nonna di Adriana sono sopravvissuti all’Olocausto e i loro discendenti sono sparsi per il mondo. Tra questi c'era Renate Püttmann, sopravvissuta alle uccisioni in tutta Europa dopo essere stata nascosta da adolescente da un soldato tedesco. Renate ebbe otto figli, i cui discendenti andarono a vivere in paesi come Germania, Brasile e Israele. La signora Turk ha anche contattato suo cugino Raanan Gidron, uno psicoterapeuta che vive in Israele. Sua madre sopravvisse ai campi di concentramento di Theresienstadt e Auschwitz, fuggendo poi dall'Europa. Ora la signora Turk sente di aver finalmente trovato “il pezzo mancante” della sua vita. “Da bambina mi sentivo invisibile. Mi sentivo vuota. Come si fa a provare qualcosa quando non si sa cosa sia? Ma ora l'ho trovato”.
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