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OnlyFans e la rivoluzione nel mercato del sesso online
Oggi 23-03-26, 17:17
AGI - OnlyFans è quel posto dove nulla è autentico, ma tutti sono disposti a credere che lo sia, tanto da pagare per l'illusione di un'esclusività che non esiste. Ragazze che vendono foto dei loro piedi a feticisti all'ultimo stadio, coppie di 'creator' che copulano davanti alla webcam per soddisfare i bisogni voyeuristici di un pubblico pronto a pagare un abbonamento o la singola prestazione: sulla piattaforma si trova di tutto e il confine tra business e sfruttamento è estremamente sottile. Fondata nel 2016 nel Regno Unito formalmente per permettere ai creator di monetizzare direttamente i contenuti attraverso abbonamenti, mance e contenuti pay-per-view, Nel tempo è diventata nota soprattutto per il materiale per adulti, anche se ospita anche influencer, musicisti, atleti e altri profili dell'economia digitale. Il modello è semplice: l'autore incassa l'80% dei ricavi, mentre il 20% resta alla società. Il ruolo di Leonid Radvinsky La svolta industriale e finanziaria della piattaforma è legata al nome di Leonid Radvinsky, imprenditore ucraino-americano che nel 2018 ha rilevato Fenix International, la società madre di OnlyFans, diventandone il socio di controllo e poi di fatto l'unico azionista. Da allora il sito è passato da servizio di nicchia a gigante globale della creator economy, con un'espansione accelerata durante la pandemia, quando la domanda di contenuti a pagamento e di relazione diretta tra creator e pubblico è esplosa. I numeri spiegano il peso assunto da OnlyFans: secondo Reuters, nell'esercizio chiuso a novembre 2023 i creator hanno generato sulla piattaforma 6,6 miliardi di dollari di transazioni, contro i 375 milioni del 2020. La crescita ha trasformato il sito in una macchina da cassa straordinaria e ha reso Radvinsky uno dei grandi vincitori, anche se molto defilato, dell'economia dei contenuti online. Il successo di Radvinsky e i rischi reputazionali L'intuizione di Radvinsky è stata soprattutto quella di capire prima di molti altri che il vero valore non era solo nell'intrattenimento per adulti, ma nell'infrastruttura economica: pagamenti ricorrenti, rapporto diretto con i fan, disintermediazione e monetizzazione immediata della notorietà digitale. In altre parole, OnlyFans ha portato all'estremo un principio oggi centrale sul web: trasformare il seguito in rendita. La crescita di OnlyFans ha fruttato enormemente a Radvinsky che si è pagato oltre un miliardo di dollari in dividendi in pochi anni, mentre quelli distribuiti sono stati addirittura superiori. Nel 2025, secondo Reuters, erano in corso colloqui per una possibile cessione della società a una valutazione intorno agli 8 miliardi di dollari, segno di quanto il marchio fosse diventato redditizio nonostante i forti rischi reputazionali. Proprio qui sta l'altra faccia di OnlyFans. La piattaforma ha costruito un impero economico, ma è rimasta controversa per la natura di larga parte dei contenuti e per i problemi legati alla moderazione, alla presenza di materiale illegale e ai controlli su sfruttamento e pornografia non consensuale, temi finiti al centro di inchieste giornalistiche e dell'attenzione di investitori e circuiti di pagamento. Questo ha reso la società ricchissima, ma anche poco presentabile agli occhi della finanza tradizionale.
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