s
Cronaca
Operata al cervello in gravidanza, intervento record salva madre e figlio
Oggi 30-11-25, 12:27
AGI - È stata operata per un tumore al cervello durante la gravidanza, poi ha dato alla luce il bimbo. Ora mamma e neonato stanno bene. Chiara, una giovane fisioterapista di 38 anni, nel mese di agosto, nel pieno della sua seconda gravidanza, aveva visto la sua vita cambiare all'improvviso. Alla 22esima settimana, improvvise crisi epilettiche l'avevano portata d'urgenza al Pronto soccorso dell'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. Lì, pochi minuti dopo i primi accertamenti, è emersa una diagnosi inattesa e drammatica: un voluminoso tumore cerebrale che comprimeva profondamente i lobi frontali. I medici si sono trovati di fronte a una decisione complessa: intervenire immediatamente, garantendo la massima sicurezza non solo per Chiara, ma anche per il suo bambino. Nelle ore successive, l'equipe neurochirurgica ha eseguito un intervento altamente delicato. L'operazione richiedeva rapidità, precisione assoluta e perdite ematiche minime, per non alterare la perfusione del feto. In meno di tre ore, i chirurghi sono riusciti ad asportare completamente il tumore, rivelatosi poi benigno. Ciò che ha reso possibile questo risultato è stata la perfetta integrazione delle diverse specialità coinvolte. L'equipe della Ginecologia e Ostetricia ha monitorato in continuo la vitalità fetale in tutte le fasi del percorso. Il decorso post-operatorio di Chiara è stato rapido. Dimessa in pochi giorni, ha proseguito la gravidanza sotto stretto controllo dei ginecologi. Poi, pochi giorni fa, il percorso si è concluso con la gioia più grande, la nascita con parto cesareo del piccolo Mattia. Nato alla 36esima settimana, 2.480 grammi, è stato preso in carico dalla Terapia Intensiva Neonatale ospedaliera. "Questa storia rappresenta l'eccellenza della medicina multidisciplinare - spiegano i medici -, il lavoro di squadra è stato determinante. Oggi celebriamo non solo la nascita di Mattia, ma anche il valore della collaborazione tra professionisti". Ieri, Chiara ha lasciato l'ospedale, ma continuerà i controlli con l'equipe neurochirurgica per monitorare il percorso di completa guarigione. Mattia per ora è ancora ricoverato. Per il direttore generale della Città della Salute Livio Tranchida, si tratta di "una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze multidisciplinari della Città della Salute e della Scienza". "Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino - commenta -, è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico".
CONTINUA A LEGGERE
2
0
0
