Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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Lo zio di Eitan incontra il bimbo: "Segni di lavaggio del cervello"
Estero
18-09-2021, 18:44

Lo zio di Eitan incontra il bimbo: "Segni di lavaggio del cervello"

AGI - Due dei componenti della famiglia paterna di Eitan Biran - il bimbo unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone - hanno incontrato il piccolo in Israele a casa del nonno. Lo zio di Eitan, Hagai Biran e sua moglie, hanno giocato con il piccolo per poco piu' di un'ora; poi hanno fatto sapere, tramite una dichiarazione diffusa dai loro avvocati, che sebbene il bambino sembri stare "fisicamente bene, è preoccupante vedere che il piccolo Eitan mostra chiari segni di istigazione e lavaggio del cervello". Eitan, che ieri è stato visitato dal console italiano, è da diversi giorni al centro di una battaglia legale internazionale tra le due famiglie d'origine.   "Rischio di danni permanenti dall'interruzione delle cure" "Eitan è nelle loro mani e siamo molto preoccupati per la sua salute mentale", scrive in una lettera aperta Or Nirko, un altro zio di Eitan, che è stato sequestrato e portato dal nonno a Tel Aviv.  "Nei giorni successivi al disastro che ha subito la famiglia, Eitan è stato sradicato di casa. È un bambino che ha subito un trauma, ora ne sta subendo un altro. Era stato accolto nella nostra casa come un figlio e come un fratello dalle cugine", si legge ancora nella lettera aperta. "Siamo stati felici di sapere che il console è andato a trovarlo e che gli sia stato permesso di vedere Eitan. Ma l'interruzione delle cure psicologiche può portare a danni permanenti incredibili".   "Un bambino non è un gioco per adulti da fare a loro piacimento", ha aggiunto Nirko. Il nonno: "Sediamoci a parlare del futuro" Da Israele Shmuel Peleg, il nonno materno di Eitan Biran, ha lanciato un appello ad Aya, la zia paterna e tutrice legale del bimbo, a deporre le armi legali e a parlare per il bene del nipote di 6 anni, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. "Mi rivolgo di nuovo ad Aya, sediamoci a parlare del futuro di Eitan come entrambe le famiglie avrebbero dovuto fare", ha affermato il 58enne in un'intervista a Channel 12. Shmuel Peleg è indagato insieme alla ex moglie Etty per sequestro di persona: sabato scorso ha preso il piccolo in Italia e lo ha portato in Israele passando per la Svizzera. Parlando alle telecamere, il nonno ha sostenuto di averlo fatto legalmente per il bene del nipote il quale un giorno gliene sara' riconoscente, aggiungendo di aver perso fiducia nel sistema giudiziario italiano.
Covid: in Italia 4.578 nuovi positivi e 51 morti, la positività scende all'1,3%
Cronaca
18-09-2021, 17:31

Covid: in Italia 4.578 nuovi positivi e 51 morti, la positività scende all'1,3%

AGI - É in leggero aumento il numero dei nuovi positivi al Covid 19 registrato in Italia nelle ultime 24 con 4.578 casi (+26 positivi rispetto al dato precedente) ma a fronte di una crescita del numero dei tamponi processati: ne sono stati fatti 355.933 (+71.354). Il tasso di positività scende così all'1,3%, rispetto all'1,6% di ieri. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Il numero dei decessi è di 51 (ieri 66) e porta a 130.284 il numero delle vittime dall'inizio della pandemia.  Continua a diminuire la pressione ospedaliera con i ricoveri ordinari che sono 3.958 (-31) e i ricoveri nelle terapie intensive che sono 519 (-6) con 31 ingressi del giorno (ieri 34).  La regione con il maggior numero dei casi giornaliero è la Lombardia con 765 nuovi positivi, seguita dalla Sicilia (+643), il Veneto (+536) e l'Emilia Romagna (+403). I casi totali dall'inizio delle pandemia sono 4.632.275. I dimessi guariti sono aumentati di 5.756 unità, per un totale dall'inizio della pandemia di 4.388.951 casi. Gli attualmente positivi sono diminuiti di 1.231 unità e sono in tutto 113.040. In isolamento domiciliare ci sono 108.563 pazienti (-1.194).
L'allarme della Coldiretti, i Paesi ricchi taroccano il Made in Italy per 100 miliardi
Economia e Finanza
18-09-2021, 16:24

L'allarme della Coldiretti, i Paesi ricchi taroccano il Made in Italy per 100 miliardi

AGI - E' di oltre 100 miliardi di euro il valore dei falsi prodotti alimentari made in Italy nel mondo e i più attivi nelle imitazioni sono i Paesi ricchi ed emergenti: è l'allarme lanciato dalla la Coldiretti in occasione del G20 dell'agricoltura di Firenze, dove in piazza Santa Croce è stata allestita una mostra con tante imitazioni e cartelli per lamentare che "il periodo della pandemia ha rappresentato un pretesto per la sostituzione dei prodotti italiani con imitazioni di bassa qualità". Al G20 è stato chiesto "un intervento immediato contro un fenomeno vergognoso che proliferanei momenti di difficoltà delle aziende italiane e che vale più del doppio delle esportazioni agroalimentari made in Italy". Il bollino rosso Un altro appello della Coldiretti riguarda il bollino rosso sui prodotti della dieta mediterranea, che "dall'Europa al Sudamerica fino all'Oceania rischiano di essere ingiustamente diffamati da sistemi di etichettatura ingannevoli".  Per il presidente, Ettore Prandini, il pressing delle multinazionali a favore di modelli alimentari sbagliati mette "in pericolo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualita' del made in Italy".  L'allarme per il grano II ministro delle Politiche agricole alimentari, Stefano Patuanelli, ha spiegato che si è parlato anche del tema dei prezzi del grano: "E sotto gli occhi di tutti la dinamica che si sta producendo, in particolare in alcuni settori produttivi", ha osservato, "quella spirale va vista anche con un occhio alle speculazioni che si stanno sviluppando sulla Borsa, che sono internazionali. Se non ci sarà il raggiungimento di un plateau, per poi tornare a livelli inferiori, qualche intervento a livello globale bisognerà prenderlo". Il ministro ha parlato anche del contributo che l'agricoltura può e deve dare "alla sostenibilità ambientale economica e sociale", come sta già facendo. La Food coalition Patuanelli ha riferito che "sono oltre 35 i Paesi che hanno già aderito alla Food coalition, ma il dato è in costante aumento perché c'è sempre più attenzione rispetto al ruolo della Fao per garantire la sicurezza alimentare nel mondo". La 'food coalitionì è  uno strumento di partenariato tra soggetti non statali per affrontare unitariamente le sfide agricole e alimentari, anche in relazione al post Covid. Un'altra preoccupazione riguarda la fuga dall'agricoltura: "L'effetto pericoloso se non invertiamo la tendenza delle produzioni agroalimentari è l'abbandono della coltivazione delle terre e non può prevalere questa cultura come elemento di tutela perché produce danni ambientali". "Quando si abbandona la terra aumentano i disastri legati agli smottamenti idrogeologici e agli incendi boschivi", ha osservato. 
Google e Apple hanno rimosso dagli store l'app di Navalny per le elezioni in Russia
Estero
18-09-2021, 14:39

Google e Apple hanno rimosso dagli store l'app di Navalny per le elezioni in Russia

AGI -  Il Cremlino ha accolto con favore la decisione di Google e Apple di rimuovere dai loro store online l'applicazione di voto "intelligente" sviluppata dai sostenitori di Aleksei Navalny, uno dei principali oppositori del governo del presidente Putin. La rimozione dell'app, la cui funzione è quella di segnalare ai sostenitori di Navalny il candidato che, in ogni collegio, ha maggiori possibilità di battere Russia Unita, il partito del presidente Putin, è arrivata in concomitanza con le elezioni parlamentari. "Questa app è illegale nel nostro Paese, entrambe le piattaforme hanno ricevuto una notifica e di conseguenza hanno preso questa decisione in conformita' con la legge", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.  Le accuse di Mosca La Russia aveva accusato Google e Apple di interferenze elettorali, chiedendo di rimuovere l'app, Smart Voting, dai loro store. "Le aziende hanno ceduto al ricatto del Cremlino, ha commentato l'alleato di Navalny in esilio, Leonid Volkov. "Abbiamo l'intero stato russo contro di noi e persino le grandi aziende tecnologiche", ha denunciato su Telegram il team di Navalny, che alla vigilia del voto ha esortato gli elettori russi a sostenere i candidati del Partito Comunista. "La decisione di rimuovere l'app di Navalny da Google Play e dall'App Store è una grande delusione, un atto di censura politica". Lo scrive su Twitter Kira Yarmysh, portavoce di uno dei principali oppositori del governo di Vladimir Putin All'inizio di agosto il ministero della Giustizia russo ha inserito nel registro delle organizzazioni vietate tre organizzazioni fondate da Navalny: la Fondazione Anti Corruzione, la Fondazione per la Protezione dei Diritti dei Cittadini e la rete degli uffici regionali, gia' chiusi nei mesi precedenti per evitare ripercussioni legali ai loro dipendenti. Gli enti erano gia' stati inseriti nell'elenco degli "agenti stranieri" e delle "organizzazioni estremiste".  
Cannabis, raggiunte le 500 mila firme per il referendum
Politica
18-09-2021, 14:16

Cannabis, raggiunte le 500 mila firme per il referendum

AGI - Sono 500mila le firme raccolte a sostegno del referendum sulla cannabis. E' quanto ha annunciato il comitato promotore, festeggiando il superamento della soglia minima, a una settimana dall'avvio della raccolta firme. Il risultato è stato agevolato dalla possibilità di utilizzare firme digitali - una novità - per sottoscrivere una proposta referendaria. Se le firme raccolte supereranno il vaglio della Corte di Cassazione e il giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale, il voto potrebbe tenersi nella "primavera del 2022", fanno sapere i promotori. "Un risultato straordinario ma non sorprendente: da tempo occorreva un intervento sul tema della Cannabis e con la firma digitale in pochi giorni il tema è esploso. Questo referendum è la prima raccolta firme italiana tenutasi interamente online sul sito referendumcannabis.it - commentano -. La velocità della mobilitazione conferma la voglia cambiamento sulla Cannabis ma anche di partecipazione alle decisioni su questioni che toccano personalmente. Adesso però occorre raccogliere un ulteriore 15% in piu' di firme per essere certi di poter consegnare il referendum in Cassazione il 30 settembre". Il Referendum Cannabis è promosso dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani. Il quesito interviene sul Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative di una serie di condotte in materia di droghe. Propone, tra le altre cose, di depenalizzare la coltivazione e di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori oggi prevista per tutte le condotte finalizzate all'uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa.  "Questo è un giorno straordinario, non solo per i promotori ma anche per i cittadini. L'incredibile partecipazione dei giovani alla mobilitazione straordinaria sul Referendum Cannabis dimostra che quando gli si dà voce sono pronti ad attivarsi. La strada delle libertà è l'unica contro i sovranismi", ha commentato la senatrice Emma Bonino intervenendo al tavolo di Piu' Europa al Pantheon per sostenere il referendum sulla Cannabis.  Al momento il Partito Democratico non ha preso una posizione ufficiale sul referendum, mentre il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, nei giorni scorsi ha pubblicato un post per sostenere l'iniziativa chiedendo di firmare e di raccogliere le firme necessarie per tenere il referendum. "Sono iniziative prese da altri", ha affermato Enrico Letta, in un'intervista al 'Corriere'. "Rifletteremo nelle prossime settimane su quale atteggiamento tenere". "Sono dispiaciuto del fatto che Enrico Letta oggi liquidi questa iniziativa", ha criticato il segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. "E' una iniziativa di grande successo, e forse meriterebbe un giudizio più approfondito. E sono sorpreso che Letta dica che un grande partito come il Pd su questi temi ha bisogno di tempo per riflettere. Di legalizzazione della Cannabis si discute da decenni, ètutto chiarissimo e bisogna dire solo sì o no".  "Il Parlamento dia un segnale all'onda popolare che ha portato 500mila firme alla proposta referendaria per la legalizzazione della Cannabis: si chiuda presto il lavoro sul testo base che abbiamo approvato in commissione e che depenalizza la coltivazione di quattro piante di Cannabis. C'è già una maggioranza che ha dato via libera al testo, il 7 ottobre scadra' il termine per la presentazione degli emendamenti, andiamo avanti, non si indugi", chiede il presidente della commissione Giustizia della Camera, il pentastellato Mario Perantoni, il quale aggiunge: "il mio appello e' rivolto ai parlamentari: dopo tanto ritardo diamo un segnale, altrimenti prevarrà la forza d'urto della protesta e la possibile abrogazione di norme dopo la quale potrebbe verificarsi un pericoloso vuoto". "Non saranno 500mila a fermare la nostra battaglia per la vita e contro la droga libera", protesta, invece, il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. "La stragrande maggioranza degli italiani conosce bene i rischi che si corrono e non appoggeranno mai un folle referendum. Su questioni che riguardano la salute fisica e mentale bisogna essere inflessibili sempre, non avere alcun tipo di tentennamento. Faremo parlare chi è uscito dal gorgo della droga, madri e padri che hanno vissuto il dramma di figli persi. Porteremo nelle piazze le testimonianze dei volontari delle comunita' di recupero che ogni giorno sono al fianco di chi vuole uscire da una dipendenza mortale. In Italia non permetteremo mai che prevalga la cultura della morte, della droga libera e della distruzione delle persone". Il parere dei costituzionalisti Le 500mila firme per il referendum sulla Cannabis "probabilmente sarebbero state raggiunte anche senza la firma digitale", ha osservato Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato Pd. Il problema dell'istituto referendario è "che si possono raccogliere firme anche su proposte che poi potrebbero non ottenere il via libera della Consulta", ecco perchè sarebbe necessario "anticipare il controllo della Corte Costituzionale dopo le prime centomila firme" ed evitare così "la frustrazione" dei promotori e dei sottoscrittori. Secondo l'esponente dem, che ha già presentato una proposta di legge, sarebbe necessario anche "alzare la soglia minima di firme da 500 mila a 800 mila" e "rivedere il quorum fissandolo al 50per cento più uno di coloro che hanno votato alle ultime politiche". Dalla firma digitale può arrivare “un impulso decisivo per rivitalizzare uno strumento di democrazia diretta fondamentale come il referendum” ma allo stesso tempo “è opportuno intervenire sul quorum che così com'è oggi è troppo sbilanciato a favore del no”, ha spiegato Alfonso Celotto, docente di Diritto costituzionale all'Università Roma Tre, ammettendo di condividere la ‘filosofia' della proposta di legge presentata da Stefano Ceccanti.  “Diciamo la verità – ha affermato Celotto – anche il referendum è in affanno, raccogliere le sottoscrizioni è oggettivamente difficile e la firma davanti al messo comunale sa di ottocentesco: ben venga dunque lo Spid se, come appare evidente, riduce gli ostacoli burocratici alla partecipazione laddove è proprio di maggiore partecipazione, ovvero di democraticità, che abbiamo un gran bisogno”.
Palombelli: Io vittima di diffamazione, aspetto delle scuse
Cronaca
18-09-2021, 12:24

Palombelli: Io vittima di diffamazione, aspetto delle scuse

AGI - "Sono stata vittima di una diffamazione senza precedenti. Il mio nome, accostato alla istigazione e alla giustificazione della violenza sulle donne. Tutti coloro che si sono resi protagonisti di questa palese falsità ne risponderanno in tribunale". Cosi' Barbara Palombelli replica su Facebook alle durissime critiche ricevute ieri sui social a proposito di una sua dichiarazione sui femminicidi, pronunciata durante una trasmissione televisiva. "Non posso accettare una simile aggressione completamente ingiustificata e superficiale - aggiunge - aspetto le scuse dei rappresentanti delle istituzioni che non si sono documentati sui fatti prima di emettere sentenze via web. Continuerò a porre domande, anche scomode, perché è il mio mestiere. Ma non accetterò diffamazioni, da qualunque parte siano arrivate. La diffamazione - conclude Barbara Palombelli - è un reato e io credo nella giustizia".
Lo skipper non la fa sbarcare, turista 'salvata' da una motevedetta
Cronaca
18-09-2021, 12:23

Lo skipper non la fa sbarcare, turista 'salvata' da una motevedetta

AGI - Lo skipper della barca a vela che aveva ingaggiato per una tre giorni di vacanza in mare da Alghero a Cagliari non voleva farla sbarcare anzitempo, come gli aveva chiesto. Così una turista di Padova, 48 anni, ha chiesto soccorso alla capitaneria di porto, quando il proprietario dell'imbarcazione, invece che portarla al porto di Sant'Antioco si è diretto al largo fra Carpo Spartivento e l'isola del Toro. Il trasbordo Una motovedetta ha raggiunto la barca e trasbordato la donna, che è stata poi accompagnata dai carabinieri. La turista non ha sporto querela, ma per lo skipper è scattata comunque una denuncia per violenza privata. Il proprietario dell'imbarcazione, un piccolo armatore di 72 anni, era stato ingaggiato dalla donna nel porto di Alghero con l'impegno di una mini-crociera di tre giorni lungo le coste occidentali della Sardegna, fino a Cagliari. L'uomo, secondo quanto raccontato dalla committente, era stato incaricato di occuparsi anche della cucina a bordo. Una crociera finita male Ma la vacanza non è andata come la turista aveva programmato e dopo due giorni d'insofferenza ha deciso d'interromperla e ha chiesto di essere sbarcata al più presto. Inizialmente, il comandante dell'imbarcazione ha acconsentito, ma poi ha fatto vela verso Capo Spartivento, invece che verso Sant'Antioco. A quel punto la donna ha chiamato guardia costiera.
L'indagine su uno scambio di messaggi tra von der Leyen e l'Ad di Pfizer
Estero
18-09-2021, 12:01

L'indagine su uno scambio di messaggi tra von der Leyen e l'Ad di Pfizer

AGI - L'Ombudsman, il difensore civico dell'Unione europea, Emily O'Reilly, chiede di fare chiarezza sullo scambio di messaggi tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e l'amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. Il caso - di cui dà conto Politico - è nato in seguito a un articolo del New York Times di aprile in cui dava notizia di uno scambio di telefonate e messaggi tra von der Leyen e Bourla. Ma quando è stata presentata una richiesta di accesso ai messaggi, la Commissione ha affermato di non averne traccia. I messaggi di testo, ha sostenuto Palazzo Berlaymont, sono generalmente "di breve durata" e in linea di principio esclusi dall'archivizione.      Il rifiuto della Commissione ha portato a una denuncia al difensore civico che ha aperto un'indagine. Il caso diventa ancora più scomodo alla luce dell'esperienza di von der Leyen: già nel 2019 fu criticata dopo che emerse che un cellulare, ritenuto prova chiave in uno scandalo di appalti al ministero della Difesa tedesca che lei guidava, era stato ripulito.       In una lettera alla presidente della Commissione, O'Reilly ha scritto che è "necessario" che il suo team di inchiesta incontri i funzionari e ottenga una spiegazione della "politica della Commissione sulla tenuta dei registri dei messaggi di testo e su come questa politica venga attuata". Il difensore civico insisterà anche sulla possibilità di ottenere i testi dei messaggi richiesti.
Cubana arrestata dalla Polizia: ha dato fuoco al compagno
Cronaca
18-09-2021, 11:59

Cubana arrestata dalla Polizia: ha dato fuoco al compagno

AGI -  Lo ha attirato in una stanza, lo ha cosparso di alcol etilico, gli ha dato fuoco con un accendino e se n'è andata di casa. Vittima l'ex compagno che voleva chiudere la relazione. N.G.A., cubana di 38 anni, è stata rintracciata e arrestata dagli agenti del commissariato Anzio/Nettuno: ora la donna è rinchiusa nel carcere di Rebibbia.   Pochi giorni fa, al pronto soccorso dell'Ospedale di Anzio, è giunto un uomo con delle gravi ustioni su tutto il corpo; lo stesso, prima di essere traferito nella terapia intensiva di un ospedale specializzato della capitale, ha raccontato di essere rimasto vittima dell'esplosione della caldaia domestica. Gli investigatori del locale commissariato, diretto da Andrea Sarnari, non hanno pero' creduto alla sua versione ed hanno avviato una serie di accertamenti: la caldaia è risultata perfettamente integra ed anche alcune testimonianze hanno escluso l'incidente.       Alla fine la vittima si è decisa a raccontare la verità: era stata la partner, incapacce di rassegnarsi alla fine della relazione ed al culmine dell'ennesima lite, ad attirarlo con uno stratagemma e a dargli fuoco. La donna è poi fuggita di casa senza chiamare i soccorsi ed è tornata solo il mattino dopo. L'uomo era ancora lì, gravemente ustionato ma vivo. Ed è stata lei stessa ad accompagnarlo al pronto soccorso.      Chiuso il cerchio delle indagini, condotte con il coordinamento del sostituto procuratore di Velletri Giovanni Taglialatela, la procura ha chiesto ed ottenuto dal gip del Tribunale una misura cautelare per N.G.A.  
Secondo la Cgia sono a rischio usura 176 mila imprese, una su tre al Sud
Economia e Finanza
18-09-2021, 10:35

Secondo la Cgia sono a rischio usura 176 mila imprese, una su tre al Sud

AGI - Sono poco meno di 176.400 le imprese italiane che si trovano in sofferenza; tra queste una su tre è ubicata al Sud. Lo afferma la Cgia, secondo cui Roma, Milano, Napoli e Torino sono le realtà territoriali maggiormente in difficoltà.  Secondo lo studio di Cgia, si tratta di società non finanziarie e famiglie produttrici che sono state segnalate come insolventi dagli intermediari finanziari alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia. Una “bollinatura” che, per legge, non consente a queste aziende di accedere ad alcun prestito erogato dal canale finanziario legale. Pertanto, non potendo beneficiare di liquidità, rischiano, molto più delle altre, di chiudere o di scivolare tra le braccia degli usurai. A livello provinciale il numero più elevato di imprese segnalate come insolventi si concentra nelle grandi aree metropolitane. Al 31 marzo scorso, Roma era al primo posto con 13.310 aziende: subito dopo Milano con 9.931, Napoli con 8.159, Torino con 6.297, Firenze con 4.278 e Brescia con 3.444. Le province meno interessate da questo fenomeno, invece, sono quelle che, in linea di massima, sono le meno popolate: come Belluno (con 360 aziende segnalate alla Centrale Rischi), Isernia (333), Verbano-Cusio-Ossola (332) e Aosta (239). Analizzando i dati per ripartizione territoriale appare che l'area più a “rischio” è il Sud: qui si contano 57.992 aziende in sofferenza (pari al 32,9 per cento del totale), seguono il Centro con 44.854 imprese (25,4 per cento del totale), il Nordovest con 43.457 (24,6 per cento del totale) e infine il Nordest con 30.070 (17 per cento del totale). Secondo Cgia, sebbene con le sole denunce effettuate all'Autorità giudiziaria non sia possibile dimensionare con precisione il fenomeno dell'usura, dopo la forte contrazione registrata tra il 2016 e il 2018, successivamente le stesse sono tornate a crescere. Ancorché il numero assoluto sia molto inferiore delle punte registrate nella prima parte del decennio scorso, secondo il Ministero dell'Interno nel 2020, annus horribilis dovuto alla pandemia, le denunce sono salite a 222 (+16,2 per cento rispetto al 2019). Cgia segnala che l'anno scorso tra tutti i reati contro il patrimonio, le denunce per usura e le truffe, in particolar modo quelle informatiche, sono state le uniche a registrare una variazione positiva. La Cgia fa poi notare che quest'anno il mese di settembre è in assoluto il più ricco di scadenze fiscali, anche perché riprende l'attività di riscossione e notifica di nuove cartelle esattoriali da parte dell'Agenzia delle Entrate. Entro il 15 e il 16 settembre scorsi le imprese (soggette agli ISA, ovvero agli ex studi di settore) dovevano pagare l'Irpef, l'Ires, l'Irap e l' Iva. Lunedì prossimo, invece, sarà l'ultimo giorno utile per il ravvedimento breve e il 30 settembre è prevista la scadenza per il versamento delle rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio scadute il 31 luglio 2020: "Un vero e proprio tour de force che potrebbe mettere in seria difficoltà la tenuta finanziaria di tantissime attività che, tradizionalmente, sono a corto di liquidità: soprattutto in questa fase economica così delicata". La Cgia nota poi che l'aumento dei prestiti alle imprese si è esaurito. Dopo il crollo degli impieghi bancari alle imprese avvenuto tra il novembre 2011 e il febbraio del 2020 (-305,3 miliardi pari a una contrazione del 30 per cento), risulta interessante verificare l'andamento registrato nei mesi successivi all'avvento del Covid. Dopo l'introduzione delle misure messe a punto dal governo Conte bis (marzo 2020), lo stock ha cominciato a crescere raggiungendo il picco massimo a novembre 2020, per poi iniziare una lenta discesa fino allo scorso mese di luglio quando è stato sotto quota 743 miliardi di euro. "In altre parole - sostiene la Cgia - possiamo affermare  che, ad oggi, l'azione di sostegno alle imprese in materia di credito si è esaurita". Rispetto alla Banca d'Italia - prosegue lo studio - sul fronte dei prestiti garantiti la Task Force composta da MEF, MISE-Medio Credito Centrale, ABI e SACE aggiorna con maggiore frequenza i propri dati in materia di credito alle Pmi. Attraverso “Garanzia Italia”, ad esempio, fino al 7 settembre scorso le domande presentate dalle grandi imprese sono state 3.009 e i volumi dei prestiti garantiti messi in campo da SACE hanno raggiunto i 28 miliardi di euro circa. Sempre alla stessa data, grazie al “Cura Italia” e al “Decreto Liquidità”, al Fondo di Garanzia per le Pmi sono invece giunte 2.326.013 domande che hanno “generato” 191,1 miliardi di finanziamenti. Questi ultimi dati includono anche i mini prestiti fino a 30 mila euro che, invece, hanno registrato 1.167.705 domande, consentendo l'erogazione di 22,7 miliardi di finanziamenti. Per evitare che la platea di queste aziende in difficoltà aumenti, la Cgia spera che il Governo Draghi  potenzi le risorse a disposizione del “Fondo di prevenzione dell'usura” e aiuti le banche a sostenere le imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione. Grazie all'attivazione di queste due misure, lo stock complessivo delle aziende in sofferenza non dovrebbe crescere. In 22 anni di vita, l'importo medio di prestiti erogati da questo fondo è stato di circa 50.000 euro per le Pmi e 20.000 euro per cittadini e famiglie. Lo stesso si alimenta in prevalenza con le sanzioni amministrative di antiriciclaggio e valutarie. Dal 1998 al 2020, ai Confidi e alle Fondazioni lo Stato ha erogato 670 milioni di euro; tali risorse hanno garantito finanziamenti per un importo complessivo pari a  circa 2 miliardi di euro. Nel 2020 ai due enti erogatori (Confidi e Fondazioni) sono stati assegnati complessivamente 32,7 milioni di euro: di cui 23 milioni ai primi e 9,7 milioni di euro ai secondi2.  "Cifre importanti che, però - afferma la Cgia - andrebbero implementate: il Covid, purtroppo, ha spinto molte aziende sull'orlo del fallimento. Attività che se non aiutate rischiano di scivolare nell'insolvenza o, nella peggiore delle ipotesi, nella rete tesa da coloro che vogliono impossessarsene con l'inganno, alimentando così l'economia criminale".  
È morto l'ex presidente algerino Bouteflika, per 20 anni al potere
Estero
18-09-2021, 10:15

È morto l'ex presidente algerino Bouteflika, per 20 anni al potere

AGI - L'ex presidente algerino Abdelaziz Bouteflika è morto venerdì all'età di 84 anni. Dalla sua caduta nell'aprile 2019 sotto la pressione dell'esercito e della strada, Bouteflika era rimasto trincerato in solitudine nella sua residenza a Zeralda, a ovest di Algeri. La sua caduta era diventata inevitabile dopo settimane di manifestazioni di massa contro il suo desiderio di correre per un quinto mandato di cinque anni. È stato presidente per 20 anni prima di essere cacciato da moti di piazza quando ha annunciato di volersi candidare per un quinto mandato.  Queste le tappe principali della sua vita - 2 marzo 1937: nasce a Oujda (Marocco), in una famiglia originaria di Tlemcen (Algeria occidentale). - 1956: si unisce all'Esercito di Liberazione Nazionale (ALN), l'ala militare del FLN, che combatte contro la presenza coloniale francese in Algeria. - 1962-63: Ministro della Gioventù, dello Sport e del Turismo nel primo governo del presidente Ahmed Ben Bella. - 1963-79: Ministro degli Affari Esteri nei governi Ben Bella e Boumédiène - 1981-87: rimosso dal potere, esiliato a Dubai e Ginevra. - 1999: Eletto Presidente della Repubblica in aprile, dopo che tutti i suoi oppositori si sono ritirati, denunciando le condizioni in cui è stato organizzato il voto. A settembre, ha fatto approvare con un referendum l'amnistia degli islamisti dopo la guerra civile (1992-1999). - 2004: rieletto presidente. Sarà rieletto nel 2009 e nel 2014, dopo una revisione della Costituzione che non limita più a due il numero dei mandati presidenziali. - 2005: ricoverato d'urgenza all'ospedale di Parigi dopo un'emorragia gastrica. - 2013: Vittima di un ictus che lo lascia con gravi postumi. - 2 aprile 2019: si dimette, spinto dal capo dell'esercito, dopo sei settimane di mobilitazione massiccia degli "Hirak" contro il suo tentativo di correre per un quinto mandato. - 17 settembre 2021: muore all'età di 84 anni. Mai un presidente algerino ha regnato così a lungo. Bouteflika ha preso il timone dell'Algeria nel 1999, coronato da un'immagine di salvatore in un paese lacerato dalla guerra civile. Vent'anni dopo, è stato spodestato spietatamente dall'esercito, il pilastro del regime, sotto la pressione di un movimento di protesta senza precedenti ("Hirak").
La lotta della California per salvare le sequoie giganti dagli incendi
Estero
18-09-2021, 10:13

La lotta della California per salvare le sequoie giganti dagli incendi

AGI - Pompieri al lavoro per salvare gli alberi più grandi del mondo, le sequoie giganti della California, minacciate negli ultimi giorni dalla diffusione di un incendio che sembra difficile da domare.  "Abbiamo centinaia di vigili del fuoco dispiegati nella zona, che stanno dando il massimo", ha detto Mark Garrett, un portavoce dei vigili del fuoco californiani che combattono l'incendio, soprannominato "KNP". Le fiamme hanno già consumato circa 46 chilometri quadrati di vegetazione, ed è il risultato di due fulmini caduti una settimana fa ai margini del Sequoia National Park nella California centrale.  "La nostra sfida più grande era il terreno (ripido). Ma non abbiamo avuto a che fare con un fuoco esplosivo, le fiamme sono diminuite di intensità, il che ci ha permesso di fare progressi", ha spiegato. Il Sequoia National Park ospita circa 2.000 sequoie giganti, che crescono solo in questa parte del mondo e sono considerate gli alberi più grandi che esistono oggi. Negli ultimi giorni, i vigili del fuoco hanno eliminato la boscaglia e fatto altri lavori per preservare questi giganti, alcuni dei quali hanno dai 2.000 ai 3.000 anni. Hanno persino drappeggiato una copertura protettiva ignifuga sulla base del "General Sherman": con 83 metri di altezza e un diametro di 11 metri alla base, è considerato dagli esperti l'albero più grande del mondo. The world's largest tree was wrapped in foil to protect it from California wildfires. "General Sherman" is 2,500 years old and 275 feet tall. A wildfire last year killed about 10,000 sequoia trees, some thousands of years old. Now the Colony fire is threatening 2,000 more. pic.twitter.com/vYkCGZBqQo — AJ+ (@ajplus) September 17, 2021 Sostenuti da risorse aeree, i circa 600 vigili del fuoco mobilitati hanno anche dispiegato attrezzature per tenere le fiamme lontane dal parco naturale, che rimane chiuso al pubblico. Gli incendi a bassa intensità non sono di solito sufficienti a danneggiare le sequoie giganti, che sono "naturalmente adattate" a tali disastri con la loro corteccia molto resistente, che può essere spessa fino a un metro. Le sequoie hanno bisogno di piccole fiamme per riprodursi: il calore (spesso derivante dai fulmini) fa sì che i coni caduti a terra scoppino come popcorn e rilascino centinaia di semi.  Nell'agosto 2020, un enorme incendio chiamato Castle Fire ha bruciato 700 chilometri quadrati del Sequoia Park. Secondo un'analisi delle immagini satellitari, tra 7.500 e 10.000 sequoie sono state distrutte dalle fiamme, almeno il 10% della popolazione mondiale di questa specie. Via @CalMatters California wildfires ignite an insurance crisis https://t.co/gYWk7uqFzD pic.twitter.com/BEWSyTOhcB — CAfirescience (@CaFireScience) September 15, 2021  Il Dixie Fire, scoppiato a metà luglio nel nord della California, sta ancora bruciando e ha già coperto quasi 3.900 chilometri quadrati . Sta per diventare il più grande incendio nella storia dello Stato americano.
Il patto di Generali sale al 12,3% dopo l'adesione di Fondazione Crt
Economia e Finanza
18-09-2021, 10:12

Il patto di Generali sale al 12,3% dopo l'adesione di Fondazione Crt

AGI - Il gruppo Generali ha comunicato l'adesione di Fondazione Crt, col suo 1,232%, al patto parasociale di consultazione fra il Gruppo Caltagirone e la Delfin di Del Vecchio. Con l'entrata dell'ente torinese il patto rappresenta ora il 12,334% del capitale del gruppo assicurativo.  Continuano dunque le manovre in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione  di Generali e della governance della pricipale compagnia assicurativa del Paese dopo le novità introdotte dallo statuto che prevedono la presentazione di una lista da parte del Consiglio stesso. Uno dei punti centrali del 'cantiere' Generali è il ruolo del group ceo, Philippe Donnet, che ha dato disponibilità per un nuovo mandato (il terzo) ma che è nel mirino di due dei principali azionisti del gruppo: il vicepresidente, Francesco Gaetano Caltagirone, e il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio.  I due imprenditori nei giorni scorsi hanno annunciato il Patto di consultazione - al quale adesso ha aderito anche la Fondazione Crt - sulle proprie quote attuali (pari a circa l'11%) e future, in vista dell'assemblea di primavera 2022 per eleggere il cda. Del Vecchio e Caltagirone, ha ricordato un recente report di Equita, ritengono che Generali debba crescere per linee esterne per accorciare le distanze rispetto a rivali come Axa, Allianz e Zurich, e che sia necessaria una discontinuità manageriale per fare un salto dimensionale, contestando a Donnet una crescita dimensionale troppo lenta). "Se si concretizzasse lo scenario con la presentazione di 3 liste distinte (una espressione del board con la conferma di Donnet, 'soci privati' e Assogestioni), gli investitori istituzionali (che pesano per oltre il 40% del capitale) avranno un ruolo determinante". Di fronte al mercato il manager francese si fa forte dei risultati ottenuti: non solo ritiene di aver portato a termine, in sintonia con le linee guida approvate dall'intero cda, due piani strategici, ma è pronto anche a rimarcare quello che è stato fatto. Dalla sua nomina alla scorsa settimana, è il ragionamento, Generali ha avuto un total return per gli azionisti pari al 103%, superiore a quello delle altre compagnie assicurative (la seconda è Zurich, col 99%), mentre il titolo è salito del 57% rispetto al 20% dello Stoxx 600 Assicurazioni. "Il cda dovrà decidere se rinnovare o no Philippe Donnet come ad nei prossimi mesi, tenenedo in mente che è chiamato a presentare il nuovo piano strategico il 15 dicembre", sottolinea un report di Oddo. "Sotto la leadership di Donnet Generali ha raggiunto buoni risultati e portato avanti diverse operazioni di crescita esterna", continuano gli analisti, che rimarcano come, nonostante la crisi legata alla pandemia, il Leone sia sulla buona strada per raggiungere anche quelli pre il 2021. "Un rinnovo di Donnet sarebbe una buona notizia per il gruppo e rimane il nostro scenario più probabile", spiega Oddo, secondo cui una sostituzione del manager francese "sarebbe non giustificata e logicamente percepita male dagli investitori". Quello che rimane da chiarire è che strada sceglierà Mediobanca, primo socio del gruppo assicurativo con una quota di quasi il 13%, e anche da che parte si schiereranno altri importanti azionisti di peso, come la famiglia Benetton (3,97%) del capitale e il gruppo De Agostini. Un compromesso fra Piazzetta Cuccia e il duo Del Vecchio-Caltagirone (ora appoggiato anche dalla Fondazione Crt) che dopo i recenti acquisti pesano per quasi il 25% del capitale della banca d'affari, potrebbe secondo Kepler, "facilitare una possibile fusione fra Mediobanca e Banca Generali, che rappresenterebbe un'operazione trasformativa" per l'istituto milanese, "rafforzandone la posizione nel risparmio gestito e portando a una rivalutazione complessiva delle sue azioni". La prossima tappa in calendario è fissata per lunedì 27 settembre, quando i consiglieri si vedranno e potranno sancire definitivamente la propria posizione. 
Oxford e Cambridge non sono più le università migliori in Gran Bretagna
Estero
18-09-2021, 10:11

Oxford e Cambridge non sono più le università migliori in Gran Bretagna

AGi - L'Università di St Andrews in Scozia ha fatto la storia: per la prima volta in quasi 30 anni, Oxford e Cambridge sono state scalzate dalla vetta nella classifica dei migliori atenei britannici. L'università scozzese ha ottenuto il punteggio più alto per la soddisfazione degli studenti, la ricerca, la qualità dell'insegnamento, gli standard di ingresso e i risultati dei laureati. We are absolutely thrilled to have been ranked top in @thetimes and @thesundaytimes Good University Guide rankings of English Departments in the UK! Warm congratulations to all our staff and students on this achievement. pic.twitter.com/OnoYiRQAu8 — School of English (University of St Andrews) (@staenglish) September 17, 2021 Fondata agli inizi del XV secolo, St Andrews è stata costantemente tra le prime tre nella guida del Times e del Sunday Times negli ultimi anni. Tra i suoi ex alunni, il principe William e Kate Middleton - che proprio lì si conobbero - e l'ex premier scozzese Alex Salmond.
Un volo Air France è stato costretto a un atterraggio di emergenza
Estero
18-09-2021, 07:14

Un volo Air France è stato costretto a un atterraggio di emergenza

AGI - Un aereo di Air France diretto a Parigi ha dovuto tornare indietro dopo il decollo da Pechino a seguito di un "incidente tecnico", ha detto la compagnia aerea, aggiungendo che l'aereo era atterrato "normalmente". L'equipaggio del volo Boeing-777 AF393 "ha deciso di tornare a Pechino dopo 14 minuti di volo a causa del rilevamento di un incidente tecnico," ha detto in un comunicato. Secondo il Beijing Daily, "un'esplosione è stata sentita nella parte posteriore della cabina e fumo nero è stato rilasciato" all'interno dell'aereo. "Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito", ha scritto il giornale locale. Air France non ha commentato la notizia, né lo hanno fatto le autorità aeroportuali cinesi.  Secondo il comunicato stampa di Air France, i clienti sono stati presi in carico dalla compagnia "e saranno reindirizzati a Parigi il più presto possibile". "I lavori di manutenzione saranno eseguiti sull'aereo in questione prima di essere rimesso in servizio", ha aggiunto il vettore, senza specificare se intendeva utilizzare lo stesso aereo per i passeggeri bloccati. Il volo doveva inizialmente arrivare a Parigi alle 7.45 ora locale.
Perché la Francia ha richiamato gli ambasciatori in Usa e Australia
Estero
18-09-2021, 06:57

Perché la Francia ha richiamato gli ambasciatori in Usa e Australia

AGI - La Francia ha richiamato i suoi ambasciatori negli Stati Uniti e in Australia per consultazioni in reazione al patto militare Usa-Gb-Australia. Si tratta di un passo molto serio che rivela la fortissima irritazione francese verso i due alleati, soprattutto per una commessa sfumata da oltre 30 miliardi di euro.  Il presidente Emmanuel Macron ha ordinato il richiamo degli ambasciatori, come ha riferito il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, dopo che Canberra ha rinunciato a un ordine di sottomarini per il Naval Group francese a favore di sottomarini statunitensi. La mossa sorprende gli americani. La Casa Bianca ha fatto trapelare il suo "rammarico" per il richiamo dell'ambasciatore francese, ma ha detto che gli Stati Uniti lavoreranno per risolvere la disputa diplomatica.  "Ci dispiace che abbiano fatto questo passo, continueremo a essere impegnati nei prossimi giorni per risolvere le nostre differenze, come abbiamo fatto in altri punti nel corso della nostra lunga alleanza", ha spiegato un funzionario della Casa Bianca, parlando a condizione di anonimato.  Le Drian ha spiegato in un comunicato che la decisione è stata presa per richiamare "immediatamente" i due ambasciatori francesi a causa della "gravità eccezionale degli annunci fatti il 15 settembre da Australia e Stati Uniti".  L'abbandono del progetto di sottomarino di classe oceanica su cui Australia e Francia stavano lavorando dal 2016 costituisce "un comportamento inaccettabile tra alleati e partner", ha detto il ministro. "Le conseguenze colpiscono il concetto stesso che abbiamo delle nostre alleanze, delle nostre partnership, e l'importanza dell'Indo-Pacifico per l'Europa", ha lamentato il titolare del Quai d'Orsay. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato mercoledì la nuova alleanza di difesa Australia-Usa-Gb, che estende la tecnologia dei sottomarini nucleari degli Stati Uniti all'Australia, così come la difesa cibernetica, l'intelligenza artificiale applicata e le capacità sottomarine. Il patto è ampiamente visto come volto a contrastare l'ascesa della Cina. La mossa ha fatto infuriare la Francia, che ha perso un contratto per la fornitura di sottomarini convenzionali all'Australia che valeva 50 miliardi di dollari australiani (31 miliardi di euro) quando è stato firmato nel 2016. I richiami dell'ambasciatore francese negli Stati Uniti e dell'Australia, alleati chiave della Francia, sono senza precedenti. "È davvero una pugnalata alle spalle", ha detto giovedì Le Drian, "avevamo stabilito un rapporto di fiducia con l'Australia, questa fiducia è stata tradita". 
Arriva la clausola di salvaguardia per le aziende in crisi
Economia e Finanza
18-09-2021, 06:54

Arriva la clausola di salvaguardia per le aziende in crisi

AGI - Da lunedì le imprese potranno presentare domanda per richiedere gli incentivi previsti dai nuovi Contratti di sviluppo. Lo prevede il decreto publicato dal ministero dello Sviluppo economico, la cui principale novità è la clausola per le imprese che si impegneranno, nel caso di un incremento occupazionale delle loro attività, ad assumere prima persone che percepiscono interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi al ministero.     L'indirizzo di Giorgetti Viene così data applicazione all'atto di indirizzo del ministro Giancarlo Giorgetti rivolto a tutte le direzioni generali del ministero che emanano provvedimenti relativi alla riconversione e reindustrializzazione di aree territoriali del Paese attraverso la concessione di incentivi e agevolazioni.  "Le imprese italiane potranno contare da lunedì su due strumenti importanti che il ministero dello Sviluppo economico mette a disposizione per sostenere il rilancio, l'occupazione e la crescita economica del Paese", ha commentato il viceministro al Mise Gilberto Pichetto, a seguito del via libera agli incentivi. "Il ministero dello Sviluppo economico - spiega Pichetto - sostiene le imprese italiane finanziando due strumenti importanti: i nuovi contratti di sviluppo, con la clausola voluta dal ministro Giorgetti per quelle imprese che si impegneranno ad assumere in via prioritaria i lavoratori di aziende in crisi e il fondo grandi imprese in difficoltà, per il rilancio delle grandi aziende in temporanea difficoltà, o in amministrazione straordinaria, a causa dell'emergenza Covid. Il governo ha un progetto molto chiaro per il rilancio del paese: penso che tutta l'economia possa trarne vantaggio". I due articoli del decreto Nel dettaglio, il decreto è composto da due articoli e dispone, "a partire dalle ore 12.00 del giorno 20 settembre 2021, la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazione a valere sul Contratto di sviluppo per i quali, con il decreto del 4 agosto 2021 citato in premesse, era stata disposta la chiusura". E, si legge, prevede che i "beneficiari, nel caso in cui sia previsto un incremento occupazionale, si impegnano a procedere prioritariamente, nell'ambito del rispettivo fabbisogno di addetti, e previa verifica dei requisiti professionali, all'assunzione dei lavoratori che risultino percettori di interventi a sostegno del reddito, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo, ovvero dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico". 
Rapine e assalti ai portavalori, chi è Max Leitner
Cronaca
18-09-2021, 06:54

Rapine e assalti ai portavalori, chi è Max Leitner

AGI - “Sono veramente la più povera vittima di ingiustizia di tutti i tempi”. Era la frase più significativa di quel videomessaggio risalente ad ormai dieci anni fa quando Max Leitner chiese la grazia all'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Max Leitner, 63 anni di Elvas nei pressi di Bressanone, noto per le sue cinque evasioni dal carcere e per questo soprannominato il ‘Vallanzasca dell'Alto Adige' oppure ‘Robin Hood' per il mondo tedesco, ha subito condanne per aver assaltato furgoni portavalori e rapinato istituti di credito tra la fine degli anni Ottanta e il 2013 tra Austria e nord Italia. Adesso un nuovo arresto, nel cuore di questa notte in zona industriale a Bolzano nei pressi di un locale notturno, lo ‘Showgirl Discosexy'. Ad allertare la Polizia di Stato è stata una prostituta nigeriana che, appartatasi assieme ad un cliente, ha udito esplodere colpi da un'autovettura. Nel corso delle ricerche dell'autore dell'esplosione dei colpi, la pattuglia della Polizia ha fermato un'autovettura con a bordo Max Leitner ed un uomo di nazionalità austriaca. A seguito della perquisizione sono stati trovati una pistola, un fucile e un teaser. Leitner ha avuto una colluttazione con i quattro agenti intervenuti ed il buttafuori del locale. L'arresto e il ritorno in un carcere a lui conosciuto, quello di via Dante a Bolzano con l'accusa di detenzione abusiva di armi e resistenza a un pubblico ufficiale. La carriera criminale di Leitner era iniziata nel 1988 con le prime rapine commesse nelle vallate di casa. Nell'agosto del 1990 il rocambolesco assalto ad un portavalori in territorio austriaco che trasportava 90 milioni di scellini. All'uscita dell'autostrada di Innsbruck sud scaturì una sparatoria con gli uomini della gendarmeria austriaca. Leitner venne condannato a 12 anni di carcere ma dopo pochi giorni fuggì definendo il carcere tirolese una “prigione medioevale”. Successivamente alla frontiera di Prato alla Drava si consegnò alla giustizia italiana che lo tradusse in carcere a Bolzano. Nel 1992 la seconda evasione sfruttando la tecnica dei lenzuoli. La nuova latitanza durò sei mesi prima del nuovo arresto a Padova dove rimaste fino al 2 giugno del 2002, data della terza evasione a seguito di un permesso premio. Ai primi di luglio del 2002, Leitner assieme a due complici rapinò la Cassa Raiffeisen di Molini di Tures in Alto Adige rubando circa 30.000 euro. Nella rocambolesca fuga a bordo di una Fiat Uno rubata, Leitner cercò di nascondersi in un campo di mais ma venne catturato dai carabinieri e quindi trasferito nel carcere di Bergamo. La permanenza nella cella della struttura bergamasca durò due mesi perché Max fuggì nuovamente, questa volta supportato dal clan Radosta. Il 29 dicembre 2004, Leitner ed Emanuele Radosta vennero arrestati a Rabat in Marocco: l'evasione costò ulteriori 3 anni e 8 mesi di reclusione. La quinta evasione il 27 ottobre 2011. Leitner scappò dal carcere di Asti dov'era rinchiuso dal giugno 2007. Il ‘Vallanzasca dell'Alto Adige' si fece appoggiare da don Giuseppe Bussolino, cappellano della struttura penitenziaria. Il motivo era quello di recarsi nella natia Elvas per incontrare la madre Frieda, scossa per la morte del marito, padre di Max, avvenuta due mesi prima. Al termine del permesso il ‘Re delle evasioni', però, non rientrò. La latitanza del pluri-rapinatore terminò dopo 42 giorni: alle ore 7,50 del 7 dicembre del 2011 i carabinieri di Bolzano lo scovarono in un appartamento della villetta del cugino Erwin Heinrich Purer a Vandoies di Sopra in Alto Adige. Pochi giorni prima dell'arresto di dieci anni fa Leitner, attraverso un video postato su Youtube girato in una grotta, chiese la grazia al Capo dello Stato: “Egregio dottor Giorgio Napolitano, Capo dello Stato, sono Max Leitner una povera vittima di persecuzione. Le chiedo gentilmente di provvedere se potrò ottenere la grazia per poter vivere una vita normale e leale”. Nel video, inviato al quotidiano in lingua tedesca di Bolzano, Suedtiroler Tageszeitung, si era rivolto ai suoi ‘amici di Facebook' (circa quattromila utenze), dicendo, ‘purtroppo sono gravemente ammalato e la salute e' precaria. Vorrei chiarire che non è vero che sono scappato, sono fuggito dalla giustizia italiana che mi sta trattando come un uomo che ha ammazzato una persona” per poi aggiungere, “io non sono un traditore, ho agito in questa maniera perché sono la più povera vittima di ingiustizia di tutti i tempi”. Il video si era concluso, “la vittima sono io, vi saluto, Max Leitner”. Su Youtube è presente un video, postato dall'altoatesino Markus Dorfmann, dedicato al rapinatore ‘Max Leitner Tribute' con un ritornello: ‘Max corri, Max corri, non farti più prendere, Max corri, max corri, tu sei libero”. (AGI) BZ1/
Esposto ad Amsterdam un disegno di Van Gogh mai visto prima
Cultura e Spettacolo
18-09-2021, 06:53

Esposto ad Amsterdam un disegno di Van Gogh mai visto prima

AGI - Scoperto in una collezione privata che lo custodiva da oltre 100 anni, un disegno di Vincent Van Gogh è esposto per la prima volta al museo omonimo di Amsterdam. Il piccolo studio a matita, datato novembre 1882, ritrae un uomo anziano, stanco e triste. "È la prima volta che questo disegno esce alla luce del sole. Non era mai stato esposto da nessuna parte" ha riferito Teio Meedendorp, un esperto del museo. La famiglia di nazionalità olandese, che ha preferito rimanere anonima, è in suo possesso da oltre 100 anni e non lo aveva mai prestato; sarà restituito dopo la fine delle mostra, il 2 gennaio. Acquisito nel 1910, dopo oltre un secolo i suoi attuali proprietari hanno risposto all'appello lanciato dal museo Van Gogh ai collezionisti privati per arricchire la banca dati in suo possesso, chiedendo a loro volta l'autenticazione del disegno. È particolarmente interessante in quanto documenta il periodo olandese, quello del debutto del celebre pittore e maggiormente sconosciuto: per questo suscita crescente interesse.  Lo studio raffigura un vecchio contadino seduto su una sedia di legno, schiena curva, che si tiene la testa con due mani. Il museo Van Gogh era già in possesso di un altro disegno simile, intitolato 'Contadino stanco' ('Worn Out'), del resto un tema a lui molto caro, trattato di frequente nella sua arte. "Siamo fieri di condividere con i visitatori questo disegno dei suoi inizi e la sua storia" ha dichiarato la direttrice del museo, Emilie Gordenker, che ha definito il ritrovamento un evento "piuttosto raro". Grazie alla lettere inviate da Van Gogh all'amato fratello Theo, gli esperti avevano intuito che esistesse una seconda versione del 'Contadino stanco'. "Scoprirlo è stata una totale sorpresa, un colpo di fortuna" ha sottolineato Meedendorp. I due disegni, ricongiunti il tempo di una mostra, fanno parte di una serie di centinaia e centinaia di schizzi realizzati da Van Gogh negli anni in cui viveva all'Aja: all'epoca il 29enne si stava formando come mercante d'arte e cercava di disegnare. Autenticarlo non è stato molto difficile per la qualità della carta, il tipo di matita utilizzata e le tracce tipiche del modo in cui l'artista fissava la carta sul suo tavolo da disegno. La famiglia, che lo acquistò da un collezionista famoso, Henk Bremmer, lo ha sempre conservato, trasmettendolo di generazione in generazione. 
Palombelli si scusa per le frasi sui femminicidi, "ma si prevenga"
Cronaca
17-09-2021, 23:07

Palombelli si scusa per le frasi sui femminicidi, "ma si prevenga"

AGI - Barbara Palombelli si scusa con Mediaset e con tutti i telespettatori di Forum per le frasi sui femminicidi pronunciate nel corso del programma dove si discuteva una causa sul tema delle violenze. Lo fa attraverso un intervento a 'Quarto grado' ospite di Gianluigi Nuzzi dove però chiede “a tutti” di fare “un grande passo avanti e andare a capire come disinnescare questa rabbia o violenza prima che diventi femminicidio".  "Chiedo scusa se non era chiaro abbastanza - ha detto la 67enne giornalista e conduttrice - chiedo scusa all'azienda e a tutti coloro che hanno creduto che io fossi quella persona lì, non sono quella persona, sono sempre io". I dubbi della conduttrice La conduttrice di Forum nel corso della puntata andata in onda giovedì 16 settembre aveva sostenuto che "a volte è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati? Oppure c'è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall'altra parte? È una domanda, dobbiamo farcela per forza, in questa sede, un tribunale". Le frasi hanno scatenato una serie di polemiche e richieste di scuse bipartisan.  In tarda mattinata Barbara Palombelli era intervenuta con un post sui social dove sottolineava che "quando un uomo o una donna (ieri a Forum era la protagonista donna ad esercitare violenza sul coniuge) non controllano la rabbia dobbiamo interrogarci. Stabilire ruoli ed emettere condanne senza conoscere i fatti si puo' fare nei comizi o sulle pagine dei social, non in tribunale. E anche in un'aula televisiva si ha il dovere di guardare la realtà da tutte le angolazioni". La precisazione A Quarto Grado la conduttrice di Forum ha voluto prendere le distanze da qualsiasi tipo di violenza raccontando il proprio percorso professionale: "Ho iniziato occupandomi del delitto del Circeo", poi ha spiegato di aver adottato tre figli che provenivano da un percorso di maltrattamenti. "Sono stata accusata nientemeno di essere complice dei femminicidi, di assolvere uomini che usano violenza sulle donne - ha detto Palombelli - questo tradisce tutta la mia vita, io ho dedicato tutta la mia vita a contrastare la violenza sulle donne, sui bambini. Ho portato in casa mia tre bambini che erano vittime di violenza, sono diventati miei figli. Nel lavoro ho sempre difeso le donne". Infine l'invito a prevenire i comportamenti che possono sfociare in femminicidi: "dobbiamo insegnare alle nostre figlie che il primo gesto di quell'uomo va interpretato e decodificato, portato dallo psicologo, curato", ha spiegato, "già dal primo gesto, la prima parolaccia, il primo alzare uno schiaffo. Prevenire i comportamenti e quindi curarli". 
Gli esperti dell'Fda frenano sulla terza dose di Pfizer per tutti gli americani
Estero
17-09-2021, 22:53

Gli esperti dell'Fda frenano sulla terza dose di Pfizer per tutti gli americani

AGI - Il panel di esperti indipendenti della Food and Drug Administration, l'agenzia federale Usa che si occupa dei farmaci, ha respinto la proposta di offrire una terza dose del vaccino contro il Covid-19 di Pfizer-BioNTech a tutti i cittadini di età superiore ai 16 anni. Gli esperti hanno affermato che sono necessari più dati per valutare l'opportunità di una campagna di richiami generalizzata ma, in una seconda votazione, hanno dato il via libera unanime alla somministrazione agli over 65 e ai soggetti ad alto rischio  L'amministrazione Biden aveva fatto sapere di voler iniziare a offrire il richiamo già dalla prossima settimana, una volta ricevuta l'autorizzazione delle autorità competenti. La decisione dell'Fda, che raramente diverge dalle conclusioni non vincolanti del panel, potrebbe arrivare già nelle prossime ore. La prossima settimana si riunirà invece il Centers of Disease Control and Prevention per valutare una questione che ha diviso la comunità scientifica. Pochi giorni prima la riunione del panel di esperti dell'Fda, era stato pubblicato su 'The Lancet' uno studio nel quale un gruppo di scienziati aveva sottolineato che la protezione del vaccino scema, col tempo, per le affezioni leggere ma continua a persistere per i sintomi gravi. Lo studio, firmato anche da due alti funzionari dell'Fda, concludeva quindi che una distribuzione di richiami su larga scala non è al momento opportuna. Le preoccupazioni degli esperti Il dibattito tra gli esperti, trasmesso in diretta streaming, ha visto alcuni membri del panel sostenere che i richiami andrebbero limitati agli ultrasessantenni, che sono a maggior rischio di sviluppare affezioni gravi. Altri hanno manifestato preoccupazione per i rischi di miocardite nei più giovani, affermando che sono necessari maggiori approfondimenti. Il dottor Hayley Gans, un membro con diritto di voto, si è detto "colpito" dalla richiesta dell'Fda di un esame sulla totalità delle informazioni presentate venerdì, in quanto alcuni dati, inclusi quelli sulla sicurezza, sono insufficienti. Phil Krause, un altro firmatario dello studio pubblicato su The Lancet, ha avvertito che molti dati non sono stati esaminati dall'agenzia federale o non sono stati sottoposti a peer-review. Le indicazioni arrivate da Israele Nei documenti resi noti dall'Fda mercoledì scorso, Pfizer aveva sottolineato che i casi osservati in Israele, dove a fine luglio è cominciata l'inoculazione della terza dose, mostravano che la protezione dall'infezione risaliva al 95% grazie al richiamo. La dottoressa Sharon Elroy-Preiss, del ministero della Salute israeliano, durante la riunione del panel ha affermato che la somministrazione della terza dose è stata decisa dopo aver assistito a un preoccupante aumento dei ricoveri tra quarantenni e cinquantenni pienamente vaccinati. Elroy-Preiss ha aggiunto che su 2,9 milioni di persone che hanno ricevuto il richiamo è stato registrato un solo caso di miocardite e che gli effetti collaterali sono stati per lo più moderati e transitori, non dissimili da quelli avvertiti dopo la seconda dose.
Draghi, sul clima si rischiano conseguenze catastrofiche
Politica
17-09-2021, 20:18

Draghi, sul clima si rischiano conseguenze catastrofiche

AGI - I Paesi firmatari degli accordi di Parigi non stanno rispettando gli impegni e "se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo quasi 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo: le conseguenze di un tale aumento delle temperature sarebbero catastrofiche": è l'avvertimento lanciato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo messaggio al Forum delle maggiori economie sull'Energia e il Clima, promosso da presidente americano, Joe Biden. "Con l'accordo di Parigi ci siamo impegnati a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali", ha ricordato Draghi, "la maggior parte dei nostri Paesi ha rinnovato questo impegno nelle recenti riunioni del G20. Tuttavia, dobbiamo essere onesti nei confronti di noi stessi e dei nostri cittadini: stiamo venendo meno a questa promessa".   Trasformare le economie Draghi ha lanciato l'allarme sul clima anche al vertice Eumed ad Atene. “Tutti gli studi - ha spiegato nel suo intervento, secondo quanto si apprende - mostrano che le conseguenze dei cambiamenti climatici sono devastanti. Dobbiamo muoverci velocemente e intraprendere una trasformazione radicale delle nostre economie in un tempo molto breve. L'ambizione è importante, ma ci sono costi significativi che dobbiamo coprire”. "Gli effetti dei cambiamenti climatici sono già molto chiari", ha osservato il premier, "negli ultimi 50 anni, il numero di disastri legati a eventi meteorologici si è quintuplicato. Gli incendi stanno divorando le foreste, dalla California all'Australia. E dalla Germania alla Cina, stiamo assistendo a inondazioni sempre più devastanti. L'Italia sta fronteggiando l'innalzamento del livello del mare a Venezia e lo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi. Gravi carenze idriche e siccità sono fenomeni sempre più frequenti e colpiscono in maniera sproporzionata alcuni paesi tra i più poveri del mondo, ad esempio in Africa".  Il caro bollette Nella conferenza stampa conclusiva del summit il premier è tornato anche sugli "aumenti significativi" per le bollette energetiche e ha spiegato che si è "discusso dell'aumento dei prezzi del gas naturale e delle esperienze che altri Paesi hanno con questo tema e di come fare per proteggere i più deboli". "Il ruolo della Commissione Ue è centrale, anche sul versante del potere di acquisto", ha spiegato, "la lezione dei vaccini è stata appresa, e devo dire che la Commissione nella seconda fase della campagna di acquisto dei vaccini è stata straordinaria. Una delle cose di cui si è parlato e vedere se questo ruolo di acquirente collettivo può essere esteso ad altre esperienze".
Alitalia mette in vendita il marchio, prezzo base fissato a 290 milioni di euro
Economia e Finanza
17-09-2021, 20:12

Alitalia mette in vendita il marchio, prezzo base fissato a 290 milioni di euro

AGI - Il marchio Alitalia è in vendita: da sabato 18 settembre e fino al 4 ottobre si possono presentare offerte vincolanti per il brand con mezzo secolo di storia che sarà ceduto entro fine anno. Il prezzo base è stato fissato a 290 milioni di euro ma saranno possibili rilanci e vincerà l'offerta con il prezzo più alto come è stato spiegato nel bando pubblicato su diversi quotidiani tra cui il Financial Times. Ovviamente tra i soggetti più interessati c'è la nuova compagnia ITA che decollerà il 15 ottobre e per lunedì ha convocato i sindacati per cercare un'intesa sui contratti.  Un'icona Il marchio di Alitalia, realizzato nel 1969 al posto del logo con la freccia alata, è un'icona di italianità con la sua A stilizzata con il tricolore. "Rappresenta un patrimonio valoriale e culturale storico, radicato nell'immaginario condiviso italiano", hanno scritto i commissari Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso spiegando che "questa operazione si prefigge di tutelare la persistenza del nome e del logo nel panorama del trasporto aereo". Il decreto infrastrutture prevede peraltro che sia solo una compagnia aerea a potersi aggiudicare il bando.  Due fasi per l'aggiudicazione Per l'aggiudicazione sono previste due fasi: nella prima saranno ammesse soltanto offerte vincolanti uguali o superiori al prezzo di gara; se questa andasse deserta, si aprirà una seconda fase che ammetterà offerte a prezzo inferiore. 
Covid: in Italia 4.552 nuovi casi e 66 morti, il tasso positività a 1,6%
Cronaca
17-09-2021, 18:23

Covid: in Italia 4.552 nuovi casi e 66 morti, il tasso positività a 1,6%

AGI -  Cala il numero dei nuovi contagi di Covid in Italia: sono stati 4.552 nelle ultime 24 ore, rispetto ai 5.117 precedenti; i tamponi effettuati sono stati 284.579, a fronte dei 306.267 di ieri, per cui il tasso di positivita scende dall'1,7% di ieri all'1,6% di oggi. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute, che oggi registra 66 morti (ieri 67) per un totale di 130.233 da inizio pandemia. I ricoveri ordinari sono 3.989 (29 in meno rispetto a ieri), i pazienti in terapia intensiva 525 (sei in meno), con 34 ingressi del giorno (ieri 34). La regione con il maggior numero di casi è anche oggi la Sicilia (602), davanti a Toscana (494), Campania (477), Emilia Romagna (473) e Veneto (463). I casi totali da inizio pandemia salgono a 4.627.699. I dimessi/guariti sono 6.549 in più (per un totale di 4.383.195), gli attualmente positivi 2.071 in meno (114.271 in tutto). In isolamento domiciliare sono 109.757 persone (-2.036).