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Cronaca
Palermo, muore a 4 anni per una sospetta difterite. L'allarme della pediatra: "Non era sta...
Oggi 20-08-26, 19:07
AGI - Una bambina di 4 anni è morta stanotte all'ospedale Civico di Palermo. Il sospetto è che la causa della morte possa essere la difterite, una malattia scomparsa nel nostro Paese da 10 anni. Dalle prime informazioni emerge che la piccola non sarebbe stata vaccinata per decisione dei genitori. La bambina aveva accusato alcuni sintomi di malessere già giovedì 13 agosto e, dopo un accesso al pronto soccorso all'ospedale 'Cervello', era stata dimessa. Due giorni dopo le condizioni si erano aggravate ed era stata nuovamente ricoverata nella terapia intensiva dell'ospedale dei Bambini, sempre a Palermo, e poi nel reparto di cardiochirurgia, dove era stata sottoposta all'Ecmo e a emodialisi per tentare di ripulire il sangue. La Procura di Palermo ha disposto l'autopsia, che sarà eseguita all'istituto di medicina legale del Policlinico. Le indagini saranno condotte, su delega della Procura, dai carabinieri che acquisiranno la cartella clinica per ricostruire l'accaduto e chiarire eventuali responsabilità. L'allarme della pediatra L'allarme lo aveva dato la pediatra di base della piccola, dopo avere sollecitato i familiari a ricoverare la bimba di appena quattro anni e mezzo, per una sospetta difterite: ora è morta e il rischio di contagio non è secondario. La bambina era figlia di genitori, originati di un quartiere popolare di Palermo, che non avevano voluto vaccinarla perché convinti che un caso di autismo in famiglia fosse stato causato da una vaccinazione. Era stata la dottoressa, insospettita dai sintomi manifestati dalla piccola dopo averla visitata, a indirizzare i genitori all'ospedale, ma il ricorso ai medici e alle cure è arrivato in netto ritardo, anche perché la bambina non era mai stata visitata in precedenza. L'appello agli altri genitori Nel pomeriggio di martedì 18 agosto, apprende l'AGI, una volta che la diagnosi era stata confermata dai nosocomi in cui la bimba era stata ricoverata, la pediatra ha scritto a tutti i genitori dei suoi piccoli pazienti: "A seguito del recente riscontro di un caso di difterite in ambito pediatrico si richiama l'attenzione sull'importanza di mantenere aggiornato il calendario vaccinale. La vaccinazione antidifterica è obbligatoria e gratuita per i minori 0-16 anni. Invito pertanto le famiglie dei bambini non vaccinati o con ciclo vaccinale incompleto a provvedere con urgenza alla regolarizzazione presso il Servizio vaccinale Asp. La vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela dei singoli bambini e della comunità. Si evidenzia inoltre che il caso in questione riguarda un mio paziente con genitori no vax. Si richiede pertanto da parte di tutti voi un riscontro immediato alla vaccinazione". Vaia: "La disinformazione sanitaria non è neutra né innocua" "La morte della piccola di quattro anni di Palermo è una tragedia che ci colpisce profondamente. Come medici, come genitori, come nonni. Prima di ogni altra considerazione viene il rispetto per una bambina che non c'è più e per una famiglia che sta vivendo un dolore indicibile. Non è questo certamente il momento di puntare il dito contro i genitori". Così Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute e direttore generale dello Spallanzani, ha commentato il caso della bambina del quartiere Zen di Palermo. "Saranno gli accertamenti sanitari e le indagini in corso a chiarire definitivamente quanto accaduto - ha proseguito - ma ciò che starebbe emergendo a livello mediatico impone una riflessione seria sul valore delle vaccinazioni e sul danno prodotto da anni di disinformazione. I vaccini hanno salvato milioni di vite e hanno reso rare malattie che per generazioni hanno ucciso o lasciato gravemente disabili soprattutto i bambini. Non possono e non devono diventare una bandiera ideologica o strumento politico. Il vaccino, e soprattutto il suo uso corretto, resta uno degli strumenti più efficaci della sanità pubblica". Il professor Vaia stigmatizza chi "utilizza i social per diffondere e alimentare paura e dubbi oscurantistici sui vaccini, senza alcuna evidenza scientifica consolidata. Chi lo fa si assume una responsabilità morale e sociale enorme, soprattutto se appartiene alla classe medica e sanitaria. La disinformazione sanitaria non è neutra né innocua: può tradursi nella rinuncia a una vaccinazione, nella conseguente perdita della protezione individuale e collettiva e, nei casi più drammatici, può contribuire a creare le condizioni perché malattie prevenibili tornino a fare vittime". Vaia: "La scienza può cambiare il destino delle persone" In netta controtendenza (o paradossalmente) ha sottolineato Vaia, proprio "mentre assistiamo alle conseguenze di una crescente sfiducia verso i vaccini, la ricerca ci mostra quanto questa straordinario strumento della medicina preventiva possa spingersi ancora più avanti fino alla cura. In queste ore arrivano risultati molto importanti sul vaccino terapeutico personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck, che nello studio di fase 3, associato all'immunoterapia, ha mostrato un significativo beneficio nel ridurre il rischio che la malattia torni o si diffonda. È una prospettiva che può aprire una nuova stagione nella lotta contro i tumori. Come ha sottolineato anche Paolo Ascierto, uno dei massimi esperti internazionali di melanoma ed eccellenza italiana, siamo davanti a risultati di grande rilievo e a una nuova frontiera dell'oncologia. Naturalmente la ricerca deve completare il proprio iter, ma quello che stiamo osservando dimostra ancora una volta quanto investire nella scienza possa cambiare il destino delle persone". Combattere il novaxismo Vaia ha però fatto distinzione tra chi ha dubbi e chi alimenta consapevolmente la disinformazione. "I cittadini che hanno paura devono essere ascoltati, informati e accompagnati. Il novaxismo non si combatte insultando le persone, ma spiegando, comunicando bene e offrendo evidenze scientifiche chiare. Altra cosa sono coloro che costruiscono consenso, visibilità e talvolta perfino carriere deformando i dati e diffondendo falsità". "A loro - ha concluso - dobbiamo rivolgerci con fermezza denunciando chiaramente che le parole possono avere conseguenze anche gravi. Chi distrugge la fiducia nella prevenzione contribuisce a rendere più vulnerabile l'intera comunità. Mentre la ricerca ci porta verso vaccini capaci persino di aiutare il sistema immunitario a combattere un tumore, c'è ancora chi tenta di riportarci indietro seminando paura verso uno dei più grandi strumenti di progresso della medicina. Non possiamo accettarlo. La scienza va discussa, verificata e migliorata perché si nutre del dubbio, ma non può essere demonizzata né strumentalizzata dalle parti politiche in polemica feroce tra loro. La buona scienza salva vite, la disinformazione può contribuire a perderle".
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