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Economia e Finanza
Panetta: "L'economia italiana cresce in linea con l'UE, ma con nodi ancora aperti. I dazi?...
Oggi 21-02-26, 15:50
AGI - Un'economia italiana che continua a crescere in linea con l'Unione europea, ma con nodi strutturali ancora aperti. Un ciclo tecnologico globale trainato dall'intelligenza artificiale che sostiene scambi e investimenti, ma che non cancella fragilità e rischi geopolitici. I dazi che, finora, rappresentano un onere soprattutto per gli Stati Uniti e che obbligano a ripensare il commercio internazionale. Sullo sfondo, un sistema monetario segnato dalla crisi del multilateralismo e dalla centralità del dollaro, con la necessità di sviluppare l'euro digitale. È il quadro tracciato dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, durante il suo intervento al 32esimo congresso annuale dell'Assiom Forex ospitato al Palazzo del Casinò al Lido di Venezia. Sui progressi italiani degli ultimi anni, Panetta ha rivendicato i passi avanti, ma ha avvertito che non bastano per garantire una traiettoria di lungo periodo. "I progressi conseguiti" dall'Italia nell'ultimo decennio "non vanno sottovalutati. Non sono tuttavia sufficienti a colmare le carenze strutturali accumulate nel tempo né a garantire un ritorno stabile su un sentiero di crescita duratura". Panetta, inoltre, ha aggiunto che "un modello di crescita fondato sull'espansione dell'occupazione e su salari contenuti non è sostenibile. La riduzione della popolazione in età lavorativa, il cui impatto è stato finora compensato dall'aumento della partecipazione e dal calo della disoccupazione, si accentuerà nei prossimi anni. Senza un deciso aumento della produttività, lo sviluppo rischia di arrestarsi. Occorre un'economia più innovativa, che ponga conoscenza e capitale umano al centro della propria strategia di crescita. Le tecnologie digitali offrono un'opportunità che non può essere rinviata: accelerarne la diffusione deve diventare una priorità per l'Italia, come per l'Europa". Il governatore ha ricordato come "nonostante l'instabilità internazionale, che ha frenato le esportazioni di beni, nel 2025 il Pil italiano è cresciuto per il quinto anno consecutivo, dello 0,7 per cento. Dopo una prima metà dell'anno caratterizzata da volatilità, l'attività si è rafforzata negli ultimi due trimestri, sostenuta dalla domanda interna, in particolare dagli investimenti". Imprese, crescita e Mezzogiorno Nel bilancio degli ultimi anni, Panetta ha inoltre sottolineato la dinamica dal 2020 e la maggiore tenuta del Mezzogiorno. "Dal 2020 il Pil è aumentato in linea con l'area dell'euro e a ritmi superiori a quelli del decennio precedente la pandemia. La crescita ha interessato l'intero territorio nazionale ed è risultata maggiore nel Mezzogiorno, interrompendo una lunga fase di divergenza rispetto al resto del Paese", ha spiegato il governatore per il quale "questi risultati riflettono il sostegno delle politiche pubbliche, ma anche la ristrutturazione del tessuto produttivo avviata nello scorso decennio. Le imprese italiane sono oggi mediamente più capitalizzate, più redditizie e più competitive sui mercati internazionali". Parallelamente, "il sistema bancario - a lungo considerato un elemento di fragilità - si è rafforzato in modo significativo" e, secondo il governatore, questa solidità va ora tradotta in maggiore sostegno agli investimenti, all'innovazione e alla diffusione delle tecnologie digitali. Tensioni geopolitiche e intelligenza artificiale Al Lido di Venezia, il governatore ha poi allargato lo sguardo al contesto internazionale, sostenendo che la crescita globale ha retto nonostante tensioni e instabilità, anche grazie al nuovo ciclo tecnologico determinato dalle continue evoluzioni dell'IA. Nonostante la persistenza delle tensioni geopolitiche "l'economia mondiale non ha rallentato: la crescita ha superato le attese e il commercio internazionale ha continuato a espandersi. È il segno della capacità di adattamento del sistema produttivo globale". Nel ragionamento di Panetta al centro c'è l'intelligenza artificiale, una delle parole chiave del discorso, che spinge investimenti e innovazione, ma con effetti ancora da misurare e con implicazioni non neutre. Panetta spiega come sia lecito attendersi "che l'IA dia impulso alla produttività" anche se "permangono tuttavia incertezze rilevanti sull'intensità del suo impatto e della distribuzione tra Paesi, lavoratori e settori". Per questo "investire nella formazione, nel capitale umano e nella conoscenza è condizione essenziale affinché l'innovazione, soprattutto nei settori a più alta intensità tecnologica, si traduca in produttività diffusa e in crescita duratura, consentendo al tempo stesso di governarne le implicazioni economiche e sociali". Commercio, mercato dei capitali ed energia In questo contesto, "il commercio internazionale va ripensato" ma "salvaguardando i benefici dell'integrazione e riconoscendo che sicurezza e geopolitica sono ormai componenti essenziali delle scelte economiche. Occorre rafforzare i legami commerciali bilaterali e plurilaterali con i Paesi che continuano a riconoscere i vantaggi di relazioni fondate su regole condivise. Questa strategia è già in corso. In Europa, quasi la metà dell'interscambio avviene nell'ambito di accordi preferenziali; la quota è destinata ad aumentare con l'accordo in fase di ratifica con il Mercosur, con quello recentemente concluso con l'India e con quelli attualmente in fase di negoziazione. Orientamenti analoghi emergono nelle altre principali economie". Sul versante europeo, Panetta ha indicato come priorità la costruzione di un mercato dei capitali integrato, anche per mobilitare risparmio e attrarre risorse verso investimenti strategici. "La creazione di un autentico mercato europeo dei capitali è essenziale per valorizzare l'ingente risparmio disponibile - oggi in larga parte impiegato al di fuori dell'Unione - e per attrarre capitali internazionali da indirizzare verso gli investimenti strategici e il rafforzamento della competitività europea". Per Panetta "i progressi compiuti di recente dalle istituzioni europee e dalle autorità di vigilanza vanno nella giusta direzione, ma non sono sufficienti a realizzare un mercato dei capitali pienamente integrato". Inoltre, "un nodo centrale resta l'introduzione di un titolo pubblico comune, sul quale mi sono espresso in altre occasioni. Un titolo sovrano europeo consentirebbe di finanziare su scala adeguata i beni pubblici europei e, al tempo stesso, offrirebbe agli investitori un'attività sicura e liquida di riferimento, rafforzando l'integrazione finanziaria dell'Unione". Un altro snodo richiamato durante il discorso è l'energia, indicata come terreno in cui l'azione comune europea può ridurre rischi e inefficienze rispetto a interventi nazionali frammentati. I dazi? Hanno penalizzato soprattutto gli Usa Nel capitolo sui dazi, Panetta ha sostenuto come l'onere delle misure si sarebbe concentrato soprattutto sugli Stati Uniti. "Nonostante l'introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4%, un ritmo superiore a quello del Pil mondiale e doppio rispetto alle attese. Vi hanno contribuito l'applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l'assenza di ritorsioni generalizzate che hanno attenuato gli effetti sulla domanda globale. Oltre la metà dell'espansione è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all'intelligenza artificiale". Inoltre, "in base alle stime disponibili, l'onere dei dazi sarebbe finora ricaduto sull'economia statunitense" mentre gli esportatori stranieri "ne avrebbero sostenuto una quota limitata, stimata intorno al 10%". Nel complesso, ricorda Panetta, "la ricomposizione geografica degli scambi ha attenuato l'impatto delle misure doganali sui volumi commerciali". Tuttavia, "ciò non significa che i dazi siano privi di costi. Essi hanno accresciuto la complessità delle catene globali del valore, con effetti sui costi di produzione, sui tempi di approvvigionamento e sulla trasparenza degli scambi". A questo quadro si affianca, secondo Panetta, un segnale di normalizzazione sui mercati finanziari dopo la fase di turbolenza della prima parte del 2025, ma con rischi che potrebbero non essere pienamente riflessi nelle quotazioni. "Nella seconda metà del 2025 i corsi azionari sono tornati a crescere, raggiungendo nuovi massimi e consentendo agli investitori di recuperare rapidamente le perdite subite. La volatilità è tornata su livelli contenuti sia nei mercati azionari sia in quelli obbligazionari". Per Panetta tuttavia "non si può escludere che i rischi siano solo parzialmente incorporati nelle valutazioni correnti". In effetti, ha sottolineato, "questo clima di ottimismo contrasta con l'elevata incertezza dello scenario globale", come dimostra la "crescente divergenza tra l'andamento dei mercati azionari e obbligazionari privati e quello dei titoli sovrani", e "in diversi Paesi i rendimenti a lungo termine sui titoli governativi riflettono una maggiore attenzione degli investitori alle prospettive delle finanze pubbliche e ai rischi geopolitici". Per quanto riguarda i rischi di un'eventuale "bolla", per il governatore, "l'attenzione si concentra soprattutto sulla borsa statunitense e, al suo interno, sul comparto tecnologico, dove dall'inizio del 2023 l'apprezzamento è stato il doppio rispetto all'intero mercato". Panetta ha inoltre collegato la crisi del multilateralismo alle dinamiche del sistema monetario internazionale, descrivendo l'attuale gerarchia valutaria e le possibili traiettorie, tra multipolarità e rischi di frammentazione. Infine, c'è spazio anche per le stablecoin e l'euro digitale. L'espansione delle prime, per Panetta, "solleva interrogativi rilevanti. Negli Stati Uniti e nell'Unione europea sono state introdotte normative volte a rafforzarne la trasparenza, la solidità degli emittenti e la tutela degli utilizzatori. Tali interventi riducono i rischi, ma non li eliminano". Di fronte a queste trasformazioni, "il cambiamento va governato, non subìto" con "un impegno deciso nella digitalizzazione dei due pilastri del sistema finanziario: la moneta della banca centrale e la moneta bancaria. Solo così sarà possibile preservare la stabilità e la fiducia. In questa direzione si muovono l'Eurosistema e la Banca d'Italia. Il progetto di euro digitale mira a tutelare il ruolo della moneta pubblica nei pagamenti al dettaglio in un contesto di crescente digitalizzazione".
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