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Cronaca
Papa Leone: "Basta con parole di odio, insulti e bullismo"
Oggi 20-06-26, 21:00
AGI - Se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi". Riprende le parole di Sant'Agostino, Papa Leone nel suo saluto alla cittadinanza a Pavia in piazza Vittoria. "Ciò vuol dire: basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione", ha sottolineato a braccio il Pontefice che rivolgendosi ai giovani presenti ha esortato a "costruire autentica amicizia, non un'amicizia solo con lo schermo, con il telefonino. Autentica amicizia, di persona!". Una visita pastorale di poco più di 5 ore quella di Leone che ha voluto unire Pavia a Sant'Angelo Lodigiano (Lodi) per rendere omaggio, non solo alle reliquie di Sant'Agostino, ma anche a Santa Maria Cabrini, la Patrona dei migranti. E proprio sul fenomeno migratorio si è soffermato il Pontefice, fenomeno "entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa - ha osservato -, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa". Anche a Sant'Angelo Lodigiano, un appello speciale ai giovani a conoscere e a leggere gli scritti di madre Cabrini "pieni di passione per Gesù e per la missione; le sue lettere, i suoi diari di viaggio, gli appunti dei suoi ritiri". Domande sulla missione e sui migranti "Se madre Francesca vivesse oggi, che cosa le direbbe la sua anima missionaria?", ha domandato Leone. "E che cosa le avrebbe chiesto un Papa come Francesco, il quale, figlio di emigrati italiani, ha fatto del servizio ai migranti uno dei punti-chiave del suo pontificato?". Il richiamo al Magistero di Papa Francesco "Da parte mia - ha proseguito -, ho ereditato e portato avanti il Magistero di Papa Francesco con l'Esortazione apostolica Dilexi te sull'amore verso i poveri, e là dove si parla della carità nella forma di 'accompagnare i migranti', compare, proprio accanto a San Giovani Battista Scalabrini, la figura di Santa Francesca Saverio Cabrini". Il suo carisma è sempre più attuale, ha aggiunto il Papa che ha rivolto un augurio alla Chiesa affinché guardi "a questa stupenda missionaria dell'Amore, per imparare che cosa significa servire il Regno di Dio nel vivo della storia". La partecipazione dei fedeli Complessivamente nelle due città sono state oltre 21 mila le persone che hanno voluto salutare il Papa, nonostante il caldo afoso. A Pavia, ai lati del portone del Duomo, due cartelloni zeppi di bigliettini bianchi e gialli con le tante preghiere e richieste scritte dai bambini e dai ragazzi: "Il razzismo è una cosa brutta e io dico STOP!!", "Stop alla guerra e al bullismo", "Saper rispondere con il sorriso, mantenendo la rabbia perdonando", "Pace in famiglia, no parolacce", sono alcune delle frasi che si leggono, tra tanti ringraziamenti e appelli per la pace nel mondo e per la fratellanza, anche in lingua spagnola. Tra i biglietti ne spicca uno che strappa un sorriso: "Gradirei che vengano abolite definitivamente le accise ai carburanti, anche il canone Rai, il bollo auto e la Tari". I simboli davanti al Duomo Sempre davanti al Duomo, il quadro della Madonna della Colombina, davanti al quale Leone ha sostato in preghiera (prima volta per un Papa) e una culla termica (culla per la vita) per i neonati abbandonati, benedetta dal Pontefice. L'incontro con i piccoli pazienti oncologici Un saluto particolare Leone lo ha rivolto ai piccoli pazienti oncologici, nella sua prima tappa a Pavia, al Cnao, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, struttura d'eccellenza nella cura dei tumori. Il Papa, dopo aver salutato individualmente i bambini e le persone in cura e le loro famiglie, ha sottolineato l'importanza della famiglia rimarcando che "Dio non vuole che nessuno soffra". "Fate capire a tutto il mondo come quando ci sono momenti difficili, se non c'è la presenza, l'amore della famiglia, tutto è più difficile", ha detto. "Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli". L'ultimo appello ai giovani "Voi giovani potete cambiare il mondo, noi vi aspettiamo". l'ultimo appello ai giovani e ai ragazzi presenti a Lodigiano all'eliporto, prima del decollo definitivo alla volta del Vaticano.
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