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Papa Leone: "La remigrazione non è una risposta cristiana"
Oggi 16-06-26, 21:58
AGI - La cosiddetta "remigrazione", intesa come espulsione degli stranieri in quanto stranieri, non rappresenta una risposta conforme ai principi cristiani. Lo ha affermato Leone XIV parlando con i giornalisti mentre lasciava Castel Gandolfo. "Semplicemente dire: noi mandiamo via, così ci laviamo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana", ha dichiarato il Pontefice rispondendo a una domanda sul tema. Leone XIV ha richiamato le considerazioni già espresse durante il recente viaggio nelle Canarie, ribadendo che la questione migratoria deve essere affrontata a partire dal rispetto della dignità umana e dalla comprensione delle cause che costringono milioni di persone a lasciare la propria terra. "Molte volte non riconosciamo le ragioni per le quali queste persone hanno dovuto uscire dai loro Paesi", ha osservato il Papa, ricordando che all'origine delle migrazioni vi sono spesso "violenza, guerra, conflitti" e molte altre situazioni di sofferenza e instabilità. Secondo il Pontefice non esistono soluzioni semplicistiche a fenomeni così complessi. "Occorre vedere i casi", ha sottolineato, invitando a valutare ogni situazione nella sua specificità e a evitare generalizzazioni che rischiano di disumanizzare le persone coinvolte. "Bisogna trattare con rispetto le persone come persone", ha concluso Leone XIV, rilanciando un principio che rappresenta uno dei cardini del suo magistero sociale e che richiama la responsabilità delle istituzioni e delle società nell'accoglienza e nella tutela della dignità umana. L'appello per la pace e il memorandum diplomatico Nel corso della stessa conversazione con i media, il Santo Padre ha affrontato anche i principali scenari geopolitici internazionali. Un nuovo appello alla pace, al dialogo e alla diplomazia arriva da Leone XIV, che parlando con i giornalisti mentre lasciava Castel Gandolfo ha ribadito la necessità di privilegiare sempre la via dei negoziati rispetto a quella militare. "Chiedere la pace sempre", ha affermato il Pontefice, indicando nel "dialogo" e nelle "negoziazioni" gli strumenti indispensabili per superare i conflitti e scongiurare nuove escalation. Commentando gli sviluppi diplomatici delle ultime ore, Leone XIV ha accolto con favore il memorandum che dovrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni. "Grazie a Dio c'è almeno questo memorandum", ha osservato, spiegando che il documento "sembra" destinato a essere firmato ufficialmente venerdì, pur restando ancora "diversi punti da stabilire". Per il Papa, tuttavia, il dato più importante è che si continui a percorrere la strada del confronto. "È sempre meglio procedere con il dialogo, con negoziazioni", ha sottolineato, esprimendo l'auspicio che si possa arrivare "veramente a una soluzione" e che "la guerra davvero sia finita". Il Pontefice ha quindi allargato lo sguardo agli equilibri internazionali, indicando la necessità di affrontare le radici profonde delle tensioni globali. Tra gli obiettivi prioritari ha richiamato il disarmo nucleare, invitando la comunità internazionale a "eliminare le armi nucleari" e a lavorare per "il bene di tutti i popoli". Leone XIV ha infine ricordato che i conflitti non producono soltanto vittime e distruzioni, ma generano anche pesanti conseguenze economiche e sociali che ricadono soprattutto sulle popolazioni più fragili. Per questo, ha concluso, la ricerca della pace deve essere accompagnata da un impegno concreto per la giustizia, lo sviluppo e la solidarietà tra i popoli.
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