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Cultura e Spettacolo
Perché il mitico spot Sip con Massimo Lopez é tornato in TV
Ieri 23-02-26, 20:35
AGI - C’è chi ha controllato il calendario per assicurarsi di non essere tornato magicamente nel 1993 e chi, più giovane, ha pensato a un glitch di sistema. Invece era tutto vero. Nella serata di domenica 22 febbraio, i telespettatori italiani si sono ritrovati davanti a un Massimo Lopez d’annata, un deserto polveroso e quel plotone d’esecuzione rimasto fermo per trent’anni in attesa che l’ultima telefonata finisse. Non un remake, non un'imitazione con l'intelligenza artificiale, ma la riproposizione integrale dello spot originale della SIP (Società Italiana per l’Esercizio delle Telecomunicazioni). Un reperto archeologico della comunicazione che ha bucato lo schermo con una forza dirompente, riaccendendo i riflettori su un’epoca in cui il telefono non era un’estensione della mano, ma un filo prezioso che collegava il Paese. Perché trasmettere oggi una pubblicità di tre decenni fa? Sebbene da TIM (erede universale del marchio SIP) non siano ancora arrivate conferme ufficiali, gli indizi portano tutti verso la Liguria. Domani, 24 febbraio, prenderà il via il Festival di Sanremo 2026. TIM, in qualità di Main Partner della kermesse, sembra intenzionata a giocare la carta della memoria collettiva. L'ipotesi più accreditata è che il ritorno di Massimo Lopez sia solo il teaser di un racconto più ampio. Una celebrazione della storia delle telecomunicazioni italiane che accompagnerà le serate del Festival, unendo il fascino del vintage alle sfide del 5G. Lo spot SIP: un capolavoro pubblicitario Lo spot non è solo un ricordo d'infanzia, ma un piccolo capolavoro di narrazione pubblicitaria. Dietro la macchina da presa c'era il compianto Alessandro d’Alatri, capace di trasformare un'idea dell'agenzia Armando Testa in un tormentone nazionale. Il paradosso del condannato a morte che dilata il tempo chiedendo di telefonare è diventato un'icona pop, un esempio di come la pubblicità, all'epoca, non vendesse solo tariffe, ma costruisse immaginari. All'epoca la SIP stava per diventare Telecom Italia (1994), e quella campagna fu il canto del cigno di un marchio che aveva alfabetizzato l'Italia all'uso della rete. L'operazione nostalgia di queste ore poggia su radici solide. La SIP non è stata solo cabine telefoniche e gettoni; è stata il motore dell'innovazione, capace di testare a Torino, già nel 1977, il primo collegamento al mondo in fibra ottica. Il primato storico di TIM e il futuro Oggi, riproporre quel logo e quella sigla significa rivendicare un primato storico. In un mercato della telefonia sempre più frammentato e veloce, TIM sceglie di fermare il tempo, proprio come Lopez davanti ai fucili, per ricordare a tutti da dove veniamo. Resta da capire se nelle prossime ore vedremo altri "fantasmi" del passato pubblicitario o se Massimo Lopez salirà fisicamente sul palco dell'Ariston per chiudere quella telefonata infinita. Una cosa è certa, l'attenzione è stata catturata e sul web piovono ipotesi. E nel 2026, proprio come trent'anni fa, una buona idea (e una telefonata) può ancora allungare la vita a un brand.
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