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Estero
Perchè un attacco alla Groenlandia non piace ai repubblicani Usa
Oggi 09-01-26, 03:31
AGI - La possibilità che gli Stati Uniti facciano ricorso alla forza per annettere la Groenlandia non ha trovato grande sostegno tra i repubblicani americani. Anzi. Secondo il Washington Post, l'ipotesi è stata minimizzata, quando non apertamente criticata, da diversi parlamentari del partito del presidente Donald Trump. "Non credo che qualcuno la stia prendendo seriamente in considerazione", ha detto lo speaker della Camera Mike Johnson, fedelissimo di Trump, parlando di una potenziale annessione militare, "di certo non al Congresso". Stessa linea dal leader della maggioranza repubblicana in Senato, John Thune: "Non vedo l'azione militare come un'opzione", ha detto. Critiche dirette e il rischio strategico Altri sono stati più diretti. Come Mitch McConnell, capogruppo dei repubblicani in Senato, che ha giudicato "sconvenienti" e "controproducenti" le dichiarazioni dell'amministrazione. Un'azione militare, ha detto, sarebbe "un atto particolarmente catastrofico di autolesionismo strategico per l'America e la sua influenza globale". Il ruolo di Stephen Miller e le reazioni dure Nel mirino di McConnell sembra esserci soprattutto Stephen Miller, il potente vicecapo di gabinetto di Trump e marito di Katie Miller, che sabato scorso aveva pubblicato la foto della Groenlandia avvolta nella bandiera americana con la didascalia: "Presto". "Ne ho abbastanza dei cretini", ha commentato il senatore Thom Tillis, presidente della commissione del Senato sulla NATO. "I dilettanti che l'hanno definita una buona idea dovrebbero perdere il lavoro", ha aggiunto. Sicurezza nazionale e cooperazione internazionale Lisa Murkowski (R-Alaska), che presiede il Senato Arctic Caucus, ha dichiarato di sperare che la retorica dell'amministrazione sulla Groenlandia "non sia altro che un posizionamento in vista di una nuova era di cooperazione". Un'annessione forzata, ha avvertito, "indebolirebbe sia la nostra sicurezza nazionale sia le nostre relazioni internazionali". Rand Paul, senatore del Kentucky, ha assicurato di non essere a conoscenza di un solo repubblicano del Senato che sostenga un intervento militare. "Questa roba, che arriva da gente come Stephen Miller, dovrebbe essere solo condannata", ha detto.
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