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Cronaca
Precipita da un capannone a Ravenna, muore a 21 anni dopo due giorni di agonia
Oggi 13-04-26, 11:36
AGI - Non è sopravvissuto il giovane lavoratore rimasto ferito in un grave incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio di giovedì nell'area artigianale delle Bassette, alle porte di Ravenna. Dopo circa due giorni di agonia in ospedale, il 21enne - nato a Rimini e residente a Cesena - è morto ieri al Bufalini, dove era stato ricoverato in terapia intensiva, intubato e senza mai riprendere conoscenza. Sul luogo dell'accaduto erano intervenuti, oltre ai sanitari del 118, anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile e il personale della Medicina del Lavoro dell'Ausl Romagna. Stando a una prima ricostruzione, il ragazzo, alle dipendenze di una ditta esterna, stava effettuando lavori di manutenzione sulla copertura di un'officina per mezzi pesanti quando, intorno alle 16.30, è precipitato all'interno del capannone da un'altezza compresa tra gli 8 e i 10 metri, probabilmente a causa del cedimento di un pannello della struttura. La pm di turno, Ylenia Barbieri, si appresta ad aprire un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo, con l'aggravante legata a possibili violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Le vittime di Palermo Sarà eseguita oggi l'autopsia sui corpi dei due operai morti nell'incidente sul lavoro di via Ruggero Marturano, avvenuto venerdì a Palermo: nell'istituto di Medicina legale del Policlinico l'esame sarà fatto dagli esperti nominati dalla procura, che indaga sul titolare della ditta Ediltec Costruzioni srl, titolare di alcune opere di posa dei pannelli sui balconi, e sul proprietario dell'appartamento interessato dagli interventi. Secondo la prima ricostruzione della Squadra mobile del capoluogo siciliano, Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni, e Daniluc Tiberi, romeno di 51, sono stati sbalzati dal cestello su cui una gru li aveva issati fino al decimo piano del condominio che fa angolo con via Ammiraglio Rizzo. Il braccio della gru si è spezzato improvvisamente e per cercare di capire le cause della rottura la polizia scientifica sta facendo una ricostruzione in 3D dello stato dei luoghi, analizzando la gru, la tettoia sfondata del negozio di pneumatici sottostante, l'altezza del palazzo e la distanza tra il mezzo e il punto in cui gli operai stavano lavorando e da cui sono precipitati, da un'altezza di circa trenta metri. I tecnici si sono avvalsi di un'attrezzatura laser scanning, che ha fotografato e catturato tutte le posizioni dei mezzi coinvolti, il cestello e l'autocarro a bordo del quale è montata la gru. Il camioncino che regge il braccio potrebbe essere stato parcheggiato lontano dal punto di lavoro e questa distanza, unita al peso del materiale che gli operai stavano montando nei balconi dell'attico, potrebbe avere inciso non poco. Le macchine sono dotate di sensori di sicurezza, che avvisano dei pericoli, ma gli allarmi si possono disattivare. La stessa ditta, che avrebbe tenuto in nero alle proprie dipendenze Jaleleddine e Tiberi, era stata coinvolta in un precedente incidente analogo, nel 2015 in via Adolfo Holm, nel quartiere Noce, sempre a Palermo
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