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Cronaca
Recuperato dopo 50 anni lo stemma araldico di Bisceglie
Ieri 02-04-25, 17:23
AGI - Dopo oltre mezzo secolo di assenza, un frammento prezioso dell'identità della città di Bisceglie è tornato a casa. Si tratta di un antico stemma araldico in marmo bianco, risalente al XVIII secolo, trafugato negli anni Settanta dal portale di un palazzo nobiliare del centro storico e restituito ufficialmente oggi al Museo Diocesano. Il recupero e le indagini Il recupero è il frutto di un'indagine accurata condotta dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari, sotto il coordinamento della procura di Trani. Lo stemma, dato per disperso da decenni, era ricomparso, come spesso accade ai tesori smarriti, in un anonimo annuncio su una piattaforma di e-commerce internazionale. A descriverlo, l'inserzionista parlava di uno "stemma in marmo bianco di Toscana, attribuito a una importante famiglia fiorentina del Settecento". Ma la verità era scritta nella pietra. A smascherare l'inganno è stata l'intuizione di un ricercatore di Bisceglie, memoria storica della città, che già nei primi anni Novanta aveva documentato il furto sulle pagine de 'Il Biscegliese'. La corrispondenza tra l'immagine pubblicata online e una fotografia d'epoca custodita dall'esperto ha dato slancio all'indagine. Da lì, un lavoro certosino fatto di confronti, archivi e sopralluoghi svolto insieme ai funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Bat e Foggia ha permesso di accertare senza ombra di dubbio la provenienza dello stemma: era proprio quello che ornava il portale dell'antico palazzo di via Armando Perotti, già via dell'Arcidiacono. Il commento delle istituzioni "È il frutto di un lavoro corale, di squadra, che ha coinvolto diverse istituzioni dello Stato", ha sottolineato Giovanni Di Bella, comandante del Nucleo Carabinieri TPC di Bari. "L'Arma dei carabinieri, sia nella componente territoriale che in quella specialistica del Comando Tutela Patrimonio Culturale, ha operato in stretta collaborazione con la Soprintendenza, organo di tutela di riferimento. Ma determinante è stata l'iniziativa di un privato cittadino, che ci ha dato l'impulso iniziale per avviare l'indagine". Il comandante ha evidenziato anche le difficoltà legate a questo tipo di operazioni: "Per noi il recupero dei tesori italiani dispersi in Italia e all'estero è una missione fondamentale. Ma non sempre è semplice: spesso ci troviamo a lavorare su reati commessi decenni fa, come in questo caso, con lo stemma rubato negli anni Settanta". Il valore simbolico e culturale dello stemma Un valore che non è solo simbolico, come ha ricordato Anita Guarnieri, soprintendente per le province Bat e Foggia: "Il centro antico di Bisceglie è caratterizzato dalla presenza di palazzi nobiliari che recano sui loro prospetti questi stemmi meravigliosi. Questo stemma era andato perduto e averlo recuperato ci consente di avviare una riflessione più ampia sulla valorizzazione del patrimonio architettonico della città, pensando proprio alla bellezza e al valore di questi elementi decorativi". Il sindaco e la sinergia tra pubblico e privato Soddisfazione anche da parte del sindaco Angelantonio Angarano, che ha sottolineato l'importanza del lavoro sinergico: "È un bell'esempio di collaborazione tra pubblico e privato, tra istituzioni preposte alla tutela dei nostri beni culturali e, soprattutto, il cittadino attento e innamorato della propria città". Per il sindaco il recupero va oltre il dato materiale: "Questa ulteriore gemma arricchisce uno scrigno già splendido di beni culturali che fanno parte del nostro centro storico e contribuirà a realizzare un circuito turistico-culturale importante, rendendo ancora più attrattiva la nostra città". Il recupero e la confisca dello stemma Il bene è stato rinvenuto nella disponibilità di un antiquario della provincia di Trento, che lo aveva acquisito nel corso di passaggi successivi, ignaro secondo quanto emerso della sua origine illecita. La magistratura di Trani ne ha disposto la confisca e l'assegnazione definitiva alla Soprintendenza, che ne ha subito autorizzato l'esposizione permanente al Museo Diocesano. "La soddisfazione è doppia", ha proseguito Angarano, "perché si tratta non solo di un importante ritrovamento, ma di un tassello che si inserisce in una programmazione turistica e culturale più ampia, capace di valorizzare l'identità profonda di Bisceglie". Un recupero che non è un caso isolato Il sindaco ha infine ricordato come non si tratti di un caso isolato: "Negli ultimi anni abbiamo costruito sinergie solide, in particolare con il Nucleo dell'Arma che si occupa della tutela dei beni culturali. Grazie a questa collaborazione abbiamo già assistito ad altri ritrovamenti e restituzioni. Penso, ad esempio, al puntale del XIX secolo recentemente recuperato, che presenteremo presto alla città". La restituzione al Museo Diocesano Oggi lo stemma torna visibile a tutti, in quel museo che raccoglie e custodisce le radici profonde di Bisceglie. La sua presenza, tra altri stemmi e memorie nobiliari, non è soltanto un recupero materiale, ma un monito contro la dispersione dell'identità e della bellezza di un territorio. "Recuperare un pezzo della nostra storia", ha concluso Angarano, "significa restituire alla città e ai suoi cittadini una memoria che ci era stata vilmente sottratta. E farlo con l'aiuto di cittadini, studiosi e forze dell'ordine ci rende ancora più orgogliosi".
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