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Estero
Rubio tende la mano all'Ue: "Costruiamo un nuovo secolo occidentale"
Oggi 14-02-26, 12:28
AGI - Il legame tra Stati Uniti ed Europa è "indistruttibile" e le due sponde dell'Atlantico sono "legate da un unico destino" in quanto "costituiscono un'unica civiltà, quella occidentale". L'attesissimo discorso del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, è stato accolto dagli europei, come ammesso dallo stesso presidente della Conferenza, Wolfgang Ischinger, con un grande "sospiro di sollievo". Dallo stesso palco da cui, un anno fa, il vicepresidente Usa JD Vance, aveva fustigato gli alleati, Rubio ha teso loro la mano, invitandoli a costruire insieme un "nuovo secolo occidentale". Le critiche di Washington Il capo della diplomazia di Washington conferma le critiche alle politiche energetiche comunitarie, "un culto del clima imposto alle popolazioni", e alle migrazioni di massa che "minacciano il tessuto della nostra società, la nostra cultura e la nostra civiltà". A differenza di Vance, Rubio non parla però di contrapposizione, anzi, ammette che "siamo caduti insieme nella stessa illusione", ovvero, "credere nella sciocchezza della fine della storia", la celebre formula di Francis Fukuyama, che ha portato l'Occidente a "illudersi", dopo la caduta dell'Urss, "che il modello della democrazia liberale avrebbe prevalso ovunque" e condotto a una deindustrializzazione che è stata una "scelta voluta" di cui si è approfittata una Cina con la quale, comunque, bisogna dialogare. Le preoccupazioni dell'amministrazione Trump Rubio non nega le recenti divergenze ma spiega che quando l'amministrazione Trump bacchetta gli alleati lo fa perché l'America è "preoccupata" per la sorte di un'Europa di cui "sarà sempre figlia" e che "è destinata a stare insieme" agli Usa. La necessità di alleati forti e capaci di difendersi "Non vogliamo separarci dall'Europa ma rafforzarla", ha assicurato Rubio, che sembra dare ragione a quanto affermato ieri dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz, quando sottolinea che Washington "non vuole che l'Europa sia debole, altrimenti anche gli Usa saranno più deboli. "Vogliamo alleati forti, che non siano incatenati dalla vergogna e dalla paura, la paura del clima, la paura della guerra", ha proseguito Rubio, "vogliamo che l'Europa sia più forte e più capace di difendere se stessa perché a nessun avversario venga in mente di mettere alla prova la nostra difesa collettiva. Vogliamo che l'Europa sia fiera della sua cultura e della sua eredità". Rilancio dell'alleanza transatlantica e prospettive politiche Rubio tende quindi la mano ad alleati spaesati e a ribadire che l'alleanza transatlantica non è in crisi ma deve voltare pagina, dopo una lunga storia comune, iniziata con l'avventura di Cristoforo Colombo, solo il primo di tanti grandi europei citati a testimonianza della profondità di un legame che non è solo "economico e militare" ma anche "culturale e spirituale". E quando il segretario di Stato ricorda il contributo dei militari europei in Afghanistan, che fu minimizzato da Trump in un post su Truth che suscitò sgomento nelle cancellerie europee, la platea esplode in una standing ovation. E la sensazione è che Rubio non abbia solo voluto rassicurare gli europei ma anche accreditarsi come interlocutore solido e affidabile in vista di una futura corsa alla Casa Bianca.
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