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Economia e Finanza
S&P conferma il rating dell'Italia BBB+. Outlook da stabile a positivo. Giorgetti: "Il lavoro paga"
Ieri 30-01-26, 23:33
AGI - L'agenzia S&P Global mantiene il rating dell'Italia a BBB+ e alza l'outlook da stabile a positivo, premiando la "resilienza fiscale" e la prospettiva di riduzione graduale dell'indebitamento netto, con la stima di un lento trend di calo del debito pubblico nel 2028. L'analisi dell'agenzia mette in evidenza come l'Italia abbia dimostrato "resilienza" di fronte all'incertezza legata ai dazi commerciali imposti dagli Usa, registrando surplus netti delle partite correnti che sostengono la ricchezza privata, e miglioramenti nella posizione creditoria nei confronti dell'estero. Il risanamento del bilancio italiano "Il risanamento del bilancio italiano è sulla buona strada. Prevediamo che il deficit di bilancio scenderà marginalmente al 2,9% del PIL nel 2026, dal 3,0% stimato per il 2025, poiché le imposte straordinarie su banche e assicurazioni, un'applicazione più rigorosa dell'IVA e le modifiche alla tassazione degli affitti a breve termine compenseranno ampiamente i tagli alle imposte sul reddito per i redditi medi, la riduzione dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e il sostegno ai redditi bassi", analizza l'agenzia. Le valutazioni positive delle agenzie di rating Prosegue dunque la fase di valutazioni positive dei conti pubblici italiani da parte delle agenzie di rating avviata dallo scorso anno. Ad aprile 2025 sempre S&P aveva alzato il giudizio sull'Italia, individuando "il miglioramento delle riserve economiche", nei mesi successivi. La valutazione era stata seguita da Moodys, che a novembre scorso aveva migliorato il rating dopo 23 anni avanzandola a Baa2. Anche Fitch in autunno ha alzato la valutazione a BBB con outlook stabile. "La traiettoria di maggiore credibilità verso l'Italia non conosce soste. Il lavoro paga", commenta il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Le stime di crescita economica di S&P S&P stima che la crescita economica dell'Italia dovrebbe "aumentare a circa lo 0,8% nel 2026, rispetto allo 0,5% stimato per il 2025", con "l'accelerazione dell'esecuzione dei progetti finanziati dall'UE" e l'aumento dei redditi reali. L'aspettativa è che la crescita del PIL si stabilizzi attorno allo 0,8% nel 2027-2028, con l'attenuarsi delle pressioni commerciali, salvo un altro shock commerciale e nonostante il rallentamento degli investimenti pubblici. Disavanzo e debito pubblico: prospettive Il disavanzo pubblico nominale dell'Italia "dovrebbe scendere al di sotto del 3% del PIL nel 2026, per poi ridursi solo marginalmente". Sebbene le uscite di cassa legate al Superbonus continueranno a gravare sul saldo di cassa fino al 2026-2028, il loro impatto si sta gradualmente attenuando e "dovrebbe scomparire entro il 2028-2029". Di conseguenza, l'elevato debito pubblico italiano, superiore ai 3mila miliardi, "è destinato ad aumentare fino al 2027, per poi gradualmente ridursi". Le prospettive positive riflettono l'aspettativa che, nonostante la persistente incertezza nel commercio internazionale, il settore privato italiano continui "a sostenere i surplus delle partite correnti". Mentre il settore pubblico dovrebbe ridurre gradualmente il suo indebitamento netto", avviando un "lento trend di calo del debito pubblico nel 2028". I rischi politici secondo S&P Tra i rischi individuati da S&P, la possibile crescita della conflittualità politica interna alla maggioranza con l'avvicinarsi delle prossime elezioni politiche. "È probabile che la competizione politica, sia all'interno della coalizione di governo che tra i partiti di opposizione, si intensifichi in vista delle elezioni generali. Prevediamo che ciò limiterà l'ambizione politica e la portata di importanti riforme strutturali". Mentre "è improbabile che le elezioni comunali del 2026 influenzino materialmente la politica nazionale".
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