s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Scambio di accuse sulla fragile tregua, nuovi raid nel Golfo. Bahrein: "Intervento interna...
Oggi 28-06-26, 17:00
AGI - La fragile tregua tra Usa e Iran resta appesa a un filo dopo che Washington ha annunciato nuovi attacchi contro obiettivi iraniani, in risposta alle aggressioni contro navi nello Stretto di Hormuz. Gli scontri aggravano le tensioni nel negoziato per mettere fine al conflitto iniziato il 28 febbraio con i bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, evidenziando i rischi per una rotta cruciale per il traffico globale di petrolio e gas. L'aeronautica statunitense "ha condotto ulteriori attacchi contro diversi obiettivi in Iran", colpendo "infrastrutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione, strutture di difesa aerea, depositi di droni e mezzi per la posa di mine", ha reso noto il Comando Centrale americano (Centcom) su X. Secondo Washington, i raid sono una rappresaglia per l'attacco con droni contro una petroliera battente bandiera panamense, carica di oltre due milioni di barili di greggio. Media iraniani hanno segnalato esplosioni nelle regioni meridionali di Sirik e Qeshm. Già venerdì gli Stati Uniti avevano colpito per la prima volta dall'intesa del 17 giugno, in risposta a un attacco contro una nave mercantile nello Stretto. Bahrein: "Intervento internazionale per fermare gli attacchi" Il Regno del Bahrein chiede un intervento internazionale per fermare le ripetute aggressioni iraniane. Lo si legge in un comunicato del ministero degli Esteri dello Stato del Golfo rilanciato dall'agenzia stampa ufficiale Bna. Il ministero degli Affari Esteri ha espresso "la piu' ferma condanna" per la "rinnovata aggressione iraniana contro il suo territorio", parte di "una pericolosa escalation". L'ultimo attacco rivela, prosegue la nota, come "cio' che Teheran sta facendo non sia un atto passeggero, nè un incidente isolato, bensì un approccio deliberato e uno schema sistematico di aggressione ripetuta contro la sovranità del Regno e la sicurezza dei suoi cittadini e residenti sul suo territorio". "Pur sottolineando che la continua sfida di Teheran alla volontà internazionale richiede una posizione ferma, il Ministero invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a tenere una sessione urgente e ad assumersi le proprie responsabilità per garantire l'attuazione della sua Risoluzione 2817 (2026), porre fine a questa aggressione in corso e assicurare i responsabili alla giustizia", prosegue il ministero degl Esteri del Bahrein, sottolineando che "questa ripetuta aggressione non è rivolta solo contro di esso, ma rappresenta piuttosto una minaccia alla sicurezza dell'intero sistema del Consiglio di Cooperazione del Golfo, in base al fermo principio su cui si fonda l'Accordo di Difesa Congiunta del Consiglio di Cooperazione del Golfo, secondo il quale qualsiasi attacco a uno Stato membro è un attacco a tutti, e cio' che minaccia uno di essi minaccia tutti". "Pur apprezzando la solidarietà del Golfo e l'unità di intenti in materia di sicurezza, il Regno afferma il suo pieno e legittimo diritto a difendere la propria sovranità, sicurezza e integrità territoriale in conformità con il diritto internazionale, e ritiene il regime iraniano pienamente responsabile di qualsiasi escalation causata dalla sua continua aggressione", conclude la nota. Reazioni e contrattacchi nella regione Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato a loro volta posizioni statunitensi nella regione. Il Kuwait è sotto attacco da parte di "missili e droni ostili", ha annunciato oggi l'esercito dell'emirato. "Le difese aeree del Kuwait stanno attualmente respingendo attacchi di missili e droni ostili", ha scritto l'esercito su X. Nel vicino Bahrein, sede di una importante base navale statunitense, sono risuonate le sirene antiaeree. Il Ministero dell'Interno ha esortato la popolazione a "mantenere la calma e recarsi nel luogo sicuro più vicino e segnalato di aver intercettato diversi droni iraniani. Intanto l'agenzia marittima britannica UKMTO riferisce che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato. L'Iran sostiene di aver rispettato il cessate il fuoco. "Se hanno disaccordi sull'attuazione del protocollo dell'accordo, possono telefonarci. Ma la violenza non farà altro che generare altra violenza", ha scritto su X il vicepresidente Usa JD Vance. Lega Araba e Consiglio Golfo, Teheran mina la pace La Lega Araba accusa l'Iran di minare la pace. Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha ritenuto l'Iran "pienamente" responsabile delle sue "azioni illegali" che "minano" la pace nella regione mediorientale. Il capo dell'organizzazione panaraba lo ha dichiarato in un comunicato, in cui ha condannato "ancora una volta, con la massima fermezza, i continui e perfidi attacchi iraniani perpetrati questa mattina contro il Bahrein e il Kuwait, con missili e droni". Ha chiesto la "cessazione immediata" di tutti gli "atti di aggressione iraniani diretti contro gli stati arabi del Golfo che minacciano la sicurezza e la stabilità regionale". Da parte sua, il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), Yassim al-Budawi, ha condannato gli "attacchi terroristici" contro il Bahrein e il Kuwait, che ha descritto come atti compiuti "con premeditazione". Ha inoltre ribadito il suo sostegno a "tutte le misure adottate" da entrambi i paesi per "rafforzare la loro sicurezza, preservare la loro sovranità e proteggere la loro popolazione e i loro residenti". Le dichiarazioni di Trump Il presidente Donald Trump ha definito l'attacco alla nave una "stupida violazione" e ha avvertito che Teheran "cesserà di esistere" in caso di escalation militare: "È possibile che un giorno non saremo più in grado di agire con prudenza e saremo costretti a portare a termine con la forza militare la missione che abbiamo iniziato con tanto successo. Se ciò accadesse, la Repubblica islamica dell'Iran cesserebbe di esistere". Teheran, gli Usa violano il Memorandum d'intesa Ll ministero degli Esteri iraniano ha affermato che i "brutali attacchi" di Washington violano il cessate il fuoco previsto dal Memorandum d'intesa tra Teheran e Washington. Una dichiarazione diramata dal dicastero "condanna fermamente" gli attacchi statunitensi delle ultime ore contro la costa meridionale del Paese. Inoltre, prosegue la dichiarazione, questi raid "dimostrano che il regime statunitense non attribuisce il minimo valore né credibilità ai propri impegni e che la violazione delle promesse fa parte della natura di questo regime". Il ministero degli Esteri ha infine ribadito che Teheran "sottolinea la sua determinazione a difendere la sovranità nazionale e l'integrità territoriale dell'Iran dall'aggressione militare statunitense". Araghchi, "qualsiasi azione unilaterale ritarda l'apertura di Hormuz" A colloquio con il ministro degli Esteri dell'Iraq, Fuad Hussein, il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi ha avvertito che "qualsiasi intervento o azione unilaterale non farebbe altro che aggravare la situazione e ritardare la riapertura dello Stretto di Hormuz". Le sue dichiarazione arrivano dopo i raid statunitensi delle scorse ore contro asset iraniani nell'area, seguiti da rappresaglie di Teheran contro il Bahrein e il Kuwait. Araghchi ha sottolineato, inoltre, che il controllo dello Stretto di Hormuz, in via esclusiva da parte di Teheran per i prossimi 30 giorni, è "una responsabilità che ricade sulla Repubblica Islamica dell'Iran. Non c'è nessun'altra parte o Stato in questo senso. Ciò è assolutamente chiaro nel memorandum d'intesa". "Lo Stretto di Hormuz rimane sotto la completa supervisione e gestione dell'Iran per i prossimi 30 giorni e, una volta rimossi tutti gli ostacoli, la piena capacità di navigazione del canale sarà ripristinata. è su questo che stiamo lavorando", ha precisato il ministro degli Esteri iraniano, durante una visita in Iraq. "Ho informato il mio omologo sugli ultimi sviluppi della guerra imposta all'Iran e anche sugli sviluppi relativi al memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti". Araghchi ha anche ringraziato l'Iraq per il "sostegno fraterno" durante la guerra contro Stati Uniti e Israele. "Il popolo e il governo iracheno hanno sempre offerto il loro sostegno durante la guerra. Hanno sempre sostenuto il popolo iraniano, vittima dell'aggressione israelo-americana", ha detto in conferenza stampa con il suo omologo iracheno, Fuad Hussein. "Il popolo iracheno ha sempre sostenuto i suoi fratelli iraniani", ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana. Araghchi ha quindi esortato gli Stati Uniti a spingere Israele a fermare gli attacchi contro il Libano e a ritirarsi. Il capo della diplomazia iraniana ha ribadito che tutte le clausole del Memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti devono essere rispettate, comprese quelle relative al Libano. "Purtroppo, l'entità sionista continua con i suoi attacchi aerei contro il Libano", ha dichiarato Araghchi sottolineando che il Memorandum d'intesa firmato tra Stati Uniti e Iran è stato accettato anche da Israele. Washington "dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e costringere" Israele a porre fine agli attacchi in Libano per porre fine alla guerra nel Paese.
CONTINUA A LEGGERE
12
0
0
